

La tassa di soggiorno facciamola soggiornare nel turismo!
Il problema
Quando dormiamo in un albergo, in un B&B, in un agriturismo, in una casa vacanze o in un'altra struttura soggetta all'imposta di soggiorno, spesso paghiamo qualche euro in più.
Si chiama “Imposta di Soggiorno”
E allora abbiamo una proposta piuttosto semplice:
facciamo in modo che ogni euro generato dal turismo sia chiaramente tracciabile e produca benefici verificabili per il turismo e per la destinazione che lo ha generato.
La legge già destina il gettito dell'imposta di soggiorno a interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, oltre alle altre finalità territoriali espressamente previste.
Noi chiediamo di fare un passo ulteriore.
Chiediamo una riforma nazionale che renda la destinazione di queste risorse più vincolata, trasparente, verificabile e misurabile, attraverso un Fondo dedicato, o altro strumento giuridico equivalente, con contabilità separata.
LA NOSTRA PROPOSTA
Creare un “Fondo Turismo Trasparente” nel quale le risorse provenienti dall'imposta di soggiorno siano contabilmente identificabili e utilizzabili secondo criteri stabiliti preventivamente.
Il principio è:
Il turismo genera la risorsa.
La risorsa migliora il turismo.
Tutti possono controllare come viene utilizzata.
Proponiamo di discutere un modello iniziale 40–30–30.
40% — INVESTIRE
Una quota destinata a programmi e bandi per migliorare l'offerta turistica.
Accessibilità, riqualificazione, digitalizzazione, sostenibilità, efficientamento energetico, servizi innovativi, cicloturismo, infrastrutture per gli ospiti, destagionalizzazione e miglioramento della qualità dell'accoglienza.
Non contributi distribuiti automaticamente.
Progetti.
Regole pubbliche.
Cofinanziamento.
Risultati verificabili.
30% — MIGLIORARE LA DESTINAZIONE
Una quota per ciò che nessuna singola impresa può realizzare da sola:
servizi turistici, mobilità, promozione, eventi, percorsi, accessibilità, informazione, valorizzazione del patrimonio e infrastrutture direttamente collegate all'esperienza del visitatore e alla competitività della destinazione.
Perché il turista non visita soltanto una camera.
Visita un territorio.
30% — PROTEGGERE
Una quota accantonata in una “Riserva di Stabilità del Turismo”
Pandemie, calamità, eventi eccezionali e crisi improvvise ci hanno insegnato quanto rapidamente possa fermarsi un'economia turistica.
Invece di cercare ogni volta risorse quando l'emergenza è già arrivata, cominciamo ad accantonarle quando le cose vanno bene.
Una sorta di assicurazione collettiva del sistema turistico.
E SOPRATTUTTO: TRASPARENZA
Vorremmo poter aprire un sito e leggere:
Incassato: euro X
Investito: euro Y
Accantonato: euro Z
Progetti finanziati: questi.
Beneficiari: questi.
Risultati: questi.
Tutto qui.
Non vogliamo trasformare ogni cittadino in un revisore dei conti.
Vorremmo evitare che per capire dove siano finiti 3 milioni di euro servano una laurea, diciassette delibere e un archeologo amministrativo.
NON È UNA BATTAGLIA CONTRO I COMUNI
I territori turistici sostengono costi reali derivanti dalla presenza dei visitatori.
La proposta non vuole ignorarli.
Vuole rendere **visibile, misurabile e programmabile** il rapporto tra turismo, gettito e investimenti.
E vuole coinvolgere nella programmazione Comuni, territori, operatori e rappresentanti della filiera, con regole pubbliche e rigorose sui conflitti di interesse.
NON STIAMO CHIEDENDO "SOLDI AGLI ALBERGHI
Stiamo chiedendo esattamente il contrario.
Che le risorse non vengano distribuite automaticamente a nessuno.
Chi vuole accedere alla quota destinata agli investimenti presenta un progetto.
Il progetto deve migliorare realmente l'offerta turistica.
Il Fondo può cofinanziarlo.
L'impresa investe la propria parte.
Il risultato viene controllato.
Il cittadino può vedere come sono stati utilizzati i soldi.
UNA PROPOSTA DA DISCUTERE, MIGLIORARE E TRASFORMARE IN LEGGE
Chiediamo al Parlamento, al Governo e alle istituzioni competenti di valutare una riforma della disciplina dell'imposta di soggiorno basata su:
destinazione certa; contabilità separata; programmazione pluriennale; reinvestimento nella filiera e nelle destinazioni; riserva anticrisi; governance trasparente; dati pubblici; risultati misurabili.
Perché una tassa sul turismo può diventare qualcosa di più di un prelievo.
Può diventare un investimento.
E se si chiama imposta di soggiorno...
facciamola soggiornare nel turismo.
FIRMA DESTINAZIONE: TURISMO
Firma se vuoi che ogni euro dell'imposta di soggiorno sia più trasparente, tracciabile e verificabile.
E condividi la petizione con un turista, un lavoratore del settore, un'impresa o semplicemente qualcuno che pensa che sapere dove finiscono i soldi pubblici sia una buona idea.

3
Il problema
Quando dormiamo in un albergo, in un B&B, in un agriturismo, in una casa vacanze o in un'altra struttura soggetta all'imposta di soggiorno, spesso paghiamo qualche euro in più.
Si chiama “Imposta di Soggiorno”
E allora abbiamo una proposta piuttosto semplice:
facciamo in modo che ogni euro generato dal turismo sia chiaramente tracciabile e produca benefici verificabili per il turismo e per la destinazione che lo ha generato.
La legge già destina il gettito dell'imposta di soggiorno a interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, oltre alle altre finalità territoriali espressamente previste.
Noi chiediamo di fare un passo ulteriore.
Chiediamo una riforma nazionale che renda la destinazione di queste risorse più vincolata, trasparente, verificabile e misurabile, attraverso un Fondo dedicato, o altro strumento giuridico equivalente, con contabilità separata.
LA NOSTRA PROPOSTA
Creare un “Fondo Turismo Trasparente” nel quale le risorse provenienti dall'imposta di soggiorno siano contabilmente identificabili e utilizzabili secondo criteri stabiliti preventivamente.
Il principio è:
Il turismo genera la risorsa.
La risorsa migliora il turismo.
Tutti possono controllare come viene utilizzata.
Proponiamo di discutere un modello iniziale 40–30–30.
40% — INVESTIRE
Una quota destinata a programmi e bandi per migliorare l'offerta turistica.
Accessibilità, riqualificazione, digitalizzazione, sostenibilità, efficientamento energetico, servizi innovativi, cicloturismo, infrastrutture per gli ospiti, destagionalizzazione e miglioramento della qualità dell'accoglienza.
Non contributi distribuiti automaticamente.
Progetti.
Regole pubbliche.
Cofinanziamento.
Risultati verificabili.
30% — MIGLIORARE LA DESTINAZIONE
Una quota per ciò che nessuna singola impresa può realizzare da sola:
servizi turistici, mobilità, promozione, eventi, percorsi, accessibilità, informazione, valorizzazione del patrimonio e infrastrutture direttamente collegate all'esperienza del visitatore e alla competitività della destinazione.
Perché il turista non visita soltanto una camera.
Visita un territorio.
30% — PROTEGGERE
Una quota accantonata in una “Riserva di Stabilità del Turismo”
Pandemie, calamità, eventi eccezionali e crisi improvvise ci hanno insegnato quanto rapidamente possa fermarsi un'economia turistica.
Invece di cercare ogni volta risorse quando l'emergenza è già arrivata, cominciamo ad accantonarle quando le cose vanno bene.
Una sorta di assicurazione collettiva del sistema turistico.
E SOPRATTUTTO: TRASPARENZA
Vorremmo poter aprire un sito e leggere:
Incassato: euro X
Investito: euro Y
Accantonato: euro Z
Progetti finanziati: questi.
Beneficiari: questi.
Risultati: questi.
Tutto qui.
Non vogliamo trasformare ogni cittadino in un revisore dei conti.
Vorremmo evitare che per capire dove siano finiti 3 milioni di euro servano una laurea, diciassette delibere e un archeologo amministrativo.
NON È UNA BATTAGLIA CONTRO I COMUNI
I territori turistici sostengono costi reali derivanti dalla presenza dei visitatori.
La proposta non vuole ignorarli.
Vuole rendere **visibile, misurabile e programmabile** il rapporto tra turismo, gettito e investimenti.
E vuole coinvolgere nella programmazione Comuni, territori, operatori e rappresentanti della filiera, con regole pubbliche e rigorose sui conflitti di interesse.
NON STIAMO CHIEDENDO "SOLDI AGLI ALBERGHI
Stiamo chiedendo esattamente il contrario.
Che le risorse non vengano distribuite automaticamente a nessuno.
Chi vuole accedere alla quota destinata agli investimenti presenta un progetto.
Il progetto deve migliorare realmente l'offerta turistica.
Il Fondo può cofinanziarlo.
L'impresa investe la propria parte.
Il risultato viene controllato.
Il cittadino può vedere come sono stati utilizzati i soldi.
UNA PROPOSTA DA DISCUTERE, MIGLIORARE E TRASFORMARE IN LEGGE
Chiediamo al Parlamento, al Governo e alle istituzioni competenti di valutare una riforma della disciplina dell'imposta di soggiorno basata su:
destinazione certa; contabilità separata; programmazione pluriennale; reinvestimento nella filiera e nelle destinazioni; riserva anticrisi; governance trasparente; dati pubblici; risultati misurabili.
Perché una tassa sul turismo può diventare qualcosa di più di un prelievo.
Può diventare un investimento.
E se si chiama imposta di soggiorno...
facciamola soggiornare nel turismo.
FIRMA DESTINAZIONE: TURISMO
Firma se vuoi che ogni euro dell'imposta di soggiorno sia più trasparente, tracciabile e verificabile.
E condividi la petizione con un turista, un lavoratore del settore, un'impresa o semplicemente qualcuno che pensa che sapere dove finiscono i soldi pubblici sia una buona idea.

I decisori


Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 6 ottobre 2026