Pari opportunità per i laureati in filosofia per l’accesso all’insegnamento scolastico.

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Il problema

PROPOSTA DI AMPLIAMENTO DELLE CLASSI DI CONCORSO DI INSEGNAMENTO PER LA LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE FILOSOFICHE (LM-78)

 

I laureati in Filosofia si trovano in una posizione di significativo svantaggio rispetto ad altri laureati in ambito umanistico e letterario per quanto riguarda l’accesso alle classi di concorso per l’insegnamento. Tale svantaggio non deriva dall’assenza di una preparazione solida, qualificante e spendibile, bensì da una vera e propria stortura del sistema, che determina una forma di marginalizzazione dei laureati in Filosofia, resa possibile da norme e decreti che appaiono privi di una coerente giustificazione rispetto alla formazione universitaria acquisita.

Risulta difficile comprendere la ragione per cui numerosi laureati in discipline umanistiche, fermo restando il possesso dei requisiti disciplinari previsti per i singoli insegnamenti, possano accedere a un numero molto ampio di classi di concorso, mentre ai laureati in Filosofia tale possibilità sia preclusa in misura significativamente maggiore.

Sono numerosi gli esempi che possono essere proposti.

 

Ad esempio, a un laureato in Storia (LM-84) è consentito, nel rispetto degli specifici requisiti previsti dalle relative tabelle ministeriali, l’accesso a diverse classi di concorso, tra cui:

A-11 – Discipline letterarie e latino;
A-13 – Discipline letterarie, latino e greco;
A-54 – Storia dell’arte;
A-21 – Geografia;
A-23 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti).
 

Considerata l’affinità tra i percorsi e le discipline studiate nei corsi di laurea in Storia e Filosofia — nessuno dei due percorsi, peraltro, prevede necessariamente un percorso integralmente incentrato sugli insegnamenti di Italiano, Latino, Greco o Storia dell'arte che possono essere integrati attraverso specifici crediti formativi — appare difficilmente comprensibile che i laureati in Storia possano accedere a numerose classi di concorso dell’area letteraria e storica mentre i laureati in Filosofia ne siano esclusi.

Tale esclusione appare ancora più problematica se si considera che la formazione filosofica sviluppa competenze teoriche e analitiche e sia trasversale per lo studio e la formazione in moltissimi ambiti come quello letterario e artistico, storico, politologico, sociologico e anche scientifico (basti pensare a quanto tale disciplina sia centrale nel dibattito pubblico in relazione agli sviluppi tecnologici degli ultimi anni con l'avvento dell'intelligenza artificiale). 

Non a caso, prima delle riforme che hanno modificato l’assetto delle classi di concorso, fino al 2001, la laurea in Filosofia consentiva l’accesso a un insieme di classi di concorso molto più ampio, comprendente classi alle quali può tuttora accedere un laureato in Storia in altre classi di laurea. Non a caso, anche la classe di laurea LM-1 – Antropologia culturale ed etnologia, consente l’accesso a diverse classi di concorso dell’area umanistica, nonostante il percorso formativo sia, per sua stessa natura, fortemente caratterizzato da discipline antropologiche e non esclusivamente da materie eminentemente di carattere letterario.

Appare ancora più significativo il caso della classe di laurea LM-43 – Metodologie informatiche per le discipline umanistiche. Si tratta di un percorso di studi che, come suggerisce la stessa denominazione, è finalizzato principalmente all’acquisizione di competenze informatiche applicate alla valorizzazione e alla gestione del patrimonio umanistico e culturale.

Eppure, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, tale classe di laurea può consentire l’accesso a numerose classi di concorso, tra cui:

A-01 – Disegno e storia dell’arte;
A-11 – Discipline letterarie e latino;
A-12 – Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado;
A-13 – Discipline letterarie, latino e greco;
A-21 – Geografia;
A-30 – Musica;
A-53 – Storia della musica;
A-54 – Storia dell’arte;
A-64 – Teoria, analisi e composizione.
Una laurea il cui obiettivo principale è lo sviluppo di competenze informatiche applicate alle discipline umanistiche può dunque, attraverso l’acquisizione degli specifici crediti disciplinari richiesti, consentire l’accesso all’insegnamento di materie quali Latino e Greco, oltre ad aprire l’accesso a numerose altre classi di concorso.

Al contrario, un laureato in Filosofia, la cui formazione è strutturalmente caratterizzata dallo studio della filosofia, della storia, della cultura e del pensiero occidentale e che può presentare, a seconda del proprio percorso curricolare, una preparazione in diverse aree delle discipline umanistiche, non è ritenuto idoneo all’accesso a determinate classi di concorso dell’area letteraria.

Emerge dunque una evidente difficoltà nell’individuare una ratio coerente e omogenea nei criteri utilizzati per valutare la compatibilità tra i diversi percorsi universitari e le aree disciplinari delle materie scolastiche. L’attuale sistema sembra infatti subordinare tale valutazione a una classificazione rigida delle classi di laurea, senza una sufficiente considerazione dell’effettiva articolazione dei percorsi formativi e delle competenze acquisite dai singoli laureati.

La classe di concorso A-19 e la posizione dei laureati in Filosofia

In conclusione, questa iniziativa nasce con l’obiettivo primario di promuovere, in nome dei principi di equità, pari trattamento e pari opportunità, una revisione dell’attuale disciplina relativa all’accesso dei laureati in Filosofia alle classi di concorso.

In primo luogo, si propone di ripristinare, secondo modalità compatibili con l’attuale ordinamento e con il possesso degli specifici requisiti disciplinari, la possibilità per i laureati in Filosofia di accedere alle classi di concorso dell’area letteraria alle quali può accedere un laureato in Storia, analogamente a quanto avveniva prima delle modifiche normative intervenute a partire dal 97' e negli anni immediatamente successivi.

In secondo luogo, alla luce della carenza e dello squilibrio nella distribuzione dei posti tra la classe di concorso A-19 – Filosofia e Storia e le altre classi di concorso dell’area letteraria, si propone una revisione della classe di concorso A-19, consentendo ai laureati in Filosofia di accedere all’insegnamento della Storia anche nei bienni dei licei (non solo il triennio) e nei percorsi di istruzione tecnica e professionale e negli altri ordini di scuola nei quali la Filosofia non è prevista come disciplina autonoma.

Tale richiesta trova ulteriore fondamento nella struttura degli stessi requisiti ministeriali. Le tabelle per l’accesso alla classe di concorso A-19 – Filosofia e Storia richiedono al laureato in Filosofia il possesso di 36 CFU nell’ambito delle discipline storiche. Al contrario, per alcune classi di concorso dell’area letteraria (ad esempio A22) sono richiesti solamente 24 CFU in ambito storico, e tale requisito permette, invece, di insegnare storia sia nella secondaria di primo grado sia in tutto il quinquennio degli istituti tecnici e professionali nonché dei licei e con requisiti inferiori a quelli richiesti alla classi di concorso A19 a cui può accedere il laureato in filosofia.

Si crea così una situazione apparentemente contraddittoria: ai laureati in Filosofia vengono richiesti, per l’accesso alla A-19, requisiti quantitativamente rilevanti nell’ambito storico, compresi specifici crediti in determinati settori disciplinari, pur senza che tali requisiti si traducano nella possibilità di insegnare tutti i periodi storici oggetto della propria formazione.

In particolare, la richiesta di specifici CFU nell’ambito della storia antica può comportare il paradosso per cui al laureato in Filosofia vengono richieste competenze relative alla Storia romana e/o alla Storia greca senza che tali competenze consentano, di per sé, l’insegnamento specifico di tali discipline nei diversi ordini e gradi dell’istruzione.

Si tratta di una situazione che appare meritevole di una revisione complessiva, anche in considerazione del fatto che la classe di concorso A-19, pur denominandosi «Filosofia e Storia», risulta fortemente condizionata dalla ridotta presenza dell’insegnamento della Filosofia nell’attuale ordinamento scolastico.

La conseguenza è una significativa limitazione delle opportunità occupazionali per i laureati in Filosofia, a fronte di un numero di posti e di insegnamenti disponibili nelle classi dell’area letteraria, in particolare A-11, A-12 e A-13, potenzialmente molto più ampio.

Le proposte

Per tutte queste ragioni, si propone una revisione della classe di concorso A-19 – Filosofia e Storia, attraverso:

il riconoscimento della possibilità per i laureati in Filosofia di insegnare la Storia anche nel primo biennio dei licei, e nei 5 anni degli istituti tecnici e professionali, laddove non sia previsto l’insegnamento della Filosofia;
il riconoscimento della classe di laurea magistrale LM-78 – Scienze filosofiche quale titolo di accesso, nel rispetto degli specifici requisiti disciplinari, alle classi di concorso dell’area letteraria e umanistica, tra cui:
A-11 – Discipline letterarie e latino;
A-13 – Discipline letterarie, latino e greco;
A-54 – Storia dell’arte;
A-21 – Geografia;
A-23 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti).
 

Tale riconoscimento consentirebbe di porre la classe LM-78 sullo stesso piano di numerose altre classi di laurea magistrale alle quali l’attuale disciplina riconosce, nel rispetto dei relativi requisiti, l’accesso a un ampio numero di classi di concorso, tra cui:

LM-1 –   Antropologia culturale ed etnologia;
LM-2 –   Archeologia;
LM-5 –   Archivistica e biblioteconomia;
LM-10 – Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
LM-11 – Scienze per la conservazione dei beni culturali;
LM-14 – Filologia moderna;
LM-15 – Filologia, letterature e storia dell’antichità;
LM-39 – Linguistica;
LM-43 – Metodologie informatiche per le discipline umanistiche;
LM-45 – Musicologia e beni culturali;
LM-84 – Scienze storiche;
LM-89 – Storia dell’arte.
Alla luce dell’ampia e, per molti aspetti, eterogenea platea di classi di laurea magistrale attualmente ammesse all’accesso alle suddette classi di concorso, appare difficilmente giustificabile l’esclusione della sola classe LM-78 – Scienze filosofiche.

La richiesta non mira a introdurre un accesso indiscriminato all’insegnamento, né a prescindere dal possesso dei necessari requisiti disciplinari, ma a riconoscere alla formazione filosofica il ruolo che storicamente e culturalmente le compete nella formazione culturale, in particolare nell’ambito delle discipline umanistiche e a garantire criteri di accesso fondati su una valutazione coerente, oggettiva e omogenea dei percorsi universitari.

La revisione dell’attuale disciplina consentirebbe pertanto di valorizzare maggiormente la laurea in Filosofia, ampliare le opportunità professionali dei suoi laureati e, al contempo, garantire una maggiore coerenza tra la formazione universitaria, i requisiti disciplinari richiesti e le effettive esigenze del sistema scolastico.

 

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Davide LeoPromotore della petizione

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