La caccia riparte: nel 2026 perché continuiamo a sparare agli animali?

Oggi, 20 Settembre, in gran parte d’Italia ricomincia ufficialmente la stagione venatoria 2026/2027. Sui social è un tripudio di mimetiche, armi in bella vista e pose da Rambo, mentre nei boschi tornano gli spari.
E alcuni cacciatori, come dimostrano i dati sugli incidenti, finiranno per essere uccisi da altri cacciatori. Nella stagione 2025/2026 l’Osservatorio Vittime della Caccia ha registrato 46 persone colpite da incidenti legati all’attività venatoria: 33 cacciatori, dieci dei quali morti, e 13 persone estranee alla caccia, con due morti.
La caccia riguarda quindi gli animali che vengono uccisi, ma anche la sicurezza di chi frequenta gli stessi territori: escursionisti, ciclisti, fotografi, cercatori di funghi, famiglie, agricoltori e chiunque voglia semplicemente vivere in pace la natura.
Nel frattempo, alla Camera è in discussione il disegno di legge C. 2984, che interviene sulla legge 157 del 1992, la principale normativa italiana sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. L’esame è ripreso il 16 Settembre e la programmazione parlamentare sembrerebbe indicare Novembre come mese previsto per l’approdo in Aula.
La tempistica con cui la maggioranza sta portando avanti questa riforma fa pensare a una precisa logica elettorale: arrivare all’approvazione del provvedimento nel corso dell’attuale stagione venatoria, così da consegnare al mondo della caccia un risultato politico concreto da spendere prima delle prossime elezioni. Insomma, un vero e proprio regalo alle lobby venatorie, a scapito di creature viventi la cui esistenza, forse, non sembra interessare particolarmente chi ha voluto questa legge.
Resta una domanda di fondo: nel 2026, perché continuiamo a sparare agli animali?
Ho approfondito questa domanda in un nuovo articolo pubblicato su Ecoscritture, ricostruendo i dati sugli incidenti, il calo dei cacciatori, la situazione della fauna selvatica e l’attuale riforma della legge sulla caccia.
Vi chiedo di leggerlo e, soprattutto, di condividerlo.
👉 Leggete e condividete l’articolo: Perché continuiamo a sparare agli animali? – Ecoscritture
E, naturalmente, firmate e fate firmare la petizione. Ogni firma conta, ma oggi conta altrettanto far conoscere questa battaglia al maggior numero possibile di persone.