I dieci falsi miti da sfatare sull'Alitalia

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                                           I dieci falsi miti da sfatare su Alitalia

1.       La compagnia è un carrozzone pubblico. Falso, l’azienda è completamente privata da dieci anni, vale a dire dal 2009, quando cominciò la gestione dei cosiddetti “capitani coraggiosi”.

2.       Lo stato ha buttato nove miliardi in trent’anni. Falso. Lo Stato ha concesso degli aiuti per tenere in vita l’azienda, ma spesso non a favore di Alitalia, ma contro l’Alitalia. Se poi consideriamo quanto ha incassato in questo periodo dall’IVA derivante dalla vendita dei biglietti e dall’IRPEF pagata dai dipendenti, ci accorgiamo che lo Stato ha guadagnato molto dall’attività dell’Alitalia.

3.       E’ un baraccone inefficiente. Falso. L’Alitalia è la compagnia più puntuale del mondo, con un record di sicurezza, con un know-how sedimentato da settant’anni di attività nei quattro angoli del globo.

4.       I dipendenti sono troppi. Falso. Se consideriamo il rapporto tra dipendenti ed aerei ci accorgiamo che l’Alitalia è una delle compagnie più competitive d’Europa. Mediamente, per ogni aeroplano una compagnia major utilizza 100 persone.

5.       I dipendenti guadagnano troppo. Falso. Il costo del lavoro in Alitalia è ampiamente sotto a quello di tutti i concorrenti e addirittura più basso delle low cost.

6.       Senza l’Alitalia il Paese si muove lo stesso. Falso. Sul lungo raggio non ci sono alternative pronte al momento. Sul corto raggio il Paese ha bisogno di coprire alcune tratte per la conformazione del territorio che è prevalentemente montuoso e con grandi isole da servire.

7.       I commissari hanno risanato l’azienda. Falso. Durante la gestione commissariale la perdita è aumentata. In pratica, i commissari hanno perso tutti i soldi ricevuti in prestito senza intaccare di fatto le spese che veramente hanno affossato la compagnia, procrastinando la procedura di vendita fino ad arrivare alla situazione attuale, cioè stretti tra l’alternativa di ricevere un altro prestito e quello di liquidare la compagnia.

8.       I privati funzionano meglio dello Stato. Falso. Quando lo Stato era azionista (anche si di minoranza) l’azienda fatturava cinque miliardi e perdeva 350 milioni l’anno. Praticamente il 7% del fatturato. I privati perdevano 600 milioni l’anno con un fatturato di 2.400 milioni. Praticamente il 25% del fatturato. Senza contare che lo Stato dava lavoro a 24000 persone, mentre oggi l’azienda naviga intorno alle 11000 unità.

9.       Gli stranieri gestiscono meglio degli italiani. Falso. La gestione Etihad si è rivelata se possibile ancora peggiore di quella italiana precedente. Una rigidità eccessiva negli schemi, in un ambiente ad alta complessità e ad alto rischio, non è funzionale a gestire un ambiente che deve essere affrontato con la necessaria flessibilità. Non a caso oggi, gli italiani hanno ottenuto il record mondiale della puntualità, perché dal punto di vista aeronautico l’Italia è uno dei Paesi più apprezzati come know-how e come tradizione aviatoria.

10.   L’Alitalia è fallita perché non sta sul mercato. Falso. Secondo le indagini portate avanti dalla guardia di Finanza, l’azienda è stata vittima dell’ennesima bancarotta fraudolenta. In pratica, chi l’ha comprata ha voluto fare soldi proponendosi come fornitore (di carburante, di aerei in leasing, di manutenzione).

Detto questo, è evidente che non è dalle difficile condizioni operative che deriva il problema dei conti Alitalia. Gestita bene, l'azienda è un affare in primis per lo Stato, poiché Alitalia ha tutte le carte in regola per rinascere, a patto che si scelgano dei gestori onesti e competenti. Il resto, sono miti da sfatare.