Petition updateCurare non è un crimine. MEDU chiede la liberazione dei medici di Gaza detenuti da Israele

PHRI - IL GENOCIDIO DI ISRAELE A GAZA CONTINUA UN ANNO DOPO IL COSIDDETTO "CESSATE IL FUOCO"

Ufficio advocacy  MEDURoma, Italia
27 oct 2026

Care colleghe e cari colleghi,

a un anno dall’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, le condizioni necessarie a garantire il diritto alla salute della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza restano gravemente compromesse.

Il sistema sanitario, devastato dalla distruzione delle infrastrutture e dagli attacchi contro strutture e personale medico, non è stato ricostruito. Le restrizioni all’ingresso di medicinali e dispositivi sanitari e gli ostacoli alle evacuazioni mediche continuano a impedire a migliaia di persone di accedere alle cure di cui hanno bisogno.

Per documentare questa situazione, Medici per i Diritti Umani (MEDU) pubblica la traduzione italiana del nuovo rapporto di Physicians for Human Rights Israel (PHRI), Israel’s Genocide in Gaza Persists One Year into the So-Called “Ceasefire”, che analizza le condizioni sanitarie nella Striscia durante il primo anno di cessate il fuoco e denuncia la persistente negazione del diritto alla salute della popolazione palestinese.

I dati riportati nel rapporto restituiscono la gravità della situazione.                                              Alla fine di settembre 2026, almeno 1.422 palestinesi erano stati uccisi e 5.150 feriti dall’inizio del cessate il fuoco, secondo i dati dell’Health Cluster dei territori palestinesi occupati.
Alla fine di maggio 2026, l’OMS aveva verificato 968 attacchi contro strutture e servizi sanitari a Gaza, almeno 143 in più rispetto all’inizio della tregua.
Dei 36 ospedali della Striscia, soltanto 20 sono parzialmente funzionanti e nessuno è pienamente operativo.
Secondo i dati riportati da PHRI, almeno 1.570 persone sono morte in attesa di un’evacuazione medica dall’ottobre 2023.
La carenza di medicinali, apparecchiature e servizi sanitari essenziali compromette ulteriormente l’accesso alle cure, soprattutto per le persone che necessitano di trattamenti continuativi o specialistici. Per chi non può essere curato nella Striscia, l’impossibilità di raggiungere strutture sanitarie adeguate può avere conseguenze drammatiche.

MEDU collabora dal 2009 con Physicians for Human Rights Israel per la promozione e la tutela del diritto alla salute in Palestina e sostiene il lavoro dell’organizzazione nel documentare gli ostacoli all’assistenza sanitaria e nel richiamare l’attenzione internazionale sulla necessità di garantire cure accessibili e sicure alla popolazione palestinese.

La protezione del personale sanitario e il diritto della popolazione ad accedere alle cure sono inseparabili. Garantire quest’ultimo significa consentire l’ingresso di medicinali e forniture mediche, proteggere chi presta assistenza, rendere possibili le evacuazioni mediche e ripristinare servizi sanitari adeguati.

Vi chiediamo di continuare a firmare e condividere la nostra petizione “Curare non è un crimine”. Mantenere alta l’attenzione sulla sorte dei medici palestinesi detenuti e sulla negazione del diritto alla salute a Gaza è fondamentale per rafforzare la nostra richiesta di intervento.

Curare non è un crimine. Proteggere chi cura è un dovere.

Per approfondire:                                                                                                                                                                                                            Leggi il rapporto originale in inglese sul sito di PHRI                                                                                                                         Leggi la traduzione italiana a cura di MEDU

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