Poggio a Caiano scrive a Salvini: NO a proclami,SI a prevenzione e legalità! #3cosexPOGGIO

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Caro Ministro Salvini,

le scrivo a nome di Poggio a Caiano, una comunità di oltre 10mila abitanti in provincia di Prato. 

 Se anche lei ha iniziato a far politica per passione e per migliorare la vita delle persone, conoscerà molto bene il desiderio di dare risposte ai problemi presentati dai cittadini che amministriamo. Con questa lettera desidero portarle la voce delle decine di poggesi che ogni mese bussano alla porta del Comune per chiedere maggiore tranquillità e maggiore attenzione alla legalità sul nostro territorio. 

 Una richiesta che reputo legittima e sacrosanta, anche in una città come la nostra che, fortunatamente, non è colpita da fenomeni di particolare gravità. La prevenzione dei reati e la lotta alla criminalità, però, è un tema che sta a cuore a tutti.

Come lei ben sa, su questa materia noi Sindaci abbiamo le mani legate e non possiamo far altro che rivolgerci direttamente a lei che è il responsabile della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica del nostro Paese anche tramite il coordinamento delle Forze dell'Ordine.

 Per questo, a pochissimi giorni dal mio insediamento, da Sindaco, sono andato ben volentieri in Prefettura, insieme agli altri Sindaci della Provincia di Prato –  e come tanti altri in giro per l’Italia – a firmare il Patto per la Sicurezza Urbana. In quel documento lei Ministro ci chiedeva di indicare i punti dove ritenevamo opportuno installare sistemi di videosorveglianza che facilitassero il lavoro delle Forze dell'Ordine da lei comandate. 

 A Poggio a Caiano ci siamo messi a lavoro subito e abbiamo individuato 23 punti da monitorare: scuola, piazze, strade in entrata e in uscita da Poggio, circoli, ecc. Tutto è stato comunicato, nei tempi e nelle modalità previste.

 Cosa è successo poi? Il suo Ministero ci ha chiesto di ridurre a metà della metà le nostre richieste (solo quattro le telecamere di videosorveglianza che potevamo avere) e noi lo abbiamo fatto. Ciò nonostante, ad oggi, sono passati diversi mesi e quel progetto rischia di restare chiuso in un cassetto, non per colpa del Comune, ma perché alla nostra richiesta non abbiamo mai ricevuto risposta da parte del suo Ministero.  

 Sono sicuro che non si è dimenticato di noi e di tutti gli altri Comuni che, come noi, attraverso la sottoscrizione di quel Patto, speravano di potenziare gli strumenti di prevenzione sul territorio senza dover gravare ulteriormente sul bilancio del Comune.

 Perché è inutile girarci intorno: Poggio è un Comune medio-piccolo e già penalizzato dalla spending review e dai vari tagli che si sono susseguiti negli anni. È evidente che trarre dal bilancio interno anche le risorse necessarie per installare più telecamere nei punti sensibili della città, supplendo allo Stato, vorrebbe dire chiedere ai nostri cittadini di rinunciare ad altri servizi che come Comune siamo chiamati a garantire come compito istituzionale primario: scuole, strade o aiuti alle famiglie in difficoltà, tanto per citarne alcuni. 

 Noi Sindaci abbiamo bisogno che lo Stato faccia sentire la propria presenza e che il Governo rispetti gli impegni presi. Questo, caro Ministro, si deve tradurre anche in un aumento degli organici delle Forze di Polizia che quotidianamente si impegnano con il massimo sforzo sul territorio.

Le scelte in materia di sicurezza - quelle in grado di fare la vera differenza -  purtroppo non vengono prese qua a Poggio a Caiano bensì a Roma, nel suo Ministero.

 La sicurezza non è di destra né di sinistra e, da Sindaco, le sto semplicemente riportando quanto mi viene chiesto ogni giorno dai miei concittadini, senza distinzioni di “colore” politico o di appartenenza: una risposta chiara in merito alla videosorveglianza e che la dotazione della locale stazione dei Carabinieri sia rinforzata raggiungendo almeno il numero di 1 unità ogni 1000 abitanti!

 In una Repubblica le cose possono funzionare soltanto se ognuno fa la propria parte: i cittadini, i Comuni e lo Stato.

 Come Comune noi siamo pronti a fare la nostra di parte: per esempio, se lo Stato allentasse la morsa dei tagli agli Enti Locali, aumentando l'organico della Polizia Locale e proponendo la comunità di Poggio come parte attiva in progetti di prevenzione come quello del "controllo di vicinato". A pochi chilometri da noi - per la precisione a Firenze – stanno, infatti, nascendo dei gruppi di vicinato coordinati e moderati dalla Questura, utili a prevenire i reati potendo raccogliere tutte le segnalazioni che arrivano dai cittadini, veicolandole a chi, correttamente e professionalmente le può gestire: le Forze dell'Ordine.

 Questo è il mio impegno concreto per la comunità che ho l’onore e il privilegio di amministrare e con questa petizione, a nome di questa comunità, chiedo anche a lei Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e coordinatore delle Forze dell’Ordine, di fare la sua parte! 

Francesco Puggelli
Sindaco
Comune di Poggio a Caiano



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