

Lo sport è un diritto: istituiamo il Servizio Nazionale Sportivo
Il problema
Lo sport non può essere un privilegio riservato a chi può permetterselo. Deve essere un'opportunità concreta per tutti.
Praticare sport significa crescere, imparare a stare insieme, sviluppare le proprie capacità, prevenire problemi di salute e migliorare il benessere psicofisico. Per bambini e ragazzi significa avere occasioni di educazione, socialità e inclusione. Per le persone con disabilità significa poter partecipare alla vita collettiva in condizioni di pari opportunità. Per gli anziani significa anche preservare autonomia e qualità della vita.
Eppure, in Italia, l'accesso alla pratica sportiva resta una sfida.
Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, il 37,5% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport nel tempo libero, mentre il 62,5% non pratica sport, anche se una parte di queste persone svolge comunque altre attività fisiche, come camminare o andare in bicicletta.
Le differenze sono significative anche tra uomini e donne: pratica sport il 43,4% degli uomini, contro il 31,8% delle donne. E il divario è ancora più evidente sul territorio: nel Nord-est pratica sport il 43,9% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 27,9%.
A questo si aggiunge il problema della sedentarietà. Nel 2025, secondo l'ISTAT, il 30,8% della popolazione dai 3 anni in su non praticava né sport né attività fisica nel tempo libero: circa 17,7 milioni di persone. Un dato in miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma che evidenzia quanto sia ancora necessario rendere l'attività fisica più accessibile.
Dietro questi numeri ci sono ostacoli concreti: il costo di corsi e iscrizioni, la difficoltà di raggiungere gli impianti, la carenza di strutture adeguate in alcuni territori e le barriere che ancora limitano la partecipazione delle persone con disabilità. Per molte famiglie, soprattutto quelle con minori risorse economiche, fare sport può diventare una spesa difficile da sostenere.
Il problema, quindi, non è soltanto convincere più persone a fare sport. È creare le condizioni perché tutti possano farlo, con continuità, sicurezza e libertà di scelta.
Nel 2023 la Costituzione italiana ha riconosciuto espressamente il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva, attraverso la modifica dell'articolo 33. Ora occorre trasformare questo principio in opportunità concrete.
Per questo proponiamo l'istituzione di un Servizio Nazionale Sportivo, capace di coordinare istituzioni, scuole, Comuni, servizi sanitari e organismi sportivi per garantire prestazioni essenziali, sostegni economici alle famiglie, attività gratuite per i minori e strumenti adeguati per le persone con disabilità.
Lo sport deve essere una possibilità reale, non una possibilità condizionata dal reddito o dal luogo in cui si vive.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di avviare l'iter legislativo per istituire il Servizio Nazionale Sportivo e rendere effettivo il diritto di praticare sport per tutti.

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Il problema
Lo sport non può essere un privilegio riservato a chi può permetterselo. Deve essere un'opportunità concreta per tutti.
Praticare sport significa crescere, imparare a stare insieme, sviluppare le proprie capacità, prevenire problemi di salute e migliorare il benessere psicofisico. Per bambini e ragazzi significa avere occasioni di educazione, socialità e inclusione. Per le persone con disabilità significa poter partecipare alla vita collettiva in condizioni di pari opportunità. Per gli anziani significa anche preservare autonomia e qualità della vita.
Eppure, in Italia, l'accesso alla pratica sportiva resta una sfida.
Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, il 37,5% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport nel tempo libero, mentre il 62,5% non pratica sport, anche se una parte di queste persone svolge comunque altre attività fisiche, come camminare o andare in bicicletta.
Le differenze sono significative anche tra uomini e donne: pratica sport il 43,4% degli uomini, contro il 31,8% delle donne. E il divario è ancora più evidente sul territorio: nel Nord-est pratica sport il 43,9% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 27,9%.
A questo si aggiunge il problema della sedentarietà. Nel 2025, secondo l'ISTAT, il 30,8% della popolazione dai 3 anni in su non praticava né sport né attività fisica nel tempo libero: circa 17,7 milioni di persone. Un dato in miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma che evidenzia quanto sia ancora necessario rendere l'attività fisica più accessibile.
Dietro questi numeri ci sono ostacoli concreti: il costo di corsi e iscrizioni, la difficoltà di raggiungere gli impianti, la carenza di strutture adeguate in alcuni territori e le barriere che ancora limitano la partecipazione delle persone con disabilità. Per molte famiglie, soprattutto quelle con minori risorse economiche, fare sport può diventare una spesa difficile da sostenere.
Il problema, quindi, non è soltanto convincere più persone a fare sport. È creare le condizioni perché tutti possano farlo, con continuità, sicurezza e libertà di scelta.
Nel 2023 la Costituzione italiana ha riconosciuto espressamente il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva, attraverso la modifica dell'articolo 33. Ora occorre trasformare questo principio in opportunità concrete.
Per questo proponiamo l'istituzione di un Servizio Nazionale Sportivo, capace di coordinare istituzioni, scuole, Comuni, servizi sanitari e organismi sportivi per garantire prestazioni essenziali, sostegni economici alle famiglie, attività gratuite per i minori e strumenti adeguati per le persone con disabilità.
Lo sport deve essere una possibilità reale, non una possibilità condizionata dal reddito o dal luogo in cui si vive.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di avviare l'iter legislativo per istituire il Servizio Nazionale Sportivo e rendere effettivo il diritto di praticare sport per tutti.

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Petizione creata in data 15 ottobre 2026

