

Il Comitato Nazionale Guide Future prende atto delle ultime dichiarazioni pubblicate sui social dal Ministero del Turismo sull’Esame Nazionale per Guide Turistiche del prossimo 5 giugno 2026.
Dopo mesi di richieste di incontro ignorate, migliaia di firme raccolte, testimonianze, proposte tecniche e comunicati stampa, abbiamo deciso di fare pubblicamente ciò che il Ministero non ha mai voluto fare: aprire un confronto vero.
Per questo oggi simuliamo qui uno scambio pubblico con il Ministero, rispondendo punto per punto alle dichiarazioni diffuse su Facebook (post FB e Comunicato stampa del 25 Maggio 2026).
Perché il tema non riguarda solo un esame.
Riguarda il futuro dell’accesso ad una importante professione culturale del Paese che possiede il più grande patrimonio diffuso al mondo.
MINISTERO:
“Sono ben 17 mila gli iscritti ai test di verifica per guide turistiche in programma il prossimo 5 giugno secondo il modello misto, che prevede il ricorso a sedi di prossimità e modalità telematica.”
GUIDE FUTURE:
“Buongiorno Ministro, vediamo che molte persone hanno rinunciato all’accesso alla Professione, dato che alla precedente tornata le domande presentate erano circa 30.000.
Questo potrebbe essere dovuto a numerosi fattori: il tasso fuori scala di bocciatura dell’edizione 2025, il periodo di apertura del bando nel pieno della stagione turistica, la ridotta finestra temporale per iscriversi, le continue incertezze sulle date effettive dell’esame, oltre ai costi elevati affrontati da candidate e candidati per raggiungere le sedi e prepararsi attraverso scuole private.
Ma soprattutto pesa il fatto che, alla scadenza per la presentazione delle domande fissata al 19 maggio, candidate e candidati non avessero ancora a disposizione un programma certo su cui prepararsi, pubblicato soltanto il 20 maggio sera senza bibliografia per un esame fissato il 5 giugno.
E forse pesa anche il fatto che alcune persone, pur avendo alle spalle percorsi formativi in storia dell’arte, archeologia o beni culturali, abbiano nel frattempo dovuto piegarsi ad accettare lavori lontani dalla propria formazione, dalle proprie competenze e passioni, semplicemente perché le bollette bisogna pur pagarle.
Lei cosa ne pensa, Signor Ministro? Non le sembra uno spreco enorme di talento, competenze e opportunità di offerta qualificata per la valorizzazione dello sterminato patrimonio culturale del nostro Paese?”
Inoltre, ci permetta di dissentire anche sulle cosiddette “sedi di prossimità” (3 per intero Stivale e 2 le Isole): con appena 14 giorni di preavviso migliaia di candidate e candidati devono organizzare trasferte con costi di trasporto già alle stelle e, per molti, anche pernottamenti e ulteriori spese. Una situazione che rischia di produrre evidenti disuguaglianze e discriminazioni economiche e territoriali nell’accesso alla professione.
MINISTERO:
“I test rispondono a un’esigenza fortemente espressa dagli operatori del settore che lamentano, da tempo, anche in vista dell’imminente stagione estiva, una cronica carenza di guide turistiche.”
GUIDE FUTURE:
“Sono mesi che ribadiamo esattamente questo: mancano guide turistiche.
Mancano soprattutto professionisti in molte lingue richieste dal mercato internazionale.
Eppure:
la legge è del 2023;
il primo bando è arrivato nel gennaio 2025;
la prima prova si è svolta a novembre 2025;
meno del 2% ha superato lo scritto;
per esaminare appena 230 idonei il Ministero ha impiegato 3 mesi.
Ora i ritardi accumulati dall’amministrazione vengono scaricati sulle candidate e sui candidati del bando 2026, costretti a preparare un esame nazionale in appena due settimane. È davvero così che si risponde a una carenza strutturale di professionisti? si poteva fare diversamente?
E soprattutto: si introdurranno finalmente correttivi coerenti con la necessità di garantire ricambio generazionale, pluralità linguistica e accesso sostenibile alla professione?”
MINISTERO:
“Per risolvere questo problema, il Ministero ha tempestivamente affidato a Formez la gestione delle procedure dei test, rivolti a una platea di potenziali candidati prevalentemente già identificati in occasione della tornata del 2025.”
GUIDE FUTURE:
“Lasciamo da parte il riferimento al fatto che il Ministero avrebbe agito “tempestivamente” — sul quale si potrebbe già aprire una lunga riflessione — ma cosa significa esattamente che la platea era ‘prevalentemente già identificata’ dalla precedente tornata?
Un concorso pubblico — e soprattutto un esame abilitante — deve restare aperto a tutte e tutti.
Nel frattempo, possono essersi laureati nuovi candidati e candidate, essersi sviluppate nuove competenze linguistiche e professionali, così come nuovi percorsi di studio.
Chi decide di partecipare oggi ha diritto a tempi certi, programmi chiari e concrete possibilità di preparazione, non a una corsa contro il tempo compressa in appena 14 giorni.”
MINISTERO:
“Come sottolineato dalla Commissione, il test non sarà nozionistico e riguarderà la conoscenza di base dei principali siti turistici italiani. Il protocollo, semplificato e razionalizzato, elimina, tra le altre cose, le penalizzazioni.”
GUIDE FUTURE:
“Cosa si intende esattamente per ‘conoscenza di base’ del Parco Archeologico di Pompei? del Centro storico monumentale di Napoli — Duomo, Cappella Sansevero, Quartieri Spagnoli, Napoli Sotterranea e Palazzo Reale? di Ferrara, Città del Rinascimento, Castello Estense e Delta del Po? del Parco Archeologico del Colosseo? della Laguna di Venezia, Canal Grande, Murano, Burano e Torcello? del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia? del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari? del Museo Nazionale di Ravenna? dell’Arena, della Basilica di San Zeno e delle Arche Scaligere di Verona?
Solo per citarne alcuni da uno sterminato elenco.
Avete fornito bibliografie ufficiali?
Schede scientifiche?
Materiali di studio?
Indicazioni sul livello di approfondimento richiesto?
Oppure l’idea è che basti leggere rapidamente qualche pagina online e memorizzarla in pochi giorni?
Perché allora dobbiamo dirlo chiaramente: questa non è formazione professionale.
Raccogliere informazioni da internet o dall’AI lo può fare anche il singolo viaggiatore senza dover pagare una guida.
Una vera guida turistica non è una persona che ripete nozioni appiccicate in testa all’ultimo minuto.
Una guida si prepara con studio approfondito, esperienza diretta dei luoghi, capacità narrativa, interpretazione culturale, padronanza linguistica e costruzione di relazione con il territorio.
Se basta leggere Wikipedia davanti a un monumento, allora non servono più né guide né patentini.
E c’è poi una domanda molto semplice a cui continuiamo ad attendere risposta: l’estensione del patentino da locale a nazionale per le guide abilitate prima del 2023 è stata concessa automaticamente. Per quale motivo allora le nuove guide dovrebbero dimostrare una conoscenza enciclopedica e indistinta di centinaia di siti italiani, mentre chi era già abilitato ne è stato esentato?”
MINISTERO:
“Il settore ha chiesto a gran voce la certificazione di competenze per migliaia di guide. Gli uffici del Ministero si stanno impegnando per raggiungere il massimo risultato entro la fine di luglio”, ha commentato il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
GUIDE FUTURE:
“Esatto, Ministro: certificazione di competenze non di una conoscenza superficiale di centinaia di siti magari mai visti, appiccicata in testa con la forza e con la fretta per superare un esame.
Non certificazione di memorizzazione accelerata.
Un modello che rischia ormai di trasformarsi in una formalità inutile: non serve realmente a preparare alla professione e neppure a distinguere una vera Guida Turistica.
E poi cosa significa esattamente ‘raggiungere il massimo risultato entro luglio’?
Che gli esami orali e tecnico-pratici si concluderanno entro luglio anche nel caso di migliaia di candidati ammessi?
Perché, alla luce dei tempi impiegati per la precedente tornata, anche questo aspetto meriterebbe chiarezza e trasparenza.”
Continuiamo a chiedere un vero tavolo di lavoro pubblico e trasparente per costruire finalmente un esame coerente con la natura abilitante della professione, con il mercato del turismo e con il rispetto dovuto a chi investe anni della propria vita nella cultura.”
Il Comitato Nazionale Guide Future ha lanciato un flash mob virtuale nazionale per denunciare l’assurdità di una preparazione ridotta a nozionismo accelerato e superficiale. Da tutta Italia, aspiranti guide e professionisti si fotografano ricoperti di post-it con i nomi dei siti del programma d’esame, simbolo di un sapere “appiccicato addosso” in fretta, lontano dalla vera formazione culturale e professionale di una Guida Turistica.
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Comitato Nazionale Guide Future
Presidente Francesca Pannuti
Il Comitato Nazionale Guide Future ha raccolto oltre 5.000 firme verificate a sostegno della richiesta di riforma dell'impianto d'esame, consultabili al seguente link . NE SERVONO ANCORA TANTE CONDIVIDI E FAI FIRMARE!