Difendiamo la Comunità di Cascina Gatti. Prima le persone!

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Una rete per la Comunità di Cascina Gatti ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano e a

Costretti a lasciare il luogo in cui hanno vissuto per oltre 30 anni, la loro città, le loro famiglie, gli operatori e i volontari che li hanno accompagnati e sostenuti lungo tutta una vita …

Sono alcuni ospiti della Comunità di Cascina Gatti, persone anziane con disabilità che si vedono oggi costrette ad un trasferimento tanto improvviso quanto imprevisto, a causa di un provvedimento dell’Amministrazione Comunale di Sesto San Giovanni, che unilateralmente e senza darne motivazione, decide di modificare la destinazione d’uso della Comunità da sociosanitaria a sociale, trasformandola in una comunità alloggio per disabili priva della sua attuale funzione di assistenza sanitaria.

Le famiglie degli ospiti vengono informate verbalmente della decisione presa dall’Amministrazione Comunale e contestualmente della necessità di trasferimento diretto e immediato degli utenti presso diverse strutture residenziali fuori dal territorio, che garantiscano loro la continuità sanitario-assistenziale di cui hanno bisogno.

Significa per loro essere sradicati dal nucleo vitale della piccola comunità a dimensione familiare dove hanno vissuto fin da ragazzini, con i loro compagni di sempre, nel loro territorio, vicini alle loro famiglie per finire ospiti anonimi di residenze sanitarie per disabili dove affrontare, spaesati e isolati, l’ultima fase della loro vita.

Perché? L’amministrazione comunale non dà motivazioni, ma anzi procede senza coinvolgere né gli ospiti e le loro famiglie né ogni altra parte in causa: sceglie di non rinnovare la concessione alla Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione che da 35 anni gestisce la Comunità di Cascina Gatti e lo fa senza interpellare preventivamente ATS Citta Metropolitana di Milano - che da oltre 15 anni accredita la Comunità a struttura sociosanitaria – facendo venir meno un servizio necessario al territorio senza alcuna considerazione delle necessità dei cittadini più fragili, che invece dovrebbe proteggere.

Crediamo che questo comportamento sia lesivo del diritto delle persone con disabilità di scegliere, sulla base dell’eguaglianza con gli altri, dove e con chi vivere (art. 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 18/2009) diritto che invece il Comune dovrebbe tutelare, anche in quanto Amministratore di sostegno di alcuni di loro, garantendo loro l’inserimento nella società in cui vivono e proteggendoli dal rischio di isolamento.

Alla base della Comunità di Cascina Gatti c’è l’idea che fin da bambini, i disabili non debbano essere separati e allontanati dal loro territorio, ma vivere all’interno di esso, mantenendo e sviluppando i legami con la famiglia, la comunità, la scuola. Quei bambini sono gli attuali ospiti anziani di Cascina Gatti e hanno il diritto di continuare a vivere la loro vita in quel contesto, nella loro Comunità che è la loro casa da sempre.

Siamo una rete di volontari, obiettori di coscienza, ex-operatori e amici di Cascina Gatti, che hanno fatto parte della storia di questa realtà e che credono fortemente nell’approccio inclusivo e nei legami che quella realtà ha saputo creare e mantenere. 

Chiediamo:

  • che la comunità di Cascina Gatti mantenga la sua connotazione socio-sanitaria e continui a essere la casa degli suoi attuali abitanti
  • che gli utenti non vengano trasferiti in strutture arbitrariamente individuate senza il coinvolgimento e il consenso degli ospiti e delle loro famiglie, ma che si garantisca per loro ed insieme a loro la predisposizione di un Progetto di vita – obbligo di legge - che tenga conto delle loro volontà, desideri, aspettative ed esigenze specifiche, concordato con Comune, ATS e Cooperativa
  • che in ogni decisione che abbia un impatto sulla vita delle persone, quelle persone vengano considerate prima di tutto e ne siano garantiti i diritti sanciti per legge

Se sei d’accordo, unisciti a noi con la tua firma!

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