Difendiamo la salute delle donne nella guerra in Ucraina

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 868 sostenitori

Il problema

 

COM'È ESSERE DONNA SOTTO LE BOMBE, OPPURE IN FUGA VERSO UN PAESE LONTANO?

Olesya Ostafieva è dovuta scappare dall'Ucraina per permettere alla sua bimba di nascere. Al quarto giorno trascorso in un rifugio antiatomico a Kiev, ha capito di doversene andare dopo aver saputo che il reparto di maternità del suo ospedale era stato bombardato. Così è salita in macchina con il suo cane e ha guidato verso la Polonia. Per arrivare a destinazione normalmente sarebbe bastato un giorno. Gliene sono voluti quattro. "Siamo rimasti al confine ad aspettare per 30 lunghe ore", ha raccontato Olesya. "Erano centinaia e centinaia le donne, tutte con bambini, e una sola borsa".

Olesya ha passato tre giorni in Polonia, dove non conosceva nessuno. Quindi l'ha chiamata da New York la sua amica Arima, offrendole ospitalità a casa sua: "Se un giorno ti svegliassi e scoprissi che qualcuno è venuto a fare del male ai tuoi parenti - chiede Arima - quale sarebbe la tua reazione?".

Ora Olesya spera di trascorrere la Pasqua con sua figlia, che ha intenzione di chiamare Kyra. La farà nascere a New York, ma sta già sognando quando potrà tornare a casa dai suoi genitori.

Se i governi europei avessero avuto maggiore cura di lei, probabilmente questo sogno, ora, sarebbe meno lontano.

E poi c’è quell’"unica borsa” citata da Olesya in cui le donne in fuga dalla guerra fanno stare quello che possono. Soprattutto cibo per i propri figli, molto difficilmente assorbenti. Così, quando hanno il ciclo, sono costrette ad arrangiarsi come possono. A volte, addirittura, utilizzano pezze di fortuna, garze rimediate qua e là, carta e stracci al posto degli assorbenti igienici. In questo modo, purtroppo, si espongono al rischio di gravi infezioni, e in alcuni casi addirittura mettono a repentaglio la propria vita.

Eppure, basterebbe includere più assorbenti tra i generi di prima necessità che vengono forniti alle popolazioni civili attraverso gli aiuti umanitari.

COSA CHIEDIAMO ALL'UNIONE EUROPEA

Per questo, Medici del Mondo chiede con urgenza ai governi dell’Unione Europea e alla Comunità internazionale di tutelare la salute di tutte le donne e le ragazze in Ucraina, nei Paesi di transito e di accoglienza, garantendo loro beni, medicinali e cure essenziali anche per la salute sessuale e riproduttiva.

In particolare, Medici del Mondo chiede con urgenza ai governi dell’Unione Europea e alla Comunità internazionale di:

  1. garantire che tutti i piani di risposta umanitaria, i finanziamenti e l'assistenza rispettino i diritti umani e diano priorità alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi di tutte le donne e ragazze in Ucraina, nei Paesi di transito e di accoglienza
  2. garantire che i convogli umanitari verso l'Ucraina e verso i Paesi di transito e di accoglienza includano un numero adeguato di kit con beni e medicinali per la salute sessuale e riproduttiva
  3. offrire un sostegno politico e un’assistenza tecnica ai governi di Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia per facilitare la rimozione delle barriere legali e politiche che ostacolano la fornitura di cure essenziali per la salute sessuale e riproduttiva.

#Standforwomeninukraine

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Medici del MondoPromotore della petizioneMedici del Mondo è una rete internazionale impegnata a curare tutte le malattie, inclusa l'ingiustizia. Nata in Francia nel 1980, è presente in 73 Paesi del mondo e impegnata in 373 programmi sanitari a favore delle persone più vulnerabili.

I decisori

Unione Europea
Unione Europea

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