Nerviano è finita?


Un anno fa abbiamo iniziato questo percorso con una speranza: che fosse ancora possibile preservare una realtà scientifica che ha rappresentato per decenni un patrimonio importante per la ricerca italiana.
Oggi quella speranza è molto più difficile da sostenere.
In queste ore è in corso un’asta pubblica internazionale che riguarda numerose apparecchiature scientifiche del sito di Nerviano. Le offerte sono iniziate il 15 settembre e la chiusura dei lotti è prevista per il 17 settembre.
È un passaggio che non può lasciarci indifferenti.
La storia scientifica di Nerviano affonda le sue radici nella Farmitalia-Carlo Erba e attraversa decenni di ricerca oncologica. La stessa NMS ricostruisce questa continuità storica ricordando l’Adriamicina/doxorubicina e, molti anni dopo, lo sviluppo di molecole come entrectinib, entrato negli studi clinici sponsorizzati da NMS nel 2012 e successivamente approvato.
Dietro questi risultati non ci sono soltanto molecole.
Ci sono persone, conoscenze, tecnologie, esperienza scientifica e professionalità costruite nel corso di generazioni.
Negli ultimi mesi avevamo continuato a sperare nella possibilità di una reindustrializzazione. Nel dicembre 2025 il MIMIT aveva comunicato l’interesse di una società estera per l’acquisizione del perimetro oggetto di dismissione e indicato la Cassa Integrazione come strumento per accompagnare la transizione e tutelare l’occupazione in attesa della possibile soluzione industriale.
Oggi, di fronte alla messa in vendita di una parte significativa delle apparecchiature scientifiche, è inevitabile chiedersi quale spazio rimanga concretamente per quella prospettiva.
Non abbiamo gli elementi per dire che ogni possibilità futura sia definitivamente conclusa. E non vogliamo formulare accuse nei confronti di nessuno.
Ma possiamo dire che siamo profondamente amareggiati.
Abbiamo creduto che fosse possibile conservare insieme persone, molecole, cellule, tecnologie e competenze, perché un centro di ricerca non è soltanto un edificio: è l’insieme di tutti questi elementi.
Abbiamo elaborato proposte. Abbiamo cercato di sensibilizzare istituzioni e interlocutori. Abbiamo immaginato anche soluzioni alternative per preservare almeno una parte di questo patrimonio scientifico.
E migliaia di persone hanno sostenuto questa iniziativa.
Oggi dobbiamo riconoscere che non siamo riusciti, almeno finora, a ottenere il risultato che speravamo.
Non sappiamo quale sarà l’esito finale del percorso industriale, né quale parte delle attività scientifiche potrà eventualmente avere ancora un futuro. Per questo non vogliamo scrivere una parola definitiva sulla storia di Nerviano.
Ma quello che sta accadendo merita attenzione.
Soprattutto perché riguarda un patrimonio di ricerca costruito in molti decenni e una comunità di ricercatori e professionisti che ha contribuito allo sviluppo di farmaci arrivati fino ai pazienti.
A chi, come noi, ha creduto durante quest’anno che questa realtà potesse essere salvaguardata vogliamo dire grazie.
E vogliamo ringraziare soprattutto le persone che hanno firmato e condiviso questa petizione.
Forse non siamo riusciti a cambiare il corso degli eventi come avremmo voluto.
Ma crediamo che sia stato giusto provarci.
Perché perdere competenze scientifiche è facile.
Ricostruirle richiede anni, investimenti e soprattutto persone.
Continueremo a seguire ciò che accadrà e a chiedere che tutto ciò che può ancora essere preservato — competenze, conoscenze e patrimonio scientifico — non venga dimenticato.
Persone. Molecole. Cellule.
È da qui che siamo partiti.
Ed è per questo che abbiamo provato, fino alla fine.
Il Team SaveNMS2025