
Arriverà il giorno in cui la natura si riprenderà ciò che le appartiene.
Le città torneranno polvere, il cemento si sgretolerà, l'acciaio si arrenderà al tempo. Tutto diventerà terra e sabbia, e ogni cosa sarà nuovamente avvolta dal respiro della vegetazione.
Perfino i massi più impenetrabili accoglieranno le radici più fragili, che con pazienza e ostinazione li spezzeranno dall'interno. E la natura rigermoglierà, veneranda e sovrana, in ogni dove.
Il sole tornerà a dominare il cielo con la sua potenza, senza vetri né muri a filtrarne la luce. I venti correranno liberi tra montagne e pianure, senza più ostacoli creati dall'uomo. Le caverne custodiranno ancora il mistero dell'oscurità primordiale, mentre fiumi e laghi rifletteranno una luce limpida, come specchi dell'eternità.
Gli animali, con la loro scaltrezza e la loro natura selvaggia, riprenderanno possesso dei territori perduti. Non conoscono superbia, non costruiscono imperi destinati a crollare: seguono soltanto le antiche leggi della vita.
Allora comprenderete, forse troppo tardi, che non siete mai stati i padroni del mondo, ma soltanto ospiti di passaggio.
La natura non ha bisogno dell'uomo per esistere; è l'uomo che ha sempre avuto bisogno della natura.
E quando l'ultimo muro sarà caduto e l'ultima traccia della vostra presunzione sarà scomparsa, il pianeta continuerà a vivere.
Silenzioso, libero e magnifico, come ha sempre saputo fare.