MAI PIU' DAD - Misure strutturali per i problemi della scuola

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 268 sostenitori

Il problema

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI E ALLA STAMPA SULLA SITUAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA NEL TERZO ANNO SCOLASTICO COLPITO DALLA PANDEMIA DA COVID 19

  • Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi
  • Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi
  • Dirigente Ufficio scolastico regionale del Lazio Rocco Pinneri
  • Assessore scuola e formazione Regione Lazio Claudio di Berardino
  • Assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì
  • Redazione ANSA e ADNKRONOS

E p.c

  • Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Lazio
  • Sindaci di Roma e di tutti i capoluoghi della Regione

Come genitori e/o docenti di studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado della regione Lazio, siamo seriamente preoccupati per l’avvio dell’imminente anno scolastico 2021/2022.

A ormai un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico, per quello che si appresta ad essere il terzo anno scolastico dall’inizio della pandemia il dibattito è concentrato quasi esclusivamente su vaccini e green pass trascurando ancora una volta questioni veramente fondamentali quali il dimensionamento delle classi, l’edilizia scolastica, l’organico.

Siamo consapevoli che nel CDM del 5 agosto è stata approvata una misura (il green pass obbligatorio per il personale della scuola) che è volta ad evitare il ricorso alla DAD, ma è chiaro a tutti che una misura del genere, oltre ad essere osteggiata da molti, non è purtroppo sufficiente a garantire, adottando tutte le misure necessarie senza se e senza ma, la scuola in presenza per TUTTI gli studenti di ogni ordine e grado, senza discriminazione alcuna.

Le possibili modalità di avvio delle attività per il prossimo anno sono infatti chiaramente inadeguate e insufficienti riguardo alla soluzione di problemi atavici della scuola pubblica italiana e resi esplosivi dalla pandemia: l’adeguamento alle reali esigenze delle dotazioni organiche di personale docente e ATA e la relativa stabilizzazione, la messa in sicurezza degli edifici, la riduzione delle classi pollaio, l’ampliamento dei trasporti, l’organizzazione di scuole all’aperto o l’utilizzo degli spazi aperti già esistenti nelle scuole, la presenza di presìdi sanitari presso le scuole utili anche per il tracciamento. Quello che stiamo apprendendo, anzi, va in totale controtendenza a qualsiasi regola di buonsenso: contrazione delle classi con conseguente aumento degli alunni per classe.

Da quanto apprendiamo dalla stampa, inoltre, il piano scuola scarica gran parte dell’onere organizzativo sui dirigenti scolastici e sugli insegnanti, privandoli del necessario supporto da parte del governo. Perché se è vero che il Consiglio dei ministri ha deliberato 112 mila assunzioni, molto difficilmente queste verranno completate prima del 2022-23. Per l’immediato, «le risorse stanziate per il personale aggiuntivo dal governo Draghi sono inferiori a quelle previste dal governo Conte», spiega il segretario della Flc-Cgil Francesco Sinopoli. «Da 1,85 miliardi si passa a 350 milioni di euro. Mancano i soldi per sdoppiare le classi, e diminuire il numero di alunni per classe non aiuta solo sul piano del contagio ma anche da quello della qualità dell’offerta didattica».

In queste condizioni è ovvio che la DAD, la didattica a distanza, resta la soluzione a cui molti pur senza esplicitarlo pensano di ricorrere in caso di un’ulteriore ondata della pandemia, trascurando in questo o mettendo sotto silenzio i danni che questa modalità didattica ha prodotto sia dal punto di vista delle competenze e dell’abbandono scolastico sia – drammaticamente – sull’equilibrio psico-fisico di bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

In sintesi, il diritto alla scuola è stato sacrificato già per due anni scolastici in questo Paese, più di quanto avvenuto in qualunque altro Paese europeo, ed è inaccettabile che questa situazione permanga. Pretendiamo che a ciò venga posto rimedio tramite un piano strutturato e che coinvolga, anche con lo stanziamento dei fondi necessari, tutte le figure e le istituzioni competenti, e che vada finalmente a risolvere i problemi emergenti e quelli atavici della scuola.

Le sottoscrittrici ed i sottoscrittori di questa lettera aperta PRETENDONO RISPOSTE CHIARE E AZIONI CONCRETE dai destinatari della presente, che non si limitino all’obbligo vaccinale e che siano volte a:

- stanziare i fondi necessari per predisporre spazi scolastici adeguati e per assumere l’organico necessario a garantire un adeguato distanziamento, prima misura realmente efficace per contrastare il contagio e il diffondersi dell’epidemia

- adeguare i trasporti in modo tale che studenti e personale scolastico possano viaggiare senza mettere in pericolo se stessi e gli altri e senza dover ricorrere a scaglionamenti

- predisporre un efficace sistema di tracciamento, anche tramite l’uso di tamponi salivari (altrettanto efficaci e meno invasivi)

- alla luce dell’adozione del green pass obbligatorio per il personale scolastico e per gli studenti universitari, rendere disponibili tamponi gratuiti o a prezzo realmente calmierato (che non può essere di 8 euro ogni 48 ore, un prezzo inaccessibile per molte famiglie e che porta nella pratica all’obbligo vaccinale o all’impossibilità per molti bambini di accedere a luoghi o ad attività per loro essenziali)

- non fare distinzioni tra studenti e studentesse vaccinati e non vaccinati, ipotizzando il ricorso alla DAD per questi ultimi o ancora più grave introducendo la possibilità di non indossare la mascherina solo per classi interamente vaccinate e/o guarite, generando così una grave discriminazione o comunque antipatia verso gli eventuali studenti e studentesse non vaccinati.

- trovare soluzioni alternative affinché le elezioni amministrative e/o politiche non vengano più effettuate negli edifici scolastici, al fine di preservare il diritto di studenti e studentesse ad una didattica senza inutili e dannose interruzioni.

Non è più accettabile che i bambini, i ragazzi, gli studenti, le loro esigenze, i loro bisogni, i loro diritti, siano sistematicamente sacrificati. L’imposizione del green pass al personale scolastico è una soluzione emergenziale ma non una vera soluzione ai problemi della scuola, che sono strutturali, perdurano da tempo e vanno finalmente risolti, anche utilizzando allo scopo i fondi del PNRR. Rivendichiamo per i cittadini minorenni di questo paese, non votanti ma pur sempre portatori di diritti fondamentali e inalienabili, il diritto a ricevere un’istruzione degna di loro in edifici finalmente adeguati, sicuri e non ultimo in cui sia gradevole stare.

La nostra numerosa rete, attiva da anni presso le scuole e composta da associazioni di genitori e docenti, cui si aggiungono diversi singoli cittadini e cittadine, monitorerà costantemente sulle reali azioni messe in campo dal governo e dagli enti locali nella direzione auspicata.  In caso di perdurante inerzia o di azioni insufficienti, tardive o inefficaci, siamo pronti e determinati a intraprendere ogni azione e iniziativa a tutela del diritto all’istruzione, garantito dalla nostra carta costituzionale, per i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze di questo Paese.

Priorità alla scuola Roma

Rete Apriti scuola

MCE - Roma

Genima - Associazione Genitori in Rete

Associazione Genitori Falcone e Borsellino

Associazione Genitori Appio Claudio - APS

Coordinamento Genitori Democratici - Nazionale

Coordinamento Genitori Democratici - Roma

Coordinamento Presidenti Consiglio Di Istituto Roma e Lazio

 

I decisori

Virginia Raggi
Sindaco di Roma
Patrizio Bianchi
Patrizio Bianchi
Ministro dell'Istruzione
Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Claudio Di Berardino
Claudio Di Berardino
Rocco Pinneri
Rocco Pinneri

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