

Dignità e tutela del diritto alla salute per i calabresi.
Il problema
Al Ministro della Salute
Al Presidente f.f. Della Regione Calabria
Al Presidente del Consiglio Regionale
Al Commissario Belcastro
Queste righe sono scritte con rabbia.
Non la rabbia scomposta e cieca di chi in preda all'indignazione ha perso lucidità, ma quella oculata di chi pretende che chi occupa posizioni di Potere si assuma la responsabilità del proprio fallimento e rivendica il proprio diritto ad essere rispettato come persona prima ancora che come cittadino o elettore.
Ieri Giovedì 6 novembre, nel corso della trasmissione “titolo V” trasmessa da rai3 è andato in onda l'ennesimo schiaffo alla dignità dei calabresi.L'intervista al Commissario Cotticelli è autoesplicativa della sua totale inadeguatezza, e per questo non ci soffermeremo sulla stessa.
Prendiamo altresì atto delle dichiarazioni relative alla sua immediata sostituzione da parte del Presidente e del Consiglio e del Ministro per il sud.
Tutto bene allora? Neanche un po'.
Non possiamo accettare che il Governo scopra ,grazie a un servizio giornalistico ,delle lacune così evidenti rispetto all'operato di un Commissario designato dallo stesso Presidente del Consiglio (Conte I) e confermato con l'attribuzione di ancora più poteri solo qualche giorno fa ( Conte bis) .
Non possiamo nemmeno accettare le dichiarazioni farneticanti dei nostri rappresentanti regionali che di fatto hanno abdicato alle proprie funzioni, non solo non elaborando nulla rispetto alle azioni necessarie in campo sanitario ma altresì rinunciando ad esercitare quel controllo a cui hanno diritto ma di cui hanno soprattutto il dovere.La Regione ha spudoratamente mentito quando a marzo ha annunciato in pompa magna sui propri canali di comunicazione di avere approvato un piano di fatto inesistente.Non solo: la Presidente ha delegato con propria Ordinanza la gestione dell'emergenza a commissari rilevatisi completamente inefficienti (non ricordiamo per pudore l'intervista relativa ai ventilatori meccanici dell'allora Commissario Pallaria, anche lui costretto a dimettersi in seguito ad inchiesta giornalistica) e ora vorrebbe autoassolversi grazie alla paritetica responsabilità del Governo.Ma vi è di più: visto che da marzo la Presidente dichiarava che la sanità calabrese non era in grado di gestire un possibile dilagare della pandemia a livello locale tanto da impedire che i fuorisede calabresi potessero rientrare nelle loro case e nel frattempo nulla è cambiato, risulta grottesca l'indizione di un consiglio straordinario regionale al solo fine di chiedere la “promozione a zona gialla”.La zona rossa al momento appare l'unica arma che i cittadini calabresi hanno per poter tutelare la propria salute, anche se questo significa mettere in ginocchio un'economia già precaria e sopportare ulteriori sacrifici non a causa della pandemia, ma dell'incuria e dell'irresponsabilità di chi ci governa.Ecco perché paiono beffardi gli accorati appelli della Giunta senza che al contempo vengano messe in campo proposte concrete di rafforzamento della sanità. Ecco perchè è legittimo che i cittadini protestino, mentre Consiglio e Giunta Regionale dovrebbero avere il pudore di dimettersi con effetto immediato.
E' tardi per i vergognosi scaricabarile cui assistiamo da giorni. Tardi per lo scontro muscolare tra Stato e Regione giocato sulla pelle di noi cittadini. Scontro che mortifica l'indivisibilità della Repubblica in un momento in cui la solidarietà dovrebbe essere l'imprescindibile direttrice di tutte le azioni politiche.E' tardi anche per annunci in pompa magna di rimozione dagli incarichi a pochi giorni dalla riconferma.
Non accetteremo questa volta la retorica asfissiante circolata tra testate giornalistiche e social media volta a colpevolizzare il singolo elettore calabrese deresponsabilizzando chi è investito di specifiche funzioni pubbliche. A tal proposito ricordiamo sommessamente che il popolo calabrese ha compattamente rispettato tutte le misure restrittive varate dal Governo, anche in una situazione – come quella di Marzo- in cui il dato epidemiologico era del tutto confortante.Persino all'indomani della chiacchierata ordinanza con cui la Presidente Santelli aveva illegittimamente disposto delle aperture in anticipo, gli esercenti locali [a parte pochissime eccezioni] e i Comuni hanno disatteso la stessa conformandosi alla legislazione statale.
No, non è genericamente “colpa nostra” se la Calabria è zona rossa.
Non basterà sostituire Cotticelli con un altro a cui magari si chiederà attenzione rispetto alle comunicazioni con i media e soprattutto è inconcepibile che i vertici delle Aziende Sanitarie, rimangano al loro posto .
E' ora che si prenda atto del fallimento totale del commissariamento della sanità regionale così come del fallimento di tutti gli organi rappresentativi regionali.
E' ora che la Politica riprenda in mano la propria funzione e che i calabresi ritrovino la propria dignità pretendendo dallo Stato, da tutto lo Stato, quello che è un diritto inalienabile e non rassegnandosi a quello che da troppo tempo viene spacciato come destino ineluttabile di una regione “ultima”.
Concludiamo con un amaro grazie agli operatori sanitari perché, al netto di singoli casi di “malasanità” e di “furbetti del cartellino”, la stragrande maggioranza degli stessi si ritrova a lavorare con abnegazione in una situazione di estrema difficoltà, senza strumenti e percorrendo un sentiero pieno di ostacoli quotidiani, pur di mantenere in piedi un sistema radicalmente malato.A loro il nostro sentito e profondo ringraziamento.
A voi diciamo di non credere di trovarvi di fronte a una popolazione inerme e acquiescente: questa terra, pur svuotata dalla costante emigrazione, brulica di persone che l'hanno scelta per viverci, che nel loro quotidiano lottano per migliorarla e che pretendono che i loro diritti vengano tutelati. Persone che sono stanche di pagare il prezzo di un'inadeguatezza trasversale.
La Calabria ha bisogno di un sussulto di etica pubblica che apra una pagina veramente nuova di coerenza e dedizione al bene comune.
Noi ci siamo.

PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Al Ministro della Salute
Al Presidente f.f. Della Regione Calabria
Al Presidente del Consiglio Regionale
Al Commissario Belcastro
Queste righe sono scritte con rabbia.
Non la rabbia scomposta e cieca di chi in preda all'indignazione ha perso lucidità, ma quella oculata di chi pretende che chi occupa posizioni di Potere si assuma la responsabilità del proprio fallimento e rivendica il proprio diritto ad essere rispettato come persona prima ancora che come cittadino o elettore.
Ieri Giovedì 6 novembre, nel corso della trasmissione “titolo V” trasmessa da rai3 è andato in onda l'ennesimo schiaffo alla dignità dei calabresi.L'intervista al Commissario Cotticelli è autoesplicativa della sua totale inadeguatezza, e per questo non ci soffermeremo sulla stessa.
Prendiamo altresì atto delle dichiarazioni relative alla sua immediata sostituzione da parte del Presidente e del Consiglio e del Ministro per il sud.
Tutto bene allora? Neanche un po'.
Non possiamo accettare che il Governo scopra ,grazie a un servizio giornalistico ,delle lacune così evidenti rispetto all'operato di un Commissario designato dallo stesso Presidente del Consiglio (Conte I) e confermato con l'attribuzione di ancora più poteri solo qualche giorno fa ( Conte bis) .
Non possiamo nemmeno accettare le dichiarazioni farneticanti dei nostri rappresentanti regionali che di fatto hanno abdicato alle proprie funzioni, non solo non elaborando nulla rispetto alle azioni necessarie in campo sanitario ma altresì rinunciando ad esercitare quel controllo a cui hanno diritto ma di cui hanno soprattutto il dovere.La Regione ha spudoratamente mentito quando a marzo ha annunciato in pompa magna sui propri canali di comunicazione di avere approvato un piano di fatto inesistente.Non solo: la Presidente ha delegato con propria Ordinanza la gestione dell'emergenza a commissari rilevatisi completamente inefficienti (non ricordiamo per pudore l'intervista relativa ai ventilatori meccanici dell'allora Commissario Pallaria, anche lui costretto a dimettersi in seguito ad inchiesta giornalistica) e ora vorrebbe autoassolversi grazie alla paritetica responsabilità del Governo.Ma vi è di più: visto che da marzo la Presidente dichiarava che la sanità calabrese non era in grado di gestire un possibile dilagare della pandemia a livello locale tanto da impedire che i fuorisede calabresi potessero rientrare nelle loro case e nel frattempo nulla è cambiato, risulta grottesca l'indizione di un consiglio straordinario regionale al solo fine di chiedere la “promozione a zona gialla”.La zona rossa al momento appare l'unica arma che i cittadini calabresi hanno per poter tutelare la propria salute, anche se questo significa mettere in ginocchio un'economia già precaria e sopportare ulteriori sacrifici non a causa della pandemia, ma dell'incuria e dell'irresponsabilità di chi ci governa.Ecco perché paiono beffardi gli accorati appelli della Giunta senza che al contempo vengano messe in campo proposte concrete di rafforzamento della sanità. Ecco perchè è legittimo che i cittadini protestino, mentre Consiglio e Giunta Regionale dovrebbero avere il pudore di dimettersi con effetto immediato.
E' tardi per i vergognosi scaricabarile cui assistiamo da giorni. Tardi per lo scontro muscolare tra Stato e Regione giocato sulla pelle di noi cittadini. Scontro che mortifica l'indivisibilità della Repubblica in un momento in cui la solidarietà dovrebbe essere l'imprescindibile direttrice di tutte le azioni politiche.E' tardi anche per annunci in pompa magna di rimozione dagli incarichi a pochi giorni dalla riconferma.
Non accetteremo questa volta la retorica asfissiante circolata tra testate giornalistiche e social media volta a colpevolizzare il singolo elettore calabrese deresponsabilizzando chi è investito di specifiche funzioni pubbliche. A tal proposito ricordiamo sommessamente che il popolo calabrese ha compattamente rispettato tutte le misure restrittive varate dal Governo, anche in una situazione – come quella di Marzo- in cui il dato epidemiologico era del tutto confortante.Persino all'indomani della chiacchierata ordinanza con cui la Presidente Santelli aveva illegittimamente disposto delle aperture in anticipo, gli esercenti locali [a parte pochissime eccezioni] e i Comuni hanno disatteso la stessa conformandosi alla legislazione statale.
No, non è genericamente “colpa nostra” se la Calabria è zona rossa.
Non basterà sostituire Cotticelli con un altro a cui magari si chiederà attenzione rispetto alle comunicazioni con i media e soprattutto è inconcepibile che i vertici delle Aziende Sanitarie, rimangano al loro posto .
E' ora che si prenda atto del fallimento totale del commissariamento della sanità regionale così come del fallimento di tutti gli organi rappresentativi regionali.
E' ora che la Politica riprenda in mano la propria funzione e che i calabresi ritrovino la propria dignità pretendendo dallo Stato, da tutto lo Stato, quello che è un diritto inalienabile e non rassegnandosi a quello che da troppo tempo viene spacciato come destino ineluttabile di una regione “ultima”.
Concludiamo con un amaro grazie agli operatori sanitari perché, al netto di singoli casi di “malasanità” e di “furbetti del cartellino”, la stragrande maggioranza degli stessi si ritrova a lavorare con abnegazione in una situazione di estrema difficoltà, senza strumenti e percorrendo un sentiero pieno di ostacoli quotidiani, pur di mantenere in piedi un sistema radicalmente malato.A loro il nostro sentito e profondo ringraziamento.
A voi diciamo di non credere di trovarvi di fronte a una popolazione inerme e acquiescente: questa terra, pur svuotata dalla costante emigrazione, brulica di persone che l'hanno scelta per viverci, che nel loro quotidiano lottano per migliorarla e che pretendono che i loro diritti vengano tutelati. Persone che sono stanche di pagare il prezzo di un'inadeguatezza trasversale.
La Calabria ha bisogno di un sussulto di etica pubblica che apra una pagina veramente nuova di coerenza e dedizione al bene comune.
Noi ci siamo.

I decisori


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Petizione creata in data 7 novembre 2020