

Boom di firme contro gli impianti nocivi e per un nuovo Comune policentrico Atri–Pineto
Oltre 1000 adesioni alla petizione. Cittadini, gruppi e associazioni chiedono scelte coraggiose per difendere salute, ambiente e comunità.
Ha superato quota 1000 firme la petizione lanciata su Change.org per chiedere ai Comuni di Atri e Pineto misure concrete e unitarie contro l’installazione di impianti nocivi per la salute e l’ambiente.
L’iniziativa è nata in seguito all’autorizzazione di un co-inceneritore al confine tra i due Comuni e a un recente incendio in un’industria chimica nella stessa zona. Eventi che hanno generato forte preoccupazione tra i cittadini e riacceso i riflettori sull’assenza di strumenti efficaci per tutelare i territori da decisioni imposte dall’alto.
“Non si tratta solo di dire no a un singolo progetto – dichiara Alessandro Demetrio, primo firmatario della petizione – ma di costruire uno scudo normativo e regolamentare stabile, capace di proteggere nel tempo il territorio, la qualità della vita e il diritto alla salute dei cittadini.”
La mobilitazione ha raccolto il sostegno di singoli cittadini, associazioni, gruppi civici e comitati spontanei. “Le azioni previste si articolano su tre fronti – aggiunge Demetrio - prosecuzione della raccolta firme on-line; organizzazione di incontri pubblici nei territori coinvolti; predisposizione di una bozza di delibera “intelligente”, coerente con le normative vigenti, da proporre all’approvazione dei Consigli comunali.”
“I Comuni non possono più restare spettatori di decisioni che arrivano dall’alto – afferma Roberto Prosperi, altro promotore della petizione – Devono dotarsi di strumenti urbanistici e normativi per difendere i propri cittadini e il proprio futuro. Questa iniziativa non è contro qualcosa o qualcuno, ma al contrario vuole offrire un sostegno popolare alle Amministrazioni e ai Consigli comunali per operare coraggiose scelte di campo”.
La petizione è anche l’occasione per aprire un dibattito sul futuro delle relazioni tra Atri e Pineto. Due città connesse da storia, identità, servizi e criticità ambientali, che secondo i promotori dovrebbero avviare un percorso verso una fusione in un unico Comune policentrico.
“Non si tratta di unire due realtà diverse – prosegue Prosperi – Atri e Pineto sono già, nei fatti, un’unica comunità, separata solo da confini amministrativi. È il momento di superare questa separazione e avviare un percorso coraggioso verso un nuovo Comune moderno e condiviso, che abbia al centro la qualità della vita dei suoi cittadini, capace di parlare con una sola voce quando si tratta di difendere il territorio, la salute e i servizi pubblici.”
L’eco dell’iniziativa ha inoltre superato i confini dei due comuni, suscitando interesse e attenzione anche nella vicina Roseto degli Abruzzi, dove crescono le preoccupazioni per l’impatto ambientale delle scelte in corso e si rafforza il desiderio di cooperazione territoriale in difesa della salute pubblica e della qualità della vita.