

La Coppa Italia è di tutti
Il problema
La Coppa Italia dovrebbe essere la festa di tutto il calcio italiano. Oggi, invece, è una competizione fortemente concentrata sul calcio professionistico e sulle squadre delle categorie superiori.
Chiediamo alla FIGC e alla Lega Serie A di avviare una riforma della Coppa Italia ispirata alle migliori esperienze europee, aprendo progressivamente la competizione anche al calcio di Serie C, Serie D e dilettantistico e valorizzando le competizioni regionali.
In Inghilterra, Francia e Germania le coppe nazionali permettono, con formule diverse, a società di categorie inferiori di conquistarsi sul campo la possibilità di affrontare i grandi club. È uno degli aspetti più affascinanti del calcio: una piccola squadra, una città di provincia, un quartiere possono per un giorno giocare la partita della propria storia.
Immaginiamo preliminari estivi, anche su base territoriale, con l’ingresso progressivo delle diverse categorie e con un percorso che possa condurre dalle realtà locali fino alle squadre di Serie A.
Una nuova Coppa Italia potrebbe inoltre diventare uno strumento per valorizzare i settori giovanili, incentivando l’utilizzo di calciatori cresciuti nei vivai e formati nel calcio italiano, e per redistribuire maggiore visibilità e risorse economiche verso la base della piramide calcistica.
Non chiediamo di copiare un modello straniero. Chiediamo di costruire una formula italiana, prendendo il meglio dalle altre esperienze europee.
Più squadre significa più territori rappresentati.
Più giovani significa più futuro.
Più accesso significa più partecipazione.
Il calcio italiano non vive soltanto negli stadi della Serie A: vive nei campi di provincia, negli oratori, nei settori giovanili, nelle società dilettantistiche e nelle comunità che ogni settimana tengono vivo questo sport.
La Coppa Italia è di tutti. Facciamoli giocare!!!
La relazione illustrativa della petizione è scaricabile dal sito di Più Democrazia in Trentino

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Il problema
La Coppa Italia dovrebbe essere la festa di tutto il calcio italiano. Oggi, invece, è una competizione fortemente concentrata sul calcio professionistico e sulle squadre delle categorie superiori.
Chiediamo alla FIGC e alla Lega Serie A di avviare una riforma della Coppa Italia ispirata alle migliori esperienze europee, aprendo progressivamente la competizione anche al calcio di Serie C, Serie D e dilettantistico e valorizzando le competizioni regionali.
In Inghilterra, Francia e Germania le coppe nazionali permettono, con formule diverse, a società di categorie inferiori di conquistarsi sul campo la possibilità di affrontare i grandi club. È uno degli aspetti più affascinanti del calcio: una piccola squadra, una città di provincia, un quartiere possono per un giorno giocare la partita della propria storia.
Immaginiamo preliminari estivi, anche su base territoriale, con l’ingresso progressivo delle diverse categorie e con un percorso che possa condurre dalle realtà locali fino alle squadre di Serie A.
Una nuova Coppa Italia potrebbe inoltre diventare uno strumento per valorizzare i settori giovanili, incentivando l’utilizzo di calciatori cresciuti nei vivai e formati nel calcio italiano, e per redistribuire maggiore visibilità e risorse economiche verso la base della piramide calcistica.
Non chiediamo di copiare un modello straniero. Chiediamo di costruire una formula italiana, prendendo il meglio dalle altre esperienze europee.
Più squadre significa più territori rappresentati.
Più giovani significa più futuro.
Più accesso significa più partecipazione.
Il calcio italiano non vive soltanto negli stadi della Serie A: vive nei campi di provincia, negli oratori, nei settori giovanili, nelle società dilettantistiche e nelle comunità che ogni settimana tengono vivo questo sport.
La Coppa Italia è di tutti. Facciamoli giocare!!!
La relazione illustrativa della petizione è scaricabile dal sito di Più Democrazia in Trentino

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Petizione creata in data 20 ottobre 2026