

ESCLUDERE I CHINESIOLOGI E' UN ERRORE.
Il problema
ESERCIZIO FISICO STRUTTURATO: ESCLUDERE I CHINESIOLOGI È UN ERRORE. LA SALUTE SI COSTRUISCE ANCHE FUORI DAGLI AMBULATORI.
DMSA (www.dmsa.it interviene sul DDL Professioni Sanitarie e propone un nuovo modello territoriale di prevenzione: riconoscere le competenze dei laureati in Scienze Motorie e costruire una rete qualificata di esercizio fisico per la salute, complementare al sistema sanitario.
Verona, 13 ottobre 2026. Le recenti dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, nell'ambito della discussione parlamentare sul disegno di legge AC 2700 relativo alle professioni sanitarie, hanno riacceso il dibattito sul ruolo dei chinesiologi nell'esercizio fisico strutturato. Secondo quanto riportato dalle associazioni di categoria, l'orientamento espresso dal rappresentante del Governo sarebbe quello di affidare l'esercizio fisico strutturato ai fisioterapisti, senza un esplicito riconoscimento del ruolo dei chinesiologi. Una prospettiva che suscita forte preoccupazione e che rischia di creare una contraddizione con il quadro normativo già esistente. L'articolo 41 del Decreto Legislativo 36/2021 riconosce infatti specifiche competenze al chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, in possesso della laurea magistrale LM-67, anche nell'ambito dell'attività fisica adattata e dell'esercizio fisico strutturato, secondo le modalità previste dalla normativa. Ignorare queste competenze significherebbe non soltanto penalizzare una figura professionale, ma rischiare di limitare lo sviluppo di un sistema di prevenzione attraverso il movimento di cui il nostro Paese ha sempre maggiore necessità.
DMSA – Associazione Dottori in Scienze Motorie – ritiene tuttavia che la risposta non possa esaurirsi in una contrapposizione tra chinesiologi e fisioterapisti. Il problema è più profondo e riguarda il modello stesso attraverso il quale intendiamo promuovere la salute dei cittadini.
DALLA CURA DELLA MALATTIA ALLA COSTRUZIONE DELLA SALUTE
Il sistema sanitario italiano è organizzato prevalentemente per rispondere alla malattia: diagnosi, terapia, riabilitazione e assistenza. Si tratta di funzioni indispensabili, che richiedono competenze sanitarie specifiche. Ma la salute non coincide soltanto con l'assenza di malattia e non può essere costruita esclusivamente all'interno di ospedali, ambulatori e strutture riabilitative. Esiste un ambito fondamentale, ancora insufficientemente organizzato, che riguarda il mantenimento delle capacità fisiche, la prevenzione della sedentarietà, il contrasto al declino funzionale e la promozione dell'autonomia della persona. È il grande spazio della salute prima della malattia e della continuità del benessere dopo la riabilitazione. Uno spazio nel quale l'esercizio fisico, opportunamente programmato e supervisionato, rappresenta uno degli strumenti più efficaci a disposizione. Le evidenze scientifiche dimostrano che l'attività fisica regolare contribuisce a ridurre il rischio di numerose patologie croniche, migliora la capacità cardiorespiratoria, preserva la forza muscolare, contrasta la fragilità e favorisce una migliore qualità della vita. Eppure, troppo spesso, il movimento continua a essere affidato a raccomandazioni generiche, senza che esista un percorso territoriale strutturato capace di accompagnare le persone nel tempo.
IL CHINESIOLOGO NON DEVE SOSTITUIRE IL FISIOTERAPISTA. DEVE POTER SVOLGERE IL PROPRIO RUOLO.
DMSA considera sbagliato trasformare questa discussione in uno scontro tra professioni. Il fisioterapista svolge una funzione fondamentale nella prevenzione, cura e riabilitazione nell'ambito delle proprie competenze sanitarie. Il chinesiologo, secondo il proprio percorso formativo e le attribuzioni previste dalla legge, possiede competenze specifiche nella valutazione motoria funzionale, nella programmazione e nella conduzione dell'esercizio fisico, nella prevenzione e nel mantenimento delle capacità motorie. Sono professionalità differenti, che possono e devono collaborare. Il problema non è stabilire quale professione debba prevalere sull'altra, ma costruire un sistema nel quale ciascuna possa contribuire alla salute dei cittadini attraverso le proprie competenze. Non tutto l'esercizio fisico è riabilitazione. Non ogni programma motorio richiede un contesto clinico. Non ogni persona che deve migliorare forza, equilibrio, resistenza e mobilità è un paziente. Confondere sistematicamente l'esercizio fisico finalizzato alla promozione della salute con l'intervento sanitario rischia di medicalizzare attività che, in condizioni appropriate, possono essere svolte efficacemente anche al di fuori delle strutture sanitarie.
LA PROPOSTA DMSA: UN SISTEMA TERRITORIALE DI ESERCIZIO FISICO PER LA SALUTE
DMSA ritiene che questa controversia debba diventare l'occasione per avviare una riflessione nazionale più ampia. La proposta è costruire una rete territoriale qualificata per la promozione della salute attraverso l'esercizio fisico, complementare e collegata al sistema sanitario, ma non necessariamente inserita al suo interno. Un modello che coinvolga chinesiologi, strutture motorie qualificate, associazioni sportive, enti locali, università e professionisti sanitari. Un sistema nel quale il cittadino possa accedere a percorsi di esercizio fisico personalizzati, fondati su valutazioni motorie, obiettivi individuali e monitoraggio periodico dei risultati. L'obiettivo è superare l'idea della palestra come semplice luogo di allenamento e valorizzarla, quando dotata dei necessari requisiti professionali e organizzativi, come spazio di promozione della salute. In questo contesto, il chinesiologo può rappresentare una figura professionale di riferimento per accompagnare le persone verso uno stile di vita fisicamente attivo.
UN PERCORSO MOTORIO DI SALUTE ACCESSIBILE AI CITTADINI
DMSA propone di sviluppare un modello denominato Percorso Motorio di Salute, articolato in cinque momenti fondamentali:
Valutazione motoria iniziale, per individuare capacità funzionali, abitudini e obiettivi della persona, con identificazione delle situazioni che richiedono approfondimento medico.
Programmazione individualizzata dell'esercizio, con particolare attenzione a forza, equilibrio, resistenza e mobilità.
Attività fisica supervisionata, attraverso professionisti qualificati e strutture adeguate.
Monitoraggio periodico, per verificare i progressi e adattare il programma.
Continuità nel tempo, per trasformare l'esercizio fisico in un'abitudine stabile e sostenibile.
Il modello potrebbe rivolgersi a persone sedentarie, adulti, anziani e soggetti che necessitano di mantenere le capacità funzionali dopo un percorso riabilitativo. Per le persone con patologie croniche, l'accesso e la conduzione dei programmi dovranno avvenire nel rispetto delle indicazioni cliniche, delle condizioni di stabilità e delle norme applicabili. Non si tratta di sostituire la medicina, ma di costruire un collegamento efficace tra il sistema sanitario e le opportunità di movimento presenti sul territorio.
IL VENETO HA GIÀ INDICATO UNA STRADA
La Regione Veneto, attraverso il modello delle Palestre della Salute e la disciplina dell'attività fisica adattata e dell'esercizio fisico strutturato, ha già riconosciuto l'importanza di percorsi organizzati di esercizio fisico, valorizzando le competenze dei chinesiologi in possesso dei requisiti previsti. È un'esperienza dalla quale partire per costruire modelli territoriali sempre più diffusi e accessibili. DMSA propone che il Veneto diventi il punto di partenza per una sperimentazione capace di coinvolgere strutture motorie, professionisti, università e istituzioni locali. L'obiettivo è sviluppare programmi di esercizio fisico con criteri condivisi di qualità, sicurezza e valutazione dei risultati. Un'esperienza che possa successivamente essere proposta anche a livello nazionale.
LA SALUTE NON PUÒ ESSERE SOLTANTO UN COSTO DA SOSTENERE. DEVE DIVENTARE UN PATRIMONIO DA COSTRUIRE.
L'invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche e l'aumento della sedentarietà impongono un cambiamento culturale. Non possiamo continuare a concentrare l'attenzione esclusivamente sulla gestione delle conseguenze della perdita di salute. Dobbiamo investire maggiormente nel mantenimento delle capacità fisiche e dell'autonomia delle persone. Una popolazione che conserva più a lungo forza, equilibrio, resistenza e capacità di movimento è una popolazione che può vivere meglio e più a lungo in condizioni di autonomia. L'esercizio fisico rappresenta quindi non soltanto una scelta individuale, ma una componente fondamentale delle politiche di salute pubblica. Per questo motivo DMSA ritiene necessario superare una visione esclusivamente sanitaria dell'esercizio fisico e sviluppare un sistema nel quale prevenzione, attività motoria e assistenza sanitaria possano integrarsi senza sovrapporsi.
LE RICHIESTE DI DMSA ALLE ISTITUZIONI
Alla luce delle recenti dichiarazioni e del dibattito parlamentare, DMSA propone:
Il pieno riconoscimento delle competenze dei chinesiologi, nel rispetto dell'articolo 41 del D.Lgs. 36/2021 e delle disposizioni vigenti.
Un chiarimento normativo sull'esercizio fisico strutturato, che distingua gli ambiti sanitari da quelli della promozione della salute attraverso il movimento.
L'apertura di un confronto istituzionale tra Governo, Regioni, università, professioni sanitarie e rappresentanze dei laureati in Scienze Motorie.
Lo sviluppo di una rete territoriale qualificata per l'esercizio fisico e la prevenzione, accessibile anche al di fuori delle strutture sanitarie.
L'avvio di progetti sperimentali, a partire dal Veneto, per valutare i benefici funzionali, sociali e organizzativi di programmi continuativi di esercizio fisico.
NON UNA BATTAGLIA TRA PROFESSIONI, MA UN PROGETTO PER IL FUTURO DELLA SALUTE
DMSA non intende limitarsi a contestare una possibile esclusione professionale. Vuole contribuire alla costruzione di un modello nel quale il movimento sia riconosciuto come una componente essenziale della salute e nel quale i professionisti qualificati possano svolgere pienamente il proprio ruolo. Il riconoscimento delle competenze del chinesiologo non deve essere interpretato come una concessione a una categoria, ma come un'opportunità per ampliare e qualificare l'offerta di prevenzione a beneficio dei cittadini. Non chiediamo di trasformare le palestre in ambulatori. Chiediamo di riconoscere che la salute si costruisce anche fuori dagli ambulatori. Non chiediamo di sostituirci alle professioni sanitarie. Chiediamo di poter contribuire, con le nostre competenze, a un sistema più moderno di promozione della salute. Non chiediamo soltanto il riconoscimento di una professione. Proponiamo un nuovo modello di prevenzione. Perché il futuro della salute non dipenderà esclusivamente dalla nostra capacità di curare le malattie, ma anche dalla capacità di aiutare le persone a mantenersi sane, attive e autonome il più a lungo possibile.
DMSA – Associazione Dottori in Scienze Motorie
LA SALUTE SI COSTRUISCE ANCHE FUORI DALLA SANITÀ.
Il movimento è prevenzione. La competenza è garanzia. La salute è un patrimonio collettivo.

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Il problema
ESERCIZIO FISICO STRUTTURATO: ESCLUDERE I CHINESIOLOGI È UN ERRORE. LA SALUTE SI COSTRUISCE ANCHE FUORI DAGLI AMBULATORI.
DMSA (www.dmsa.it interviene sul DDL Professioni Sanitarie e propone un nuovo modello territoriale di prevenzione: riconoscere le competenze dei laureati in Scienze Motorie e costruire una rete qualificata di esercizio fisico per la salute, complementare al sistema sanitario.
Verona, 13 ottobre 2026. Le recenti dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, nell'ambito della discussione parlamentare sul disegno di legge AC 2700 relativo alle professioni sanitarie, hanno riacceso il dibattito sul ruolo dei chinesiologi nell'esercizio fisico strutturato. Secondo quanto riportato dalle associazioni di categoria, l'orientamento espresso dal rappresentante del Governo sarebbe quello di affidare l'esercizio fisico strutturato ai fisioterapisti, senza un esplicito riconoscimento del ruolo dei chinesiologi. Una prospettiva che suscita forte preoccupazione e che rischia di creare una contraddizione con il quadro normativo già esistente. L'articolo 41 del Decreto Legislativo 36/2021 riconosce infatti specifiche competenze al chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, in possesso della laurea magistrale LM-67, anche nell'ambito dell'attività fisica adattata e dell'esercizio fisico strutturato, secondo le modalità previste dalla normativa. Ignorare queste competenze significherebbe non soltanto penalizzare una figura professionale, ma rischiare di limitare lo sviluppo di un sistema di prevenzione attraverso il movimento di cui il nostro Paese ha sempre maggiore necessità.
DMSA – Associazione Dottori in Scienze Motorie – ritiene tuttavia che la risposta non possa esaurirsi in una contrapposizione tra chinesiologi e fisioterapisti. Il problema è più profondo e riguarda il modello stesso attraverso il quale intendiamo promuovere la salute dei cittadini.
DALLA CURA DELLA MALATTIA ALLA COSTRUZIONE DELLA SALUTE
Il sistema sanitario italiano è organizzato prevalentemente per rispondere alla malattia: diagnosi, terapia, riabilitazione e assistenza. Si tratta di funzioni indispensabili, che richiedono competenze sanitarie specifiche. Ma la salute non coincide soltanto con l'assenza di malattia e non può essere costruita esclusivamente all'interno di ospedali, ambulatori e strutture riabilitative. Esiste un ambito fondamentale, ancora insufficientemente organizzato, che riguarda il mantenimento delle capacità fisiche, la prevenzione della sedentarietà, il contrasto al declino funzionale e la promozione dell'autonomia della persona. È il grande spazio della salute prima della malattia e della continuità del benessere dopo la riabilitazione. Uno spazio nel quale l'esercizio fisico, opportunamente programmato e supervisionato, rappresenta uno degli strumenti più efficaci a disposizione. Le evidenze scientifiche dimostrano che l'attività fisica regolare contribuisce a ridurre il rischio di numerose patologie croniche, migliora la capacità cardiorespiratoria, preserva la forza muscolare, contrasta la fragilità e favorisce una migliore qualità della vita. Eppure, troppo spesso, il movimento continua a essere affidato a raccomandazioni generiche, senza che esista un percorso territoriale strutturato capace di accompagnare le persone nel tempo.
IL CHINESIOLOGO NON DEVE SOSTITUIRE IL FISIOTERAPISTA. DEVE POTER SVOLGERE IL PROPRIO RUOLO.
DMSA considera sbagliato trasformare questa discussione in uno scontro tra professioni. Il fisioterapista svolge una funzione fondamentale nella prevenzione, cura e riabilitazione nell'ambito delle proprie competenze sanitarie. Il chinesiologo, secondo il proprio percorso formativo e le attribuzioni previste dalla legge, possiede competenze specifiche nella valutazione motoria funzionale, nella programmazione e nella conduzione dell'esercizio fisico, nella prevenzione e nel mantenimento delle capacità motorie. Sono professionalità differenti, che possono e devono collaborare. Il problema non è stabilire quale professione debba prevalere sull'altra, ma costruire un sistema nel quale ciascuna possa contribuire alla salute dei cittadini attraverso le proprie competenze. Non tutto l'esercizio fisico è riabilitazione. Non ogni programma motorio richiede un contesto clinico. Non ogni persona che deve migliorare forza, equilibrio, resistenza e mobilità è un paziente. Confondere sistematicamente l'esercizio fisico finalizzato alla promozione della salute con l'intervento sanitario rischia di medicalizzare attività che, in condizioni appropriate, possono essere svolte efficacemente anche al di fuori delle strutture sanitarie.
LA PROPOSTA DMSA: UN SISTEMA TERRITORIALE DI ESERCIZIO FISICO PER LA SALUTE
DMSA ritiene che questa controversia debba diventare l'occasione per avviare una riflessione nazionale più ampia. La proposta è costruire una rete territoriale qualificata per la promozione della salute attraverso l'esercizio fisico, complementare e collegata al sistema sanitario, ma non necessariamente inserita al suo interno. Un modello che coinvolga chinesiologi, strutture motorie qualificate, associazioni sportive, enti locali, università e professionisti sanitari. Un sistema nel quale il cittadino possa accedere a percorsi di esercizio fisico personalizzati, fondati su valutazioni motorie, obiettivi individuali e monitoraggio periodico dei risultati. L'obiettivo è superare l'idea della palestra come semplice luogo di allenamento e valorizzarla, quando dotata dei necessari requisiti professionali e organizzativi, come spazio di promozione della salute. In questo contesto, il chinesiologo può rappresentare una figura professionale di riferimento per accompagnare le persone verso uno stile di vita fisicamente attivo.
UN PERCORSO MOTORIO DI SALUTE ACCESSIBILE AI CITTADINI
DMSA propone di sviluppare un modello denominato Percorso Motorio di Salute, articolato in cinque momenti fondamentali:
Valutazione motoria iniziale, per individuare capacità funzionali, abitudini e obiettivi della persona, con identificazione delle situazioni che richiedono approfondimento medico.
Programmazione individualizzata dell'esercizio, con particolare attenzione a forza, equilibrio, resistenza e mobilità.
Attività fisica supervisionata, attraverso professionisti qualificati e strutture adeguate.
Monitoraggio periodico, per verificare i progressi e adattare il programma.
Continuità nel tempo, per trasformare l'esercizio fisico in un'abitudine stabile e sostenibile.
Il modello potrebbe rivolgersi a persone sedentarie, adulti, anziani e soggetti che necessitano di mantenere le capacità funzionali dopo un percorso riabilitativo. Per le persone con patologie croniche, l'accesso e la conduzione dei programmi dovranno avvenire nel rispetto delle indicazioni cliniche, delle condizioni di stabilità e delle norme applicabili. Non si tratta di sostituire la medicina, ma di costruire un collegamento efficace tra il sistema sanitario e le opportunità di movimento presenti sul territorio.
IL VENETO HA GIÀ INDICATO UNA STRADA
La Regione Veneto, attraverso il modello delle Palestre della Salute e la disciplina dell'attività fisica adattata e dell'esercizio fisico strutturato, ha già riconosciuto l'importanza di percorsi organizzati di esercizio fisico, valorizzando le competenze dei chinesiologi in possesso dei requisiti previsti. È un'esperienza dalla quale partire per costruire modelli territoriali sempre più diffusi e accessibili. DMSA propone che il Veneto diventi il punto di partenza per una sperimentazione capace di coinvolgere strutture motorie, professionisti, università e istituzioni locali. L'obiettivo è sviluppare programmi di esercizio fisico con criteri condivisi di qualità, sicurezza e valutazione dei risultati. Un'esperienza che possa successivamente essere proposta anche a livello nazionale.
LA SALUTE NON PUÒ ESSERE SOLTANTO UN COSTO DA SOSTENERE. DEVE DIVENTARE UN PATRIMONIO DA COSTRUIRE.
L'invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche e l'aumento della sedentarietà impongono un cambiamento culturale. Non possiamo continuare a concentrare l'attenzione esclusivamente sulla gestione delle conseguenze della perdita di salute. Dobbiamo investire maggiormente nel mantenimento delle capacità fisiche e dell'autonomia delle persone. Una popolazione che conserva più a lungo forza, equilibrio, resistenza e capacità di movimento è una popolazione che può vivere meglio e più a lungo in condizioni di autonomia. L'esercizio fisico rappresenta quindi non soltanto una scelta individuale, ma una componente fondamentale delle politiche di salute pubblica. Per questo motivo DMSA ritiene necessario superare una visione esclusivamente sanitaria dell'esercizio fisico e sviluppare un sistema nel quale prevenzione, attività motoria e assistenza sanitaria possano integrarsi senza sovrapporsi.
LE RICHIESTE DI DMSA ALLE ISTITUZIONI
Alla luce delle recenti dichiarazioni e del dibattito parlamentare, DMSA propone:
Il pieno riconoscimento delle competenze dei chinesiologi, nel rispetto dell'articolo 41 del D.Lgs. 36/2021 e delle disposizioni vigenti.
Un chiarimento normativo sull'esercizio fisico strutturato, che distingua gli ambiti sanitari da quelli della promozione della salute attraverso il movimento.
L'apertura di un confronto istituzionale tra Governo, Regioni, università, professioni sanitarie e rappresentanze dei laureati in Scienze Motorie.
Lo sviluppo di una rete territoriale qualificata per l'esercizio fisico e la prevenzione, accessibile anche al di fuori delle strutture sanitarie.
L'avvio di progetti sperimentali, a partire dal Veneto, per valutare i benefici funzionali, sociali e organizzativi di programmi continuativi di esercizio fisico.
NON UNA BATTAGLIA TRA PROFESSIONI, MA UN PROGETTO PER IL FUTURO DELLA SALUTE
DMSA non intende limitarsi a contestare una possibile esclusione professionale. Vuole contribuire alla costruzione di un modello nel quale il movimento sia riconosciuto come una componente essenziale della salute e nel quale i professionisti qualificati possano svolgere pienamente il proprio ruolo. Il riconoscimento delle competenze del chinesiologo non deve essere interpretato come una concessione a una categoria, ma come un'opportunità per ampliare e qualificare l'offerta di prevenzione a beneficio dei cittadini. Non chiediamo di trasformare le palestre in ambulatori. Chiediamo di riconoscere che la salute si costruisce anche fuori dagli ambulatori. Non chiediamo di sostituirci alle professioni sanitarie. Chiediamo di poter contribuire, con le nostre competenze, a un sistema più moderno di promozione della salute. Non chiediamo soltanto il riconoscimento di una professione. Proponiamo un nuovo modello di prevenzione. Perché il futuro della salute non dipenderà esclusivamente dalla nostra capacità di curare le malattie, ma anche dalla capacità di aiutare le persone a mantenersi sane, attive e autonome il più a lungo possibile.
DMSA – Associazione Dottori in Scienze Motorie
LA SALUTE SI COSTRUISCE ANCHE FUORI DALLA SANITÀ.
Il movimento è prevenzione. La competenza è garanzia. La salute è un patrimonio collettivo.

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Petizione creata in data 13 ottobre 2026