
Nonostante le richieste del Comitato di dare seguito a quanto prospettato nell’ambito della Commissione Ambiente, convocata lo scorso 6 dicembre, per discutere il progetto di riassetto del Campus Bassini, nella quale si era ipotizzato di istituire dei tavoli tecnici che supervisionassero, da un lato, il trasferimento dei 57 alberi presenti nell’area interessata dal cantiere, così come annunciato dal Rettore stesso in quella medesima sede, e dall’altro, la rivalutazione delle misure di compensazione previste in una prospettiva di più ampio respiro e centrata sul quartiere. Il Politecnico, lo stesso Politecnico che ha apposto la sua firma sul “Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile” voluto dal Presidente della Regione Fontana e l’Assessore all’Ambiente e al Clima, impegnandosi, fra le altre cose, anche a contenere il consumo di suolo, ha ripreso i lavori, come se nulla fosse accaduto, come se la distruzione di un parco fosse coerente con quei principi di sostenibilità che si è impegnato a perseguire, rifiutando ancora una volta qualsiasi confronto con i cittadini. Lo scorso 2 gennaio all'alba, sotto la protezione di un esercito di forze dell'ordine che hanno reso impotente il presidio, i lavori del cantiere sono ripresi e sotto gli occhi increduli di coloro che alle 6 del mattino avevano cercato di impedire la distruzione del parco, Il Politecnico ha proceduto ad abbattere 35 dei 57 alberi presenti nel Parco. La nostra protesta non si ferma. Il 9 gennaio saremo in corteo, partendo dal Parco Bassini (ritrovo alle 17) per raggiungere Palazzo Marino (Piazza San Fedele) e chiedere:
- che il Parco Bassini rimanga un area Verde non edificata
- che il Comune di Milano vieti la costruzione di nuovi edifici su tutte le aree verdi della città. Riteniamo questa battaglia di grande importanza, e ci auguriamo che in moltissimi si uniscano alla nostra protesta. Ci vediamo tutti in corteo il 9 gennaio.