

Il diritto di abitare il sapere: rendere effettivo il diritto allo studio
Il problema
MANIFESTO
Mobilitazione nazionale contro il caro vita e caro affitti degli studenti.
Oramai è un rituale preciso, con cadenze che si ripetono all’infinito, in ogni casa italiana: genitori e figli scorrono sullo schermo dello smartphone gli annunci di stanze in affitto, confrontano fotografie ritoccate e canoni che salgono di anno in anno, scrivono a proprietari che rispondono dopo giorni, mentre lo zaino si riempie e sull’app compare il biglietto del treno ad alta velocità o del volo low cost verso la città dell’università. Una storia che si ripete e che prende le mosse da quel viaggio che, una volta, cominciava con una valigia di cartone e un indirizzo scritto a mano; la sfida era trovare una pensione o una famiglia disposta ad accogliere uno studente forestiero.
Ma se oggi gli strumenti sono cambiati, la fatica è rimasta intatta e anzi si è fatta più pesante, perché una stanza assorbe ormai una parte enorme del bilancio familiare e spesso offre assai meno di quanto prometteva la fotografia. Il diritto degli studenti a un’abitazione dignitosa tocca il cuore dell’articolo 34 della Costituzione, secondo cui «i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Quella promessa prende vita soltanto dentro una stanza dignitosa, luminosa e calda, dove i libri possano restare aperti sul tavolo e i pensieri trovare respiro.
I NUMERI DEL DISAGIO
Una stanza singola costa oggi in media 575 euro al mese, con punte di oltre 700 euro a Milano, e nelle principali città universitarie i canoni sono cresciuti di circa il 41% dal 2020. Il lieve calo registrato quest’anno lascia intatto un peso divenuto insostenibile per moltissime famiglie. A questo si somma il caro vita: a settembre 2026 l’inflazione ha raggiunto il 4,2%, il valore più alto degli ultimi tre anni, trainata dall’energia, cresciuta di oltre il 22%, con un aggravio stimato in 1.108 euro annui per una famiglia media.
L’offerta di alloggi universitari copre appena il 5% del fabbisogno, contro il 12-13% registrato in Germania e Francia, e anche i nuovi posti letto realizzati con il PNRR presentano un prezzo medio di circa 540 euro per una singola, assai vicino a quello del mercato libero.
Forse un esempio concreto può servire da stimolo al confronto: a Pleven, in Bulgaria, ci sono appartamenti arredati a nuovo, con parquet, riscaldamento, aria condizionata, termoregolazione e connessione internet, condivisi al massimo da due o tre persone e offerti a un canone accessibile. In molte città italiane, invece, giovani studenti vengono ammassati in immobili fatiscenti, dove il guadagno di pochi prevale sulla dignità di chi studia. La qualità dell’abitare studentesco è una scelta politica, e quello che avviene in Bulgaria ci mostra che questa scelta è già alla nostra portata.
LE NOSTRE PROPOSTE
Standard abitativi garantiti per legge per ogni alloggio destinato agli studenti: impianti a norma, riscaldamento e raffrescamento, connessione internet, arredi decorosi, superfici adeguate e un numero massimo di occupanti per appartamento, con verifiche periodiche dei Comuni.
Canoni adeguati e sostenibili, attraverso la piena estensione del canone concordato per studenti e incentivi fiscali ai proprietari che rispettano gli standard e applicano tariffe calmierate.
Un piano nazionale di nuovi studentati pubblici, con tariffe proporzionate al reddito e priorità per gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.
L’emersione degli affitti in nero, mediante controlli incrociati, registrazione obbligatoria dei contratti e detrazione fiscale integrale dei canoni di locazione sostenuti dalle famiglie, così che la legalità diventi conveniente per tutte le parti.
Trasporto pubblico gratuito per gli studenti pendolari e fuori sede, perché la libertà di studiare cammina insieme alla libertà di muoversi, soprattutto per chi parte dai piccoli Comuni e dalle aree interne.
Mense universitarie a prezzo calmierato in ogni sede, con un pasto completo a costo sociale.
Borse di studio garantite a tutti gli idonei, con importi rivalutati ogni anno in base all’inflazione e al costo reale degli affitti.
Un Osservatorio nazionale sui canoni studenteschi, che pubblichi annualmente i prezzi medi città per città e segnali con tempestività le situazioni di abuso.
Rivolgiamo queste proposte al Governo, al Parlamento, alle Regioni, ai Comuni, agli Atenei e all’Europa.
Come primi firmatari di questo appello, confidiamo che se ne aggiungano molti altri: cittadini, istituzioni e associazioni. È una battaglia che iniziamo in due, ma che soltanto INSIEME A CHI VORRÀ ESSERCI potrà essere portata fino in fondo, insieme a tutti coloro che ci credono e che credono nel futuro dei nostri ragazzi.
Per questo chiamiamo associazioni, famiglie, studenti, amministratori locali e cittadini a sostenerla con la propria firma e la propria presenza. Un Paese che accoglie degnamente i suoi studenti custodisce il proprio domani, e allora la stanza di ogni ragazzo che studia lontano da casa diventa la prima pietra di un’Italia più giusta, più colta e più unita.
PRIMI FIRMATARI E REDATTORI DEL MANIFESTO
Emanuela Sica, Avvocato – Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Virgilio Caivano, Presidente del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani

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Il problema
MANIFESTO
Mobilitazione nazionale contro il caro vita e caro affitti degli studenti.
Oramai è un rituale preciso, con cadenze che si ripetono all’infinito, in ogni casa italiana: genitori e figli scorrono sullo schermo dello smartphone gli annunci di stanze in affitto, confrontano fotografie ritoccate e canoni che salgono di anno in anno, scrivono a proprietari che rispondono dopo giorni, mentre lo zaino si riempie e sull’app compare il biglietto del treno ad alta velocità o del volo low cost verso la città dell’università. Una storia che si ripete e che prende le mosse da quel viaggio che, una volta, cominciava con una valigia di cartone e un indirizzo scritto a mano; la sfida era trovare una pensione o una famiglia disposta ad accogliere uno studente forestiero.
Ma se oggi gli strumenti sono cambiati, la fatica è rimasta intatta e anzi si è fatta più pesante, perché una stanza assorbe ormai una parte enorme del bilancio familiare e spesso offre assai meno di quanto prometteva la fotografia. Il diritto degli studenti a un’abitazione dignitosa tocca il cuore dell’articolo 34 della Costituzione, secondo cui «i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Quella promessa prende vita soltanto dentro una stanza dignitosa, luminosa e calda, dove i libri possano restare aperti sul tavolo e i pensieri trovare respiro.
I NUMERI DEL DISAGIO
Una stanza singola costa oggi in media 575 euro al mese, con punte di oltre 700 euro a Milano, e nelle principali città universitarie i canoni sono cresciuti di circa il 41% dal 2020. Il lieve calo registrato quest’anno lascia intatto un peso divenuto insostenibile per moltissime famiglie. A questo si somma il caro vita: a settembre 2026 l’inflazione ha raggiunto il 4,2%, il valore più alto degli ultimi tre anni, trainata dall’energia, cresciuta di oltre il 22%, con un aggravio stimato in 1.108 euro annui per una famiglia media.
L’offerta di alloggi universitari copre appena il 5% del fabbisogno, contro il 12-13% registrato in Germania e Francia, e anche i nuovi posti letto realizzati con il PNRR presentano un prezzo medio di circa 540 euro per una singola, assai vicino a quello del mercato libero.
Forse un esempio concreto può servire da stimolo al confronto: a Pleven, in Bulgaria, ci sono appartamenti arredati a nuovo, con parquet, riscaldamento, aria condizionata, termoregolazione e connessione internet, condivisi al massimo da due o tre persone e offerti a un canone accessibile. In molte città italiane, invece, giovani studenti vengono ammassati in immobili fatiscenti, dove il guadagno di pochi prevale sulla dignità di chi studia. La qualità dell’abitare studentesco è una scelta politica, e quello che avviene in Bulgaria ci mostra che questa scelta è già alla nostra portata.
LE NOSTRE PROPOSTE
Standard abitativi garantiti per legge per ogni alloggio destinato agli studenti: impianti a norma, riscaldamento e raffrescamento, connessione internet, arredi decorosi, superfici adeguate e un numero massimo di occupanti per appartamento, con verifiche periodiche dei Comuni.
Canoni adeguati e sostenibili, attraverso la piena estensione del canone concordato per studenti e incentivi fiscali ai proprietari che rispettano gli standard e applicano tariffe calmierate.
Un piano nazionale di nuovi studentati pubblici, con tariffe proporzionate al reddito e priorità per gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.
L’emersione degli affitti in nero, mediante controlli incrociati, registrazione obbligatoria dei contratti e detrazione fiscale integrale dei canoni di locazione sostenuti dalle famiglie, così che la legalità diventi conveniente per tutte le parti.
Trasporto pubblico gratuito per gli studenti pendolari e fuori sede, perché la libertà di studiare cammina insieme alla libertà di muoversi, soprattutto per chi parte dai piccoli Comuni e dalle aree interne.
Mense universitarie a prezzo calmierato in ogni sede, con un pasto completo a costo sociale.
Borse di studio garantite a tutti gli idonei, con importi rivalutati ogni anno in base all’inflazione e al costo reale degli affitti.
Un Osservatorio nazionale sui canoni studenteschi, che pubblichi annualmente i prezzi medi città per città e segnali con tempestività le situazioni di abuso.
Rivolgiamo queste proposte al Governo, al Parlamento, alle Regioni, ai Comuni, agli Atenei e all’Europa.
Come primi firmatari di questo appello, confidiamo che se ne aggiungano molti altri: cittadini, istituzioni e associazioni. È una battaglia che iniziamo in due, ma che soltanto INSIEME A CHI VORRÀ ESSERCI potrà essere portata fino in fondo, insieme a tutti coloro che ci credono e che credono nel futuro dei nostri ragazzi.
Per questo chiamiamo associazioni, famiglie, studenti, amministratori locali e cittadini a sostenerla con la propria firma e la propria presenza. Un Paese che accoglie degnamente i suoi studenti custodisce il proprio domani, e allora la stanza di ogni ragazzo che studia lontano da casa diventa la prima pietra di un’Italia più giusta, più colta e più unita.
PRIMI FIRMATARI E REDATTORI DEL MANIFESTO
Emanuela Sica, Avvocato – Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Virgilio Caivano, Presidente del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani

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Petizione creata in data 26 ottobre 2026