
Mio figlio non è un attestato
Il problema
MIO FIGLIO NON È UN ATTESTATO
Chiediamo il riconoscimento del percorso scolastico di ogni studente con disabilità e una certificazione concreta delle competenze acquisite
Destinatari: Ministero dell’Istruzione e del Merito, Parlamento italiano, istituzioni scolastiche e associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Perché nasce questa petizione
Sono Anna Chiaro, una madre e una docente.
Sono la mamma di Ale, un ragazzo che frequenta il liceo artistico e che, come tanti altri studenti con disabilità, sta costruendo il proprio percorso di crescita, apprendimento e autonomia.
Come madre, penso al suo futuro e a quello di tanti ragazzi che ogni giorno frequentano la scuola, si impegnano, imparano e conquistano, ciascuno secondo le proprie possibilità, nuove competenze.
Mi domando che cosa accadrà quando termineranno il loro percorso scolastico e quale riconoscimento riceveranno per gli anni trascorsi a scuola.
Per gli studenti che seguono una programmazione didattica differenziata, il percorso può concludersi con un attestato di credito formativo anziché con un diploma avente valore legale.
Questo tema merita una riflessione seria, perché il documento finale può incidere sulle opportunità future di questi ragazzi e sul modo in cui il loro percorso viene riconosciuto.
Mio figlio non è un attestato. È una persona, uno studente, un cittadino con diritti, capacità e potenzialità da riconoscere.
Che cosa chiediamo
Non chiediamo diplomi regalati, né vogliamo ignorare le differenze tra gli apprendimenti raggiunti dai diversi studenti.
Chiediamo una riforma che permetta di riconoscere il completamento del percorso scolastico con un diploma, accompagnato da una certificazione individuale, ufficiale, trasparente e verificabile delle competenze effettivamente acquisite.
Questa certificazione dovrebbe descrivere con precisione:
le conoscenze e le abilità realmente raggiunte;
le competenze pratiche e il grado di autonomia;
gli eventuali supporti necessari per svolgere determinate attività;
i contesti nei quali le competenze possono essere utilizzate;
le possibilità di proseguire nella formazione, partecipare alla vita sociale e accedere a esperienze lavorative compatibili con le capacità individuali.
La certificazione dovrebbe basarsi su criteri rigorosi e su valutazioni personalizzate, evitando sia il riconoscimento di competenze non dimostrate sia la svalutazione di quelle realmente possedute.
Perché è importante
La scuola non trasmette soltanto conoscenze: accompagna la crescita, promuove l'autonomia e prepara alla partecipazione alla vita adulta.
Un ragazzo può non raggiungere tutti gli obiettivi previsti per il percorso ordinario e, nello stesso tempo, acquisire competenze preziose per la propria vita.
Saper organizzare un'attività, collaborare con gli altri, svolgere compiti pratici, rispettare procedure e utilizzare abilità apprese a scuola può rappresentare una risorsa importante per il futuro.
Queste competenze devono essere riconosciute e descritte in modo serio, affinché possano essere comprese e valorizzate anche al di fuori della scuola.
L'inclusione non dovrebbe fermarsi alla frequenza scolastica. Deve accompagnare lo studente anche nel passaggio alla vita adulta.
La nostra richiesta alle istituzioni
Chiediamo al Parlamento e al Ministero dell'Istruzione e del Merito di avviare un confronto con le famiglie, le associazioni, i docenti, gli esperti e le persone con disabilità per elaborare una proposta normativa che:
riconosca il valore del percorso scolastico completato da ogni studente;
preveda un diploma accompagnato da una certificazione individuale delle competenze effettivamente acquisite, secondo criteri rigorosi e verificabili;
renda la certificazione comprensibile e concretamente utilizzabile nei percorsi formativi, sociali e lavorativi;
tuteli il diritto alla dignità, alla partecipazione e alle pari opportunità, senza confondere il riconoscimento della persona con l'uniformità dei risultati scolastici;
coinvolga direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie nella definizione della riforma.
Chiediamo che questa possibilità venga studiata con serietà, nel rispetto del valore legale dei titoli di studio e delle necessarie garanzie di qualità della valutazione.
Firma anche tu
Se credi che ogni ragazzo meriti di vedere riconosciuto il proprio percorso e che la scuola debba contribuire a costruire opportunità concrete per il futuro, firma questa petizione e condividila.
Una firma può contribuire a far conoscere un problema. Tante voci unite possono portarlo all'attenzione delle istituzioni.
Lo faccio per mio figlio, ma non soltanto per lui. Lo faccio per tutti quei ragazzi e quelle famiglie che si interrogano sul futuro dopo la scuola.
Perché il valore di una persona non si esaurisce in un documento.
Mio figlio non è un attestato. E nessun ragazzo dovrebbe sentirsi definito soltanto da quello che non ha raggiunto.
Anna Chiaro
Madre e docente
Promotrice dell'iniziativa «Mio figlio non è un attestato»

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Il problema
MIO FIGLIO NON È UN ATTESTATO
Chiediamo il riconoscimento del percorso scolastico di ogni studente con disabilità e una certificazione concreta delle competenze acquisite
Destinatari: Ministero dell’Istruzione e del Merito, Parlamento italiano, istituzioni scolastiche e associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Perché nasce questa petizione
Sono Anna Chiaro, una madre e una docente.
Sono la mamma di Ale, un ragazzo che frequenta il liceo artistico e che, come tanti altri studenti con disabilità, sta costruendo il proprio percorso di crescita, apprendimento e autonomia.
Come madre, penso al suo futuro e a quello di tanti ragazzi che ogni giorno frequentano la scuola, si impegnano, imparano e conquistano, ciascuno secondo le proprie possibilità, nuove competenze.
Mi domando che cosa accadrà quando termineranno il loro percorso scolastico e quale riconoscimento riceveranno per gli anni trascorsi a scuola.
Per gli studenti che seguono una programmazione didattica differenziata, il percorso può concludersi con un attestato di credito formativo anziché con un diploma avente valore legale.
Questo tema merita una riflessione seria, perché il documento finale può incidere sulle opportunità future di questi ragazzi e sul modo in cui il loro percorso viene riconosciuto.
Mio figlio non è un attestato. È una persona, uno studente, un cittadino con diritti, capacità e potenzialità da riconoscere.
Che cosa chiediamo
Non chiediamo diplomi regalati, né vogliamo ignorare le differenze tra gli apprendimenti raggiunti dai diversi studenti.
Chiediamo una riforma che permetta di riconoscere il completamento del percorso scolastico con un diploma, accompagnato da una certificazione individuale, ufficiale, trasparente e verificabile delle competenze effettivamente acquisite.
Questa certificazione dovrebbe descrivere con precisione:
le conoscenze e le abilità realmente raggiunte;
le competenze pratiche e il grado di autonomia;
gli eventuali supporti necessari per svolgere determinate attività;
i contesti nei quali le competenze possono essere utilizzate;
le possibilità di proseguire nella formazione, partecipare alla vita sociale e accedere a esperienze lavorative compatibili con le capacità individuali.
La certificazione dovrebbe basarsi su criteri rigorosi e su valutazioni personalizzate, evitando sia il riconoscimento di competenze non dimostrate sia la svalutazione di quelle realmente possedute.
Perché è importante
La scuola non trasmette soltanto conoscenze: accompagna la crescita, promuove l'autonomia e prepara alla partecipazione alla vita adulta.
Un ragazzo può non raggiungere tutti gli obiettivi previsti per il percorso ordinario e, nello stesso tempo, acquisire competenze preziose per la propria vita.
Saper organizzare un'attività, collaborare con gli altri, svolgere compiti pratici, rispettare procedure e utilizzare abilità apprese a scuola può rappresentare una risorsa importante per il futuro.
Queste competenze devono essere riconosciute e descritte in modo serio, affinché possano essere comprese e valorizzate anche al di fuori della scuola.
L'inclusione non dovrebbe fermarsi alla frequenza scolastica. Deve accompagnare lo studente anche nel passaggio alla vita adulta.
La nostra richiesta alle istituzioni
Chiediamo al Parlamento e al Ministero dell'Istruzione e del Merito di avviare un confronto con le famiglie, le associazioni, i docenti, gli esperti e le persone con disabilità per elaborare una proposta normativa che:
riconosca il valore del percorso scolastico completato da ogni studente;
preveda un diploma accompagnato da una certificazione individuale delle competenze effettivamente acquisite, secondo criteri rigorosi e verificabili;
renda la certificazione comprensibile e concretamente utilizzabile nei percorsi formativi, sociali e lavorativi;
tuteli il diritto alla dignità, alla partecipazione e alle pari opportunità, senza confondere il riconoscimento della persona con l'uniformità dei risultati scolastici;
coinvolga direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie nella definizione della riforma.
Chiediamo che questa possibilità venga studiata con serietà, nel rispetto del valore legale dei titoli di studio e delle necessarie garanzie di qualità della valutazione.
Firma anche tu
Se credi che ogni ragazzo meriti di vedere riconosciuto il proprio percorso e che la scuola debba contribuire a costruire opportunità concrete per il futuro, firma questa petizione e condividila.
Una firma può contribuire a far conoscere un problema. Tante voci unite possono portarlo all'attenzione delle istituzioni.
Lo faccio per mio figlio, ma non soltanto per lui. Lo faccio per tutti quei ragazzi e quelle famiglie che si interrogano sul futuro dopo la scuola.
Perché il valore di una persona non si esaurisce in un documento.
Mio figlio non è un attestato. E nessun ragazzo dovrebbe sentirsi definito soltanto da quello che non ha raggiunto.
Anna Chiaro
Madre e docente
Promotrice dell'iniziativa «Mio figlio non è un attestato»

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Petizione creata in data 14 ottobre 2026

