LA SCUOLA È APERTA A TUTTI

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Il problema

*Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Garante della Costituzione* 


Siamo cittadine e cittadini, docenti e genitori uniti dalla convinzione che la scuola pubblica debba essere il primo luogo di uguaglianza, democrazia e crescita del nostro Paese.


Esprimiamo la nostra più profonda contrarietà al provvedimento del Governo che introduce per legge un tetto rigido alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana o con carenze linguistiche all'interno delle classi.


Riteniamo aberrante che si scelga di trasformare l'azione pedagogica in un mero calcolo matematico e burocratico. Questa misura non risolve le difficoltà didattiche, ma rischia di produrre l'effetto opposto: ghettizzare, escludere e frammentare le comunità scolastiche locali.


Imporre quote numeriche significa costringere i minori a spostamenti forzati lontano dai propri quartieri e dai compagni di crescita, calpestando la continuità educativa e il benessere psicologico dei più giovani.


L'integrazione e la qualità della scuola non si ottengono erigendo barriere, ma investendo sui territori.

Chiediamo azioni alternative concrete: lo stanziamento di risorse strutturali per l'assunzione di docenti di italiano come seconda lingua (L2), il potenziamento della mediazione culturale, l'estensione del tempo prolungato e la riduzione del numero di alunni per classe per garantire a tutti una didattica personalizzata.


Signor Presidente, ci rivolgiamo direttamente a Lei.
In virtù delle Sue altissime prerogative istituzionali e in piena fedeltà al Suo ruolo di custode dei valori repubblicani, Le chiediamo di vigilare affinché non vengano violati i pilastri della nostra Carta: dal Principio di Uguaglianza (Art. 3) e dalla Tutela dello Sviluppo della Persona (Art. 2), fino all'universalità del Diritto allo Studio (Art. 34) e alla Protezione dell'Infanzia e della Gioventù (Art. 31).
Signor Presidente, noi Le chiediamo di agire nella direzione di un alto controllo sull'iter e sull'applicazione di questo provvedimento, esercitando i Suoi poteri di persuasione istituzionale e di eventuale rinvio alle Camere.


La scuola italiana deve rimanere un laboratorio democratico di cittadinanza, solidarietà e inclusione.

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Penoni AndreaPromotore della petizione

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