
L'esperienza all'estero vale meno di quella in Italia all'università, noi non ci stiamo.
Il problema
Italian
Lunedì 12 ottobre abbiamo inviato una lettera firmata da 165 ricercatori e professori universitari al Ministro dell’Università e della Ricerca per chiedere una semplice cosa: che l'esperienza maturata all'estero abbia lo stesso valore di quella maturata in Italia per l'avanzamento di carriera universitaria. L'attuale normativa si riferisce a specifiche posizioni contrattuali italiane e viene spesso applicata in modo discriminatorio. Ricercatori che hanno maturato esperienze scientifiche qualificate presso università ed enti di ricerca internazionali possono essere penalizzati nella progressione di carriera semplicemente perché hanno svolto la propria attività all’estero. Una disparità che contrasta con gli obiettivi di internazionalizzazione, di mobilità e di valorizzazione del merito scientifico.
Firmare significa sostenere un sistema universitario più equo, aperto e attrattivo, che riconosca il valore delle competenze indipendentemente dal Paese in cui sono state acquisite.
Chiediamo al Ministero di intervenire per garantire pari opportunità ai ricercatori e valorizzare i percorsi scientifici internazionali.
English:
On Monday, 12 October, we sent a letter signed by 165 researchers and university professors to the Italian Minister of University and Research, asking for one simple thing: that research experience gained abroad be given the same value as experience gained in Italy when determining career progression in academia.
Current regulations refer to specific types of employment contracts under Italian law and are often applied in ways that lead to unequal treatment. Researchers who have gained valuable experience at international universities and research institutions may be disadvantaged in their career progression simply because they have worked abroad. This disparity runs counter to the goals of internationalisation, researcher mobility and the recognition of scientific merit.
Signing this petition means supporting a fairer, more open and more attractive university system that recognises the value of researchers’ skills and experience, regardless of the country in which they were acquired.
We call on the Ministry to take action to ensure equal opportunities for researchers and to fully recognise international research experience.
---
Testo della lettera e firmatari (full text of the letter and signatures):
Alla cortese attenzione del Ministro dell’Università e della Ricerca, Dott.ssa Anna Maria Bernini
RICONOSCIMENTO DELL’ESPERIENZA ACCADEMICA E DI RICERCA MATURATA ALL’ESTERO AI FINI DELLA PROGRESSIONE DEI RICERCATORI RTT
Onorevole Ministro,
Ci rivolgiamo a lei in qualità di Principal Investigator (PI) e direttori scientifici dei progetti di ricerca del bando FIS3 (Fondo Italiano per la Scienza). Il FIS3 rappresenta lo strumento di finanziamento più rilevante che il sistema della ricerca pubblica italiana si sia concesso in decenni: 326 progetti selezionati per oltre 464 milioni di euro complessivi, basati su una valutazione secondo standard europei, strettamente ispirata al modello dell’European Research Council (ERC).
Con la presente desideriamo sottoporre alla vostra attenzione una questione molto importante relativa al riconoscimento dell’esperienza di ricerca maturata all’estero ai fini della determinazione della durata dei contratti di ricercatore a tempo determinato in regime di tenure-track (RTT).
L’attuale disciplina RTT consente di ridurre la durata del contratto in relazione a determinati periodi di attività di ricerca precedenti. Tuttavia, tale riconoscimento sembra essere legato principalmente a specifiche tipologie contrattuali previste esclusivamente dall’ordinamento italiano. Non si prevede in alcun modo esplicito un analogo riconoscimento per esperienze di ricerca comparabili maturate presso università o enti di ricerca esteri.
Riteniamo che tale impostazione, oltre ad essere ingiustificatamente discriminatoria, poiché causa di ineguaglianze professionali prive di fondamento legislativo, sia in diretto contrasto con i principi sia dell’internazionalizzazione della ricerca sia della mobilità dei ricercatori, pilastri dello stesso bando FIS3, nonché con lo sviluppo scientifico in Italia.
La questione riguarda in particolare i ricercatori rientrati dall’estero tramite programmi competitivi di eccellenza. Molti dei medesimi vincitori del bando FIS3, prima del rientro in Italia, hanno maturato esperienze all’estero presso atenei e centri di ricerca di rilievo internazionale. Purtroppo, tali esperienze non sono attualmente riconosciute dalle università italiane ai fini della riduzione della durata del contratto di RTT e, dunque, per un’anticipata progressione di carriera a Professore Associato. Tale anticipazione di carriera è invece prevista per coloro che abbiano avuto un contratto di tipo diverso, ad esempio da ricercatore a tempo determinato di tipo A (RTDa).
Il mancato riconoscimento di esperienze straniere rischia, pertanto, di creare una dicriminazione tra esperienze che, dal punto di vista sostanziale e scientifico, sono del tutto equivalenti. La questione appare particolarmente rilevante anche alla luce della crescente mobilità internazionale dei ricercatori e dell’esigenza di rendere il sistema italiano di reclutamento più attrattivo per studiosi che abbiano maturato una parte significativa della propria carriera all’estero.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo cortesemente al Ministero:
1. Se l’attuale normativa consenta già un’interpretazione che permetta di riconoscere, ai fini della durata dell’RTT, periodi di attività di ricerca svolti presso università o enti di ricerca esteri, qualora tali attività siano comparabili per durata, livello, autonomia e contenuto a quelle espressamente riconosciute dalla normativa italiana, anche sulla base delle tabelle di corrispondenza tra posizioni accademiche italiane ed estere adottate dal MUR (tabella di corrispondenza tra posizioni accademiche italiane ed estere di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b), della Legge 30 dicembre 2010, n. 240) (link alla tabella);
2. Qualora tale possibilità non sia attualmente prevista, se il Ministero stia valutando, o possa valutare, un intervento normativo o interpretativo volto a consentire il riconoscimento di tali esperienze estere equivalenti a quelle già riconosciute dalla normativa italiana;
3. Che vengano presi in considerazione i casi di eccellenza scientifica, come per esempio la vincita di bandi ad alta qualificazione come il FIS3 e l’ERC;
4. Che tale eventuale disciplina sia applicata anche ai ricercatori che abbiano già preso servizio come RTT alla data di entrata in vigore della modifica, purché l’esperienza accademica o di ricerca estera oggetto del riconoscimento sia stata maturata prima della stipula del contratto RTT.
Riteniamo che una disciplina di questo tipo garantirebbe una maggiore coerenza tra gli obiettivi di internazionalizzazione del sistema universitario e le modalità concrete di valorizzazione dei percorsi di carriera dei ricercatori. Favorirebbe altresì l’attrattività delle università italiane nei confronti di studiosi con esperienza internazionale, evitando che ricercatori rientrati in Italia dopo aver maturato un percorso scientifico qualificato all’estero siano penalizzati, ai fini della progressione di carriera, esclusivamente per il fatto di averlo maturato in un altro ordinamento.
Ringraziando per l’attenzione, restiamo in attesa di un riscontro concreto.
Cordiali saluti,
I ricercatori firmatari (in ordine alfabetico)
Agnese Chiatti, Politecnico di Milano
Alberto Marchesi, Politecnico di Milano
Alberto Perego, Bocconi
Aleksei Kiselev, European University Institute
Alessandra Fiore, Università di Verona
Alessandro Fracassi, Sapienza Università di Roma
Alessandro Sovera
Alfredo Sciortino, RomaTre
Alice Concas, Università degli Studi di Cagliari
Alice Di Girolamo, TU Delft
Andrea Mannocci, CNR
Andrea Modena, Università degli Studi di Napoli Federico II
Andrea Morandi, Università di Firenze
Andrea Palumbo, KU Leuven
Andrea Pettrachin, Università di Padova
Angelica Conti, Åbo Akademi University
Angelo Salatino, The Open University
Anna Mary Benedetti, The Francis Crick Institute
Annunziata Pirro, OGS
Antonino Zito, Università degli Studi di Palermo
Antonio D'Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II
Anupam Chander (Scott K. Ginsburg Professor of Law and Technology), Georgetown University
Arturo Maiello
Beatrice Laurenti, Sapienza Università di Roma
Bernardo Zan, Università di Genova
Biancamaria Cepollaro, Università Vita-Salute San Raffaele
Camilla Locatelli, Heidelberg University
Camillo Iacometti, Universiteit Leiden
Carlo Ceglia, University of Plymouth
Cedric Gobeil, Museo Egizio di Torino
Chiara Lacava, Università degli Studi di Napoli Federico II
Chiara Pojani, University College London
Cinzia D'Avino, University of Santiago de Compostela
Daniele Tori, Università di Pisa
Daniele, Mazzarella
Diego Cotella, Università del Piemonte Orientale
Dr. Christophe Schellekens, Université de Liège
Elena Blundo, Sapienza Università di Roma
Eleonora Isotta, Trento
Eller Audrey, Université de Genève
Emanuele Rossi, ETH Zürich
Enrico Marchesini, Università di Verona
Enrico Orsi, Technical University of Denmark
Erica Perego, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Erik Isaksson, Freie Universität Berlin
Eszter Szenes, University of Trieste
Eugenio Morelli, Universita' degli Studi di Torino
Federica Agostini, Utrecht University
Federica Cristani, Institute of International Relations Prague
Federico Fabio Frattini, Fondazione Eni Enrico Mattei
Federico Locardi, Università degli Studi di Genova
Federico Puggioni, Thammasat University, Bangkok
Federico Ugolini, Università del Salento
Felice Alessio Bava, Università di Pavia
Fernando JOSA PRADO, UniTo
Filipe Brito Bastos, Universidade NOVA de Lisboa
Filippo Gualtiero Blancato, Harvard University
Filippo Venturi, Scuola Superiore Sant'Anna
Folco Panizza, Scuola IMT Alti Studi Lucca
Francesca Sanson
Francesco Baschieri, Medical University Innsbruck
Francesco Leghissa, Università Europea di Roma
Francesco Palmieri, Charles University
Francesco Serra
Gabriele Abbondanza, Comillas Pontifical University
Gabriele Franciolini, Università di Padova
Gabriele Lucchetti
Gallous Atabongwoung, Harriet Tubman Institute, York University
Ganesha Yanuar Arief Wijaya, Università di Siena
Gennaro Brosco, Università degli Studi di Napoli Federico II
Gherardo Vita
Giacomo Gabbuti, Scuola Superiore Sant'Anna
Giacomo Spinelli, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Gianluca Amadei, Università di Padova
Gianluca Bardaro, Politecnico di Milano
Gianluca Pallante, Università di Pisa
Giorgia Gon, UNIMI
Giorgio Cipolloni, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Giorgio de Alteriis, Università degli Studi di Napoli Federico II
Giovanni Baccani, University College Dublin
Giovanni Favero, Università Ca' Foscari Venezia
Giulia Magni, London School of Economics and Political Science (LSE)
Giulia Tarullo, RWI – Leibniz Institute for Economic Research; Université catholique de Louvain; Ghent University
Giulio Bresciani, Università di Pisa
Giulio del Balzo
Giuseppe Ferrandino, Sannio Benevento
Giuseppe Pontillo, Università di Salerno
Giustina Selvelli, University of Ljubljana
Goran Dominioni, Dublin City University
Greta Meggiorini, University of Auckland
Hao Quan, Politecnico di Milano
Ianick Takaes de Oliveira, Columbia University
Ileana Micarelli, Sapienza Università di Roma
Jan Casalicchio, Università di Trento
Jashwanni Grewal, European University Institute
Jonata Anicetti, Vrije Universiteit Brussel
Julia Pasqualini, Helmholtz-Centre for Environmental Research
Ketty Tamburrini
Laura Caponetto, Università degli Studi di Milano
Lieke Voorintholt, Universität Trier
Lina Antenucci, University of Jyväskylä
Lorenzo Cammarota, Aalto University
Lorenzo Moretti, European University Institute
Lorenzo Navarini, University of Vienna
Lorenzo Sala, Università degli Studi di Milano
Lorenzo Tesi, Università degli Studi di Firenze
Luca Cirillo, Università di Padova
Luca Gherardini, University of klagenfurt
Lucia Frigo, Leiden University
Manuel Castelao Ouzande, European University Institute
Manuela Sellitto, Università di Pavia
Marcello Righetto, Universita degli Studi di Padova
Marco Gorghetto, Universita' di Trieste
Marco Molteni, Università di Torino
Marco Pangallo, Università di Torino
Margherita Gori Nocentini, Utrecht University
Maria Vittoria Mancini, Università di Pavia
Mariacristina Lelli, Sapienza
Marina Casiraghi, Università degli Studi di Milano
Martina Ferracane, LUMSA e European University Institute
Matilde Concilio, Imperial College London
Matteo Caravani, Università Roma Tre
Matteo Fontana, Università Cattolica del Sacro Cuore
Matteo Marinelli, Università di Trieste
Matteo Stettler, NOVA Universidade de Lisboa
Mattia Lupi, Sciences Po Paris
Mattia Zangari, Università degli Studi di Palermo
Megghi Pengili, Docente esterna / CeFLI-CASD
Michele Bavaro, Sapienza
Michele Brischigliaro, University of Miami Miller School of Medicine
Miryam Catalano, Università di Catania
Miryea Cuccia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Nicolás Caso, Ghent University
Nicolò Crescini, Università di Padova
Olga Lopopolo, University of Hamburg
Pablo Bertin
Paolo Zacchia, Università Ca' Foscari Venezia
Patrizia Paci, The Open University
Perla Pucci, Università degli Studi di Firenze
Pier Mario Lupinu, University of Glasgow
Pietro Ancona, University of Cambridge
Pietro Milillo, University of Houston
Pol Martinez Balart, The University of Manchester
Rebecca Ravalli
Riccardo Bosticco, Vrije Universiteit Brussel
Rosario Vanella, University of Basel
Ruxandra Lupu, University of Cyprus
Salahudeen Mohamed Kunju, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Salvatore Formicola, Università degli Studi di Macerata
Salvatore Randazzo, LUMSA Università di Palermo
Sara Moujahid
Sara Pensa, University of Cambridge
Sara Ugolini, Università di Siena
Silvia Della Rocca, Università degli Studi di Firenze
Simone Lubrano, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Sofia Verza, European University Institute
Stefania Del Prete, German Cancer Research Center (DKFZ)
Stefania Merone, University of Oxford
Stefano Cellini, Netherlands Interdisciplinary Demographic Institute
Umberto Cao, Aix-Marseille Université
Vadym Kurylenko, Otto von Guericke University Magdeburg
Valeria Nele, Università degli Studi di Napoli Federico II
Valeria Oliva, Istituto Superiore di Sanità; Stanford University
Xheila Yzeiri, RWTH Aachen University
Yasmine Amory, Leiden University
Yinxiu Zhan, Università degli studi di Milano
Zachary Mark Jones, Politecnico di Torino

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Il problema
Italian
Lunedì 12 ottobre abbiamo inviato una lettera firmata da 165 ricercatori e professori universitari al Ministro dell’Università e della Ricerca per chiedere una semplice cosa: che l'esperienza maturata all'estero abbia lo stesso valore di quella maturata in Italia per l'avanzamento di carriera universitaria. L'attuale normativa si riferisce a specifiche posizioni contrattuali italiane e viene spesso applicata in modo discriminatorio. Ricercatori che hanno maturato esperienze scientifiche qualificate presso università ed enti di ricerca internazionali possono essere penalizzati nella progressione di carriera semplicemente perché hanno svolto la propria attività all’estero. Una disparità che contrasta con gli obiettivi di internazionalizzazione, di mobilità e di valorizzazione del merito scientifico.
Firmare significa sostenere un sistema universitario più equo, aperto e attrattivo, che riconosca il valore delle competenze indipendentemente dal Paese in cui sono state acquisite.
Chiediamo al Ministero di intervenire per garantire pari opportunità ai ricercatori e valorizzare i percorsi scientifici internazionali.
English:
On Monday, 12 October, we sent a letter signed by 165 researchers and university professors to the Italian Minister of University and Research, asking for one simple thing: that research experience gained abroad be given the same value as experience gained in Italy when determining career progression in academia.
Current regulations refer to specific types of employment contracts under Italian law and are often applied in ways that lead to unequal treatment. Researchers who have gained valuable experience at international universities and research institutions may be disadvantaged in their career progression simply because they have worked abroad. This disparity runs counter to the goals of internationalisation, researcher mobility and the recognition of scientific merit.
Signing this petition means supporting a fairer, more open and more attractive university system that recognises the value of researchers’ skills and experience, regardless of the country in which they were acquired.
We call on the Ministry to take action to ensure equal opportunities for researchers and to fully recognise international research experience.
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Testo della lettera e firmatari (full text of the letter and signatures):
Alla cortese attenzione del Ministro dell’Università e della Ricerca, Dott.ssa Anna Maria Bernini
RICONOSCIMENTO DELL’ESPERIENZA ACCADEMICA E DI RICERCA MATURATA ALL’ESTERO AI FINI DELLA PROGRESSIONE DEI RICERCATORI RTT
Onorevole Ministro,
Ci rivolgiamo a lei in qualità di Principal Investigator (PI) e direttori scientifici dei progetti di ricerca del bando FIS3 (Fondo Italiano per la Scienza). Il FIS3 rappresenta lo strumento di finanziamento più rilevante che il sistema della ricerca pubblica italiana si sia concesso in decenni: 326 progetti selezionati per oltre 464 milioni di euro complessivi, basati su una valutazione secondo standard europei, strettamente ispirata al modello dell’European Research Council (ERC).
Con la presente desideriamo sottoporre alla vostra attenzione una questione molto importante relativa al riconoscimento dell’esperienza di ricerca maturata all’estero ai fini della determinazione della durata dei contratti di ricercatore a tempo determinato in regime di tenure-track (RTT).
L’attuale disciplina RTT consente di ridurre la durata del contratto in relazione a determinati periodi di attività di ricerca precedenti. Tuttavia, tale riconoscimento sembra essere legato principalmente a specifiche tipologie contrattuali previste esclusivamente dall’ordinamento italiano. Non si prevede in alcun modo esplicito un analogo riconoscimento per esperienze di ricerca comparabili maturate presso università o enti di ricerca esteri.
Riteniamo che tale impostazione, oltre ad essere ingiustificatamente discriminatoria, poiché causa di ineguaglianze professionali prive di fondamento legislativo, sia in diretto contrasto con i principi sia dell’internazionalizzazione della ricerca sia della mobilità dei ricercatori, pilastri dello stesso bando FIS3, nonché con lo sviluppo scientifico in Italia.
La questione riguarda in particolare i ricercatori rientrati dall’estero tramite programmi competitivi di eccellenza. Molti dei medesimi vincitori del bando FIS3, prima del rientro in Italia, hanno maturato esperienze all’estero presso atenei e centri di ricerca di rilievo internazionale. Purtroppo, tali esperienze non sono attualmente riconosciute dalle università italiane ai fini della riduzione della durata del contratto di RTT e, dunque, per un’anticipata progressione di carriera a Professore Associato. Tale anticipazione di carriera è invece prevista per coloro che abbiano avuto un contratto di tipo diverso, ad esempio da ricercatore a tempo determinato di tipo A (RTDa).
Il mancato riconoscimento di esperienze straniere rischia, pertanto, di creare una dicriminazione tra esperienze che, dal punto di vista sostanziale e scientifico, sono del tutto equivalenti. La questione appare particolarmente rilevante anche alla luce della crescente mobilità internazionale dei ricercatori e dell’esigenza di rendere il sistema italiano di reclutamento più attrattivo per studiosi che abbiano maturato una parte significativa della propria carriera all’estero.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo cortesemente al Ministero:
1. Se l’attuale normativa consenta già un’interpretazione che permetta di riconoscere, ai fini della durata dell’RTT, periodi di attività di ricerca svolti presso università o enti di ricerca esteri, qualora tali attività siano comparabili per durata, livello, autonomia e contenuto a quelle espressamente riconosciute dalla normativa italiana, anche sulla base delle tabelle di corrispondenza tra posizioni accademiche italiane ed estere adottate dal MUR (tabella di corrispondenza tra posizioni accademiche italiane ed estere di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b), della Legge 30 dicembre 2010, n. 240) (link alla tabella);
2. Qualora tale possibilità non sia attualmente prevista, se il Ministero stia valutando, o possa valutare, un intervento normativo o interpretativo volto a consentire il riconoscimento di tali esperienze estere equivalenti a quelle già riconosciute dalla normativa italiana;
3. Che vengano presi in considerazione i casi di eccellenza scientifica, come per esempio la vincita di bandi ad alta qualificazione come il FIS3 e l’ERC;
4. Che tale eventuale disciplina sia applicata anche ai ricercatori che abbiano già preso servizio come RTT alla data di entrata in vigore della modifica, purché l’esperienza accademica o di ricerca estera oggetto del riconoscimento sia stata maturata prima della stipula del contratto RTT.
Riteniamo che una disciplina di questo tipo garantirebbe una maggiore coerenza tra gli obiettivi di internazionalizzazione del sistema universitario e le modalità concrete di valorizzazione dei percorsi di carriera dei ricercatori. Favorirebbe altresì l’attrattività delle università italiane nei confronti di studiosi con esperienza internazionale, evitando che ricercatori rientrati in Italia dopo aver maturato un percorso scientifico qualificato all’estero siano penalizzati, ai fini della progressione di carriera, esclusivamente per il fatto di averlo maturato in un altro ordinamento.
Ringraziando per l’attenzione, restiamo in attesa di un riscontro concreto.
Cordiali saluti,
I ricercatori firmatari (in ordine alfabetico)
Agnese Chiatti, Politecnico di Milano
Alberto Marchesi, Politecnico di Milano
Alberto Perego, Bocconi
Aleksei Kiselev, European University Institute
Alessandra Fiore, Università di Verona
Alessandro Fracassi, Sapienza Università di Roma
Alessandro Sovera
Alfredo Sciortino, RomaTre
Alice Concas, Università degli Studi di Cagliari
Alice Di Girolamo, TU Delft
Andrea Mannocci, CNR
Andrea Modena, Università degli Studi di Napoli Federico II
Andrea Morandi, Università di Firenze
Andrea Palumbo, KU Leuven
Andrea Pettrachin, Università di Padova
Angelica Conti, Åbo Akademi University
Angelo Salatino, The Open University
Anna Mary Benedetti, The Francis Crick Institute
Annunziata Pirro, OGS
Antonino Zito, Università degli Studi di Palermo
Antonio D'Angelo, Università degli Studi di Napoli Federico II
Anupam Chander (Scott K. Ginsburg Professor of Law and Technology), Georgetown University
Arturo Maiello
Beatrice Laurenti, Sapienza Università di Roma
Bernardo Zan, Università di Genova
Biancamaria Cepollaro, Università Vita-Salute San Raffaele
Camilla Locatelli, Heidelberg University
Camillo Iacometti, Universiteit Leiden
Carlo Ceglia, University of Plymouth
Cedric Gobeil, Museo Egizio di Torino
Chiara Lacava, Università degli Studi di Napoli Federico II
Chiara Pojani, University College London
Cinzia D'Avino, University of Santiago de Compostela
Daniele Tori, Università di Pisa
Daniele, Mazzarella
Diego Cotella, Università del Piemonte Orientale
Dr. Christophe Schellekens, Université de Liège
Elena Blundo, Sapienza Università di Roma
Eleonora Isotta, Trento
Eller Audrey, Université de Genève
Emanuele Rossi, ETH Zürich
Enrico Marchesini, Università di Verona
Enrico Orsi, Technical University of Denmark
Erica Perego, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Erik Isaksson, Freie Universität Berlin
Eszter Szenes, University of Trieste
Eugenio Morelli, Universita' degli Studi di Torino
Federica Agostini, Utrecht University
Federica Cristani, Institute of International Relations Prague
Federico Fabio Frattini, Fondazione Eni Enrico Mattei
Federico Locardi, Università degli Studi di Genova
Federico Puggioni, Thammasat University, Bangkok
Federico Ugolini, Università del Salento
Felice Alessio Bava, Università di Pavia
Fernando JOSA PRADO, UniTo
Filipe Brito Bastos, Universidade NOVA de Lisboa
Filippo Gualtiero Blancato, Harvard University
Filippo Venturi, Scuola Superiore Sant'Anna
Folco Panizza, Scuola IMT Alti Studi Lucca
Francesca Sanson
Francesco Baschieri, Medical University Innsbruck
Francesco Leghissa, Università Europea di Roma
Francesco Palmieri, Charles University
Francesco Serra
Gabriele Abbondanza, Comillas Pontifical University
Gabriele Franciolini, Università di Padova
Gabriele Lucchetti
Gallous Atabongwoung, Harriet Tubman Institute, York University
Ganesha Yanuar Arief Wijaya, Università di Siena
Gennaro Brosco, Università degli Studi di Napoli Federico II
Gherardo Vita
Giacomo Gabbuti, Scuola Superiore Sant'Anna
Giacomo Spinelli, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Gianluca Amadei, Università di Padova
Gianluca Bardaro, Politecnico di Milano
Gianluca Pallante, Università di Pisa
Giorgia Gon, UNIMI
Giorgio Cipolloni, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Giorgio de Alteriis, Università degli Studi di Napoli Federico II
Giovanni Baccani, University College Dublin
Giovanni Favero, Università Ca' Foscari Venezia
Giulia Magni, London School of Economics and Political Science (LSE)
Giulia Tarullo, RWI – Leibniz Institute for Economic Research; Université catholique de Louvain; Ghent University
Giulio Bresciani, Università di Pisa
Giulio del Balzo
Giuseppe Ferrandino, Sannio Benevento
Giuseppe Pontillo, Università di Salerno
Giustina Selvelli, University of Ljubljana
Goran Dominioni, Dublin City University
Greta Meggiorini, University of Auckland
Hao Quan, Politecnico di Milano
Ianick Takaes de Oliveira, Columbia University
Ileana Micarelli, Sapienza Università di Roma
Jan Casalicchio, Università di Trento
Jashwanni Grewal, European University Institute
Jonata Anicetti, Vrije Universiteit Brussel
Julia Pasqualini, Helmholtz-Centre for Environmental Research
Ketty Tamburrini
Laura Caponetto, Università degli Studi di Milano
Lieke Voorintholt, Universität Trier
Lina Antenucci, University of Jyväskylä
Lorenzo Cammarota, Aalto University
Lorenzo Moretti, European University Institute
Lorenzo Navarini, University of Vienna
Lorenzo Sala, Università degli Studi di Milano
Lorenzo Tesi, Università degli Studi di Firenze
Luca Cirillo, Università di Padova
Luca Gherardini, University of klagenfurt
Lucia Frigo, Leiden University
Manuel Castelao Ouzande, European University Institute
Manuela Sellitto, Università di Pavia
Marcello Righetto, Universita degli Studi di Padova
Marco Gorghetto, Universita' di Trieste
Marco Molteni, Università di Torino
Marco Pangallo, Università di Torino
Margherita Gori Nocentini, Utrecht University
Maria Vittoria Mancini, Università di Pavia
Mariacristina Lelli, Sapienza
Marina Casiraghi, Università degli Studi di Milano
Martina Ferracane, LUMSA e European University Institute
Matilde Concilio, Imperial College London
Matteo Caravani, Università Roma Tre
Matteo Fontana, Università Cattolica del Sacro Cuore
Matteo Marinelli, Università di Trieste
Matteo Stettler, NOVA Universidade de Lisboa
Mattia Lupi, Sciences Po Paris
Mattia Zangari, Università degli Studi di Palermo
Megghi Pengili, Docente esterna / CeFLI-CASD
Michele Bavaro, Sapienza
Michele Brischigliaro, University of Miami Miller School of Medicine
Miryam Catalano, Università di Catania
Miryea Cuccia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Nicolás Caso, Ghent University
Nicolò Crescini, Università di Padova
Olga Lopopolo, University of Hamburg
Pablo Bertin
Paolo Zacchia, Università Ca' Foscari Venezia
Patrizia Paci, The Open University
Perla Pucci, Università degli Studi di Firenze
Pier Mario Lupinu, University of Glasgow
Pietro Ancona, University of Cambridge
Pietro Milillo, University of Houston
Pol Martinez Balart, The University of Manchester
Rebecca Ravalli
Riccardo Bosticco, Vrije Universiteit Brussel
Rosario Vanella, University of Basel
Ruxandra Lupu, University of Cyprus
Salahudeen Mohamed Kunju, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Salvatore Formicola, Università degli Studi di Macerata
Salvatore Randazzo, LUMSA Università di Palermo
Sara Moujahid
Sara Pensa, University of Cambridge
Sara Ugolini, Università di Siena
Silvia Della Rocca, Università degli Studi di Firenze
Simone Lubrano, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Sofia Verza, European University Institute
Stefania Del Prete, German Cancer Research Center (DKFZ)
Stefania Merone, University of Oxford
Stefano Cellini, Netherlands Interdisciplinary Demographic Institute
Umberto Cao, Aix-Marseille Université
Vadym Kurylenko, Otto von Guericke University Magdeburg
Valeria Nele, Università degli Studi di Napoli Federico II
Valeria Oliva, Istituto Superiore di Sanità; Stanford University
Xheila Yzeiri, RWTH Aachen University
Yasmine Amory, Leiden University
Yinxiu Zhan, Università degli studi di Milano
Zachary Mark Jones, Politecnico di Torino

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Petizione creata in data 11 ottobre 2026