

Libertà è partecipazione - No all'uso improprio dei fogli di via
Il problema
Negli ultimi due anni un gruppo di giovani, il collettivo Ztl Wake Up di Treviso, è diventato parte di un cambiamento largamente percepito come necessario in un territorio noto fino a poco fa per le sue derive autoritarie e razziste. Lo hanno fatto chiedendo e praticando in modo pacifico il recupero autogestito di spazi abbandonati da decenni al degrado, contribuendo a una svolta partecipativa nella vita della città.
Per queste occupazioni –si ripete: del tutto pacifiche – la Questura di Treviso ha deciso di allontanare per tre anni dal comune cinque attivisti del collettivo (due fogli di via sono poi stati annullati per irregolarità nel procedimento). Particolarmente grave è il caso di Ruggero Sorci, studente originario di un paese confinante e senza alcun precedente penale, a cui è stato riassegnato un secondo foglio di via, con l'obbligo di non mettere piede a Treviso per tre anni, dopo che il Tar aveva bocciato il primo provvedimento.
Al di là della condivisione o meno dei metodi e delle scelte del collettivo, riteniamo che l’azione della Questura di Treviso sia del tutto sproporzionata, in quanto i fatti in questione non hanno costituito alcuna “pericolosità sociale” per i cittadini e la comunità locale. L’uso abnorme dei fogli di via impedisce il fisiologico conflitto tra interessi e così facendo l’autorità di polizia si sostituisce al ruolo delle autorità politiche comunali e al ruolo della stessa magistratura.
Riteniamo che non ci sia alcuna ragione per condannare – di fatto senza processo – un incensurato a tre anni di confino per eventuali reati, non ancora accertati, non ancora esaminati dal magistrato giudicante, e che al massimo prevedono un pena pecuniaria di piccola entità.
I fogli di via sono strumenti nati con ben altri intenti, perciò chiediamo la revoca del foglio di via a Ruggero e invochiamo un chiarimento sull'uso dei fogli di via, come strumento improprio nella pacifica dialettica democratica tra posizioni politiche contrapposte.
Rappresentanti di istituzioni (dai Comuni, alla Regione e al Parlamento), partiti, associazioni di rappresentanza di interessi, movimenti e singoli cittadini, sottoscrivendo questo appello intendono manifestare il loro dissenso contro l’azione della Questura, chiedere il ritiro del foglio di via a Ruggero Sorci, riaffermare la positività della partecipazione politica e del confronto sociale come sale della nostra democrazia.
Hanno già firmato i seguenti esponenti politici: Gianfranco Bettin (assessore Comune Venezia), Diego Bottacin (consigliere Regione Veneto), Beppe Caccia (consigliere Comune Venezia), Luigi Calesso (Impegno Civile Treviso), Said Chaibi (consigliere Comune Treviso), Celeste Costantino (deputato Parlamento Italiano), Pretty Gorza (consigliere Comune Treviso), Giulio Marcon (deputato Parlamento Italiano), Giovanni Negro (consigliere Comune Treviso), Michela Nieri (consigliere Comune Treviso), Stefano Pelloni (consigliere Comune Treviso), Pierangelo Pettenò (consigliere Regione Veneto), Silvano Piazza (sindaco Silea), Camilla Seibezzi (consigliere Comune Venezia), Antonella Tocchetto (consigliere Comune Treviso), Chiara Tullio (consigliere Comune Roncade), Tino Zandigiacomi (Impegno Civile).
Hanno anche firmato i seguenti artisti e intellettuali: 99 Posse & Rosario Dello Iacovo, Mirko Artuso (regista), Assalti Frontali, Ricky Bizzarro (musicista), Claudio Calia (fumettista), Valerio Evangelisti (scrittore), Los Fastidios, Aldo Nove (scrittore e poeta), Marco Philopat (scrittore), Giancarlo Rado (fotografo), Statuto, Emanuele Trevi (critico letterario e scrittore), Lello Voce (poeta), Zerocalcare (fumettista).
PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Negli ultimi due anni un gruppo di giovani, il collettivo Ztl Wake Up di Treviso, è diventato parte di un cambiamento largamente percepito come necessario in un territorio noto fino a poco fa per le sue derive autoritarie e razziste. Lo hanno fatto chiedendo e praticando in modo pacifico il recupero autogestito di spazi abbandonati da decenni al degrado, contribuendo a una svolta partecipativa nella vita della città.
Per queste occupazioni –si ripete: del tutto pacifiche – la Questura di Treviso ha deciso di allontanare per tre anni dal comune cinque attivisti del collettivo (due fogli di via sono poi stati annullati per irregolarità nel procedimento). Particolarmente grave è il caso di Ruggero Sorci, studente originario di un paese confinante e senza alcun precedente penale, a cui è stato riassegnato un secondo foglio di via, con l'obbligo di non mettere piede a Treviso per tre anni, dopo che il Tar aveva bocciato il primo provvedimento.
Al di là della condivisione o meno dei metodi e delle scelte del collettivo, riteniamo che l’azione della Questura di Treviso sia del tutto sproporzionata, in quanto i fatti in questione non hanno costituito alcuna “pericolosità sociale” per i cittadini e la comunità locale. L’uso abnorme dei fogli di via impedisce il fisiologico conflitto tra interessi e così facendo l’autorità di polizia si sostituisce al ruolo delle autorità politiche comunali e al ruolo della stessa magistratura.
Riteniamo che non ci sia alcuna ragione per condannare – di fatto senza processo – un incensurato a tre anni di confino per eventuali reati, non ancora accertati, non ancora esaminati dal magistrato giudicante, e che al massimo prevedono un pena pecuniaria di piccola entità.
I fogli di via sono strumenti nati con ben altri intenti, perciò chiediamo la revoca del foglio di via a Ruggero e invochiamo un chiarimento sull'uso dei fogli di via, come strumento improprio nella pacifica dialettica democratica tra posizioni politiche contrapposte.
Rappresentanti di istituzioni (dai Comuni, alla Regione e al Parlamento), partiti, associazioni di rappresentanza di interessi, movimenti e singoli cittadini, sottoscrivendo questo appello intendono manifestare il loro dissenso contro l’azione della Questura, chiedere il ritiro del foglio di via a Ruggero Sorci, riaffermare la positività della partecipazione politica e del confronto sociale come sale della nostra democrazia.
Hanno già firmato i seguenti esponenti politici: Gianfranco Bettin (assessore Comune Venezia), Diego Bottacin (consigliere Regione Veneto), Beppe Caccia (consigliere Comune Venezia), Luigi Calesso (Impegno Civile Treviso), Said Chaibi (consigliere Comune Treviso), Celeste Costantino (deputato Parlamento Italiano), Pretty Gorza (consigliere Comune Treviso), Giulio Marcon (deputato Parlamento Italiano), Giovanni Negro (consigliere Comune Treviso), Michela Nieri (consigliere Comune Treviso), Stefano Pelloni (consigliere Comune Treviso), Pierangelo Pettenò (consigliere Regione Veneto), Silvano Piazza (sindaco Silea), Camilla Seibezzi (consigliere Comune Venezia), Antonella Tocchetto (consigliere Comune Treviso), Chiara Tullio (consigliere Comune Roncade), Tino Zandigiacomi (Impegno Civile).
Hanno anche firmato i seguenti artisti e intellettuali: 99 Posse & Rosario Dello Iacovo, Mirko Artuso (regista), Assalti Frontali, Ricky Bizzarro (musicista), Claudio Calia (fumettista), Valerio Evangelisti (scrittore), Los Fastidios, Aldo Nove (scrittore e poeta), Marco Philopat (scrittore), Giancarlo Rado (fotografo), Statuto, Emanuele Trevi (critico letterario e scrittore), Lello Voce (poeta), Zerocalcare (fumettista).
I decisori
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Petizione creata in data 14 aprile 2014