

Estendere il divieto di fumo all'aperto in Italia
Il problema
Il problema: Il fumo passivo negli spazi condivisi. In Italia amiamo vivere gli spazi pubblici, dai déhors dei locali ai parchi e alle piazze. Tuttavia, questa esperienza viene spesso rovinata dall'esposizione involontaria al fumo passivo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che non esiste alcun livello sicuro di esposizione al fumo passivo (Fonte: OMS), una condizione che mette a rischio la salute di tutti e in particolare di bambini, anziani e persone fragili.
L'impatto ambientale: All'emergenza sanitaria si aggiunge il grave impatto ambientale dell'abbandono dei rifiuti del tabacco. Ogni anno nel mondo vengono gettati a terra circa 4,5 mila miliardi di mozziconi (Fonte: OMS / Marevivo). In Italia, il 64% delle sigarette fumate nei luoghi pubblici viene smaltito in modo improprio lasciando il rifiuto nell'ambiente (Fonte: Indagine BVA-Doxa). I filtri in acetato di cellulosa impiegano anni a degradarsi: un singolo mozzicone può contaminare fino a 1.000 litri d'acqua (Fonte: Studio Green et al. / Report Erion Care) e sostanze tossiche dei filtri sono state riscontrate nel 30% delle tartarughe e nel 70% degli uccelli marini analizzati (Fonte: Report Marevivo)
In Europa e in Italia: Divieti di fumo all'aperto sono già applicati in Paesi come Francia, Spagna e Svezia. Anche in Italia diversi Comuni si sono mossi in autonomia: Torino vieta di fumare all'aperto a meno di 5 metri da altre persone, mentre città come Milano, Roma e Napoli prevedono restrizioni nei parchi e nelle aree pubbliche (Fonte: Torino Cronaca). È ora di trasformare queste buone pratiche in una legge statale uniforme.
La richiesta: Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di approvare una legge nazionale che vieti il fumo all'aperto nei luoghi pubblici affollati o in presenza di altre persone (déhors di bar e ristoranti, fermate dei trasporti pubblici, parchi e spiagge).
Firma e condividi la petizione per garantire a tutti il diritto di respirare aria pulita negli spazi comuni!

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Il problema
Il problema: Il fumo passivo negli spazi condivisi. In Italia amiamo vivere gli spazi pubblici, dai déhors dei locali ai parchi e alle piazze. Tuttavia, questa esperienza viene spesso rovinata dall'esposizione involontaria al fumo passivo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che non esiste alcun livello sicuro di esposizione al fumo passivo (Fonte: OMS), una condizione che mette a rischio la salute di tutti e in particolare di bambini, anziani e persone fragili.
L'impatto ambientale: All'emergenza sanitaria si aggiunge il grave impatto ambientale dell'abbandono dei rifiuti del tabacco. Ogni anno nel mondo vengono gettati a terra circa 4,5 mila miliardi di mozziconi (Fonte: OMS / Marevivo). In Italia, il 64% delle sigarette fumate nei luoghi pubblici viene smaltito in modo improprio lasciando il rifiuto nell'ambiente (Fonte: Indagine BVA-Doxa). I filtri in acetato di cellulosa impiegano anni a degradarsi: un singolo mozzicone può contaminare fino a 1.000 litri d'acqua (Fonte: Studio Green et al. / Report Erion Care) e sostanze tossiche dei filtri sono state riscontrate nel 30% delle tartarughe e nel 70% degli uccelli marini analizzati (Fonte: Report Marevivo)
In Europa e in Italia: Divieti di fumo all'aperto sono già applicati in Paesi come Francia, Spagna e Svezia. Anche in Italia diversi Comuni si sono mossi in autonomia: Torino vieta di fumare all'aperto a meno di 5 metri da altre persone, mentre città come Milano, Roma e Napoli prevedono restrizioni nei parchi e nelle aree pubbliche (Fonte: Torino Cronaca). È ora di trasformare queste buone pratiche in una legge statale uniforme.
La richiesta: Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di approvare una legge nazionale che vieti il fumo all'aperto nei luoghi pubblici affollati o in presenza di altre persone (déhors di bar e ristoranti, fermate dei trasporti pubblici, parchi e spiagge).
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Petizione creata in data 8 ottobre 2026