Lasciamo finire la formazione a Zelal e Yekta !

Das Problem

Se hai vent’anni non puoi passare le tue giornate a casa. Soprattutto se lì, a due passi da casa tua, c’è una scuola dove stavi andando e che ti interessa.

Eppure è quello che potrebbe succedere a Zelal e a suo fratello Yekta.

Li abbiamo conosciuti tre anni fa, quando erano appena scappati dalla Turchia, perché il loro papà era un attivista per i diritti del popolo curdo, a cui appartiene, e rischiava il carcere. 

Tre anni fa sapevano qualche parola, adesso parlano perfettamente. Zelal fa la Csia, è attiva nell’Associazione Ludo Ticino, è una di noi: va ai festival di letteratura e dopo scuola si ferma a bere un tè con i compagni.

Yekta si è dato alla magia della luce (vuole diventare elettricista) e adora il suo posto di apprendistato.

I genitori hanno seguito corsi di italiano, di cucina e hanno cominciato a lavorare; il fratello più piccolo è stato scolarizzato.

Ora la famiglia ha ricevuto il rifiuto di asilo e tramite l’avvocata Immacolata Iglio Rezzonico sta ricorrendo alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ciò significa che in questo periodo, forse mesi e mesi fino a quando riceveranno la risposta, nessun maggiorenne può andare a scuola né lavorare. Zelal dovrebbe interrompere la sua formazione in Design Visivo alla Csia e il fratello smettere di andare ad imparare il mestiere dell’elettricista. 

Perché? 

Che fastidio potranno mai dare due giovani con buona voglia di fare, con sete di vita e ottimi voti, se vanno a scuola invece di stare a casa? 

Noi un gruppo d’amici di Yekta e Zelal stiamo raccogliendo firme affinché possano proseguire gli studi intrapresi anche in questo tempo di attesa.

Firmando questa petizione, domandiamo: 

  •       alle autorità cantonali ticinesi di dare la possibilità a Zelal e Yekta di terminare i loro studi malgrado il loro statuto d’aiuto d’urgenza

 

La petizione è da firmare entro il 2 aprile 2025.

Foto: Ti-Press

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Das Problem

Se hai vent’anni non puoi passare le tue giornate a casa. Soprattutto se lì, a due passi da casa tua, c’è una scuola dove stavi andando e che ti interessa.

Eppure è quello che potrebbe succedere a Zelal e a suo fratello Yekta.

Li abbiamo conosciuti tre anni fa, quando erano appena scappati dalla Turchia, perché il loro papà era un attivista per i diritti del popolo curdo, a cui appartiene, e rischiava il carcere. 

Tre anni fa sapevano qualche parola, adesso parlano perfettamente. Zelal fa la Csia, è attiva nell’Associazione Ludo Ticino, è una di noi: va ai festival di letteratura e dopo scuola si ferma a bere un tè con i compagni.

Yekta si è dato alla magia della luce (vuole diventare elettricista) e adora il suo posto di apprendistato.

I genitori hanno seguito corsi di italiano, di cucina e hanno cominciato a lavorare; il fratello più piccolo è stato scolarizzato.

Ora la famiglia ha ricevuto il rifiuto di asilo e tramite l’avvocata Immacolata Iglio Rezzonico sta ricorrendo alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ciò significa che in questo periodo, forse mesi e mesi fino a quando riceveranno la risposta, nessun maggiorenne può andare a scuola né lavorare. Zelal dovrebbe interrompere la sua formazione in Design Visivo alla Csia e il fratello smettere di andare ad imparare il mestiere dell’elettricista. 

Perché? 

Che fastidio potranno mai dare due giovani con buona voglia di fare, con sete di vita e ottimi voti, se vanno a scuola invece di stare a casa? 

Noi un gruppo d’amici di Yekta e Zelal stiamo raccogliendo firme affinché possano proseguire gli studi intrapresi anche in questo tempo di attesa.

Firmando questa petizione, domandiamo: 

  •       alle autorità cantonali ticinesi di dare la possibilità a Zelal e Yekta di terminare i loro studi malgrado il loro statuto d’aiuto d’urgenza

 

La petizione è da firmare entro il 2 aprile 2025.

Foto: Ti-Press

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Petition am 2. März 2025 erstellt