La richiesta di dimissioni del ministro, che sottoscriviamo, è anche e soprattutto una richiesta di inversione a 180 gradi nella gestione politica della scuola. Finora le "riforme" (compresa quella orrenda del reclutamento e della "formazione" degli insegnanti) sono state fatte senza ascoltare minimamente chi lavora ogni giorno con gli studenti e conosce i veri problemi e le vere necessità della scuola, assecondando invece le richieste di un ristrettissimo numero di associazioni, corporazioni e lobby che con la scuola hanno poco o nulla a che fare e che non di rado perseguono scopi eterogenei rispetto a quelli dell'Istruzione pubblica. Ecco, bisogna fare esattamente l'opposto, bisogna fare in modo che a decidere sul futuro della scuola non siano più pochissime persone ma che si apra un grande confronto democratico che coinvolga gli insegnanti, gli intellettuali, gli esperti dell'età evolutiva, le famiglie, le stesse commissioni parlamentari tagliate fuori dal sistema dei decreti legge e della fiducia posta dal governo su provvedimenti che riguardano un "organo costituzionale della democrazia". La scuola è di tutti ed è garantita dalla Costituzione: chi si trova per un breve periodo e più o meno fortunosamente a guidare il Paese non può farne tutto quello che vuole.
Questo il link per firmare la petizione:
Grazie,
Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33