l’Italia deve candidare la cucina italiana a patrimonio dell’umanità UNESCO

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Il problema

L'Unesco riconosce ogni anno un numero sempre maggiore di tradizioni alimentari e agricole come patrimonio culturale dell'umanità, valorizzando la stretta relazione tra cibo e cultura.

Dalla cucina tradizionale messicana alla gastronomia francese, dai piatti tipici della Corea del Sud e del Senegal all'arte dei pizzaioli napoletana, dalla birra belga ai pani tradizionali dell'Azerbaijan e dell'Armenia, dal cuscus del Maghreb al borsch ucraino.

Tutto ciò conferma come il cibo è percepito dalla comunità mondiale non solo come prodotto ma come fenomeno culturale ed identitario di uno stile di vita, di un modo di essere.

L’Italia è uno dei pochi luoghi al mondo il cui cibo ha una dimensione così fortemente identitaria e culturale, non può essere da meno rispetto a questa che è, comunque, una competizione mondiale.

Questo il sentimento alla base della proposta di Candidatura UNESCO portato avanti dall’estate 2020 e che si avvia alla definizione del dossier intitolato 

«La cucina italiana fra sostenibilità e biodiversità culturale».

Per questo, è importante che l’Italia candidi la cucina italiana a patrimonio dell’umanità UNESCO.

 

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Silvia SassonePromotore della petizione

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