

Altamura: tuteliamo il diritto allo studio dei minori e le famiglie
Il problema
Al Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia
Alla Consigliera regionale di Parità della Puglia
Al Presidente della Regione Puglia
Già a marzo 2026 gli organizzatori hanno reso noto che la FESTA MEDIEVALE FEDERICUS si sarebbe tenuta nelle giornate del 2, 3, 4 ottobre. Come da programma disponibile sul sito della Festa, le attività avranno inizio il 2 ottobre alle ore 20.30.
In data 28/29.09.2026, il Sindaco del Comune di Altamura ha adottato l’ordinanza n. 46, avente ad oggetto: FESTA MEDIOEVALE FEDERICUS 2026 - ORDINANZA DI CHIUSURA DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO PER I GIORNI 2 E 3 OTTOBRE 2026. Si precisa che l’ordinanza reca la data del 28 settembre ma risulta firmata digitalmente il 29 settembre. La pubblicazione sull’albo pretorio è avvenuta il 30 settembre.
La decisione suscita forti perplessità, con particolare riferimento alla giornata di venerdì 2 ottobre.
Nei considerando si legge, infatti, che:
l'inizio delle attività in programma per la Festa Medievale “FEDERICUS – Custodi del mondo” è fissato per il giorno 2 ottobre 2026 nelle ore serali […]
in considerazione di tanto la viabilità locale potrebbe subire delle ripercussioni creando problemi di ordine pubblico per cui, per motivi di sicurezza e di opportuna prudenza, e al fine di garantire l'incolumità degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado si rende necessario disporre la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, nella giornata di sabato 3 ottobre 2026, ivi comprese le scuole paritarie.
I citati passaggi fondano, tuttalpiù, l’ordinanza di chiusura per sabato 3 ottobre ma non per venerdì 2 ottobre.
È quindi difficile comprendere quale concreta esigenza di sicurezza renda necessaria la chiusura integrale delle scuole già dalla mattina del 2 ottobre, invece dell’adozione di misure meno invasive e più strettamente collegate agli effettivi problemi di viabilità. Si precisa che le attività delle scuole si svolgono esclusivamente di mattina, dato che il servizio mensa sarà attivo solo dal 5 ottobre.
Perché questa decisione ci preoccupa
1. Il diritto allo studio deve essere tutelato
La scuola non può essere considerata un’attività facilmente sacrificabile.
Il diritto all’istruzione è costituzionalmente tutelato e la chiusura delle scuole dovrebbe rappresentare una misura eccezionale, giustificata da esigenze concrete, documentate e proporzionate.
Nel caso del 2 ottobre le esigenze di sicurezza non sono chiare nè si comprende perché non siano state considerate soluzioni alternative, quali: una diversa regolamentazione del traffico; limitazioni alla circolazione dei veicoli nelle zone maggiormente interessate; modifiche temporanee alla viabilità; una diversa articolazione degli orari scolastici, se realmente necessaria.
Del pari non si capisce perché non siano state individuate modalità meno invasive per tempo, coordinandosi con gli Istituti scolastici e invitandoli, ad esempio, a modifiche del calendario o dell’orario che tenessero conto di eventuali specifiche esigenze (che, si ribadisce, neppure emergono dall'ordinanza).
Questa petizione non intende mettere in discussione la manifestazione Federicus. La questione è un’altra. Un evento noto con largo anticipo (le date dell’evento sono note da marzo 2026) dovrebbe consentire una programmazione adeguata.
La chiusura della scuola dovrebbe costituire l’ultima soluzione, non quella più semplice.
2. La chiusura delle scuole incide anche sulla vita familiare
Chiudere le scuole con un preavviso molto ridotto non significa soltanto interrompere l’attività didattica.
Significa anche trasferire immediatamente sulle famiglie la necessità di organizzare la gestione dei figli minori, in un contesto – quello Altamurano – dove la conciliazione vita -lavoro è già lasciata ampiamente sulle spalle delle famiglie.
L’ordinanza è stata pubblicata all’albo il 30 settembre per produrre effetti già dal 2 ottobre.
Per molti genitori questo significa dover riorganizzare in meno di due giorni lavoro, ferie, permessi, congedi o soluzioni alternative di cura (non sempre disponibili). Per le famiglie con bambini più piccoli il problema è ancora più evidente, specie per coloro che non possono già in via ordinaria contare su una rete familiare o assistenziale alternativa.
3. Il costo della chiusura non può essere trasferito sulle famiglie
Provvedimenti di questo tipo possono incidere in modo particolarmente significativo su chi svolge responsabilità di cura (nella maggior parte dei casi le madri).
Una decisione amministrativa apparentemente neutra può quindi produrre conseguenze concrete sulle lavoratrici e sulle loro possibilità di organizzare l’attività professionale.
La chiusura delle scuole adottata con un preavviso estremamente ridotto può comportare per i genitori danni economicamente valutabili: perdita di giornate lavorative, necessità di utilizzare ferie o permessi, ricorso a servizi di assistenza o baby-sitting, rinuncia ad attività professionali e ulteriori costi sostenuti per garantire la cura dei figli minori.
Tali conseguenze non possono essere considerate un effetto irrilevante della decisione amministrativa. È necessario interrogarsi anche su chi sopporta concretamente il costo della misura e sull’impatto differenziato che essa può produrre sulle lavoratrici e sui lavoratori gravati da responsabilità di cura.
Per questa ragione si chiede espressamente alla Consigliera regionale di Parità di verificare, nell’ambito delle proprie competenze, l’esistenza di eventuali profili discriminatori e, qualora ne ricorrano i presupposti, di valutare ogni iniziativa consentita dall’ordinamento, anche ai fini della tutela risarcitoria dei danni concretamente subiti.
Chiediamo al Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia, alla Consigliera regionale di Parità della Puglia e al Presidente della Regione Puglia, nell’ambito delle rispettive competenze:
1. di valutare la vicenda relativa alla chiusura delle scuole di Altamura, in particolare per la giornata del 2 ottobre 2026;
2. di verificare se tale chiusura sia effettivamente sostenuta da esigenze concrete, attuali e specificamente documentate;
3. di richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare il diritto allo studio dei minori mediante provvedimenti proporzionati;
4. di considerare espressamente gli effetti che decisioni di questo tipo producono sulla vita familiare e sulla conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura;
5. alla Consigliera regionale di Parità della Puglia, di valutare se le conseguenze della chiusura improvvisa delle scuole, incidendo sulle esigenze di conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità di cura, possano determinare o aggravare situazioni di discriminazione, anche indiretta, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori con responsabilità genitoriali e, ove ne ricorrano i presupposti, di valutare l’esercizio delle prerogative attribuitele dalla legge, comprese le iniziative giudiziarie esperibili per la rimozione degli effetti discriminatori e per la tutela, anche risarcitoria, dei soggetti che abbiano subito un concreto pregiudizio;
6. di promuovere per il futuro una programmazione anticipata tra amministrazione comunale, istituzioni scolastiche e soggetti coinvolti, affinché eventi programmati da tempo non determinino chiusure scolastiche decise a ridosso delle date interessate;
7. di favorire, quando possibile, soluzioni alternative alla chiusura completa delle scuole.

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Il problema
Al Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia
Alla Consigliera regionale di Parità della Puglia
Al Presidente della Regione Puglia
Già a marzo 2026 gli organizzatori hanno reso noto che la FESTA MEDIEVALE FEDERICUS si sarebbe tenuta nelle giornate del 2, 3, 4 ottobre. Come da programma disponibile sul sito della Festa, le attività avranno inizio il 2 ottobre alle ore 20.30.
In data 28/29.09.2026, il Sindaco del Comune di Altamura ha adottato l’ordinanza n. 46, avente ad oggetto: FESTA MEDIOEVALE FEDERICUS 2026 - ORDINANZA DI CHIUSURA DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO PER I GIORNI 2 E 3 OTTOBRE 2026. Si precisa che l’ordinanza reca la data del 28 settembre ma risulta firmata digitalmente il 29 settembre. La pubblicazione sull’albo pretorio è avvenuta il 30 settembre.
La decisione suscita forti perplessità, con particolare riferimento alla giornata di venerdì 2 ottobre.
Nei considerando si legge, infatti, che:
l'inizio delle attività in programma per la Festa Medievale “FEDERICUS – Custodi del mondo” è fissato per il giorno 2 ottobre 2026 nelle ore serali […]
in considerazione di tanto la viabilità locale potrebbe subire delle ripercussioni creando problemi di ordine pubblico per cui, per motivi di sicurezza e di opportuna prudenza, e al fine di garantire l'incolumità degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado si rende necessario disporre la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, nella giornata di sabato 3 ottobre 2026, ivi comprese le scuole paritarie.
I citati passaggi fondano, tuttalpiù, l’ordinanza di chiusura per sabato 3 ottobre ma non per venerdì 2 ottobre.
È quindi difficile comprendere quale concreta esigenza di sicurezza renda necessaria la chiusura integrale delle scuole già dalla mattina del 2 ottobre, invece dell’adozione di misure meno invasive e più strettamente collegate agli effettivi problemi di viabilità. Si precisa che le attività delle scuole si svolgono esclusivamente di mattina, dato che il servizio mensa sarà attivo solo dal 5 ottobre.
Perché questa decisione ci preoccupa
1. Il diritto allo studio deve essere tutelato
La scuola non può essere considerata un’attività facilmente sacrificabile.
Il diritto all’istruzione è costituzionalmente tutelato e la chiusura delle scuole dovrebbe rappresentare una misura eccezionale, giustificata da esigenze concrete, documentate e proporzionate.
Nel caso del 2 ottobre le esigenze di sicurezza non sono chiare nè si comprende perché non siano state considerate soluzioni alternative, quali: una diversa regolamentazione del traffico; limitazioni alla circolazione dei veicoli nelle zone maggiormente interessate; modifiche temporanee alla viabilità; una diversa articolazione degli orari scolastici, se realmente necessaria.
Del pari non si capisce perché non siano state individuate modalità meno invasive per tempo, coordinandosi con gli Istituti scolastici e invitandoli, ad esempio, a modifiche del calendario o dell’orario che tenessero conto di eventuali specifiche esigenze (che, si ribadisce, neppure emergono dall'ordinanza).
Questa petizione non intende mettere in discussione la manifestazione Federicus. La questione è un’altra. Un evento noto con largo anticipo (le date dell’evento sono note da marzo 2026) dovrebbe consentire una programmazione adeguata.
La chiusura della scuola dovrebbe costituire l’ultima soluzione, non quella più semplice.
2. La chiusura delle scuole incide anche sulla vita familiare
Chiudere le scuole con un preavviso molto ridotto non significa soltanto interrompere l’attività didattica.
Significa anche trasferire immediatamente sulle famiglie la necessità di organizzare la gestione dei figli minori, in un contesto – quello Altamurano – dove la conciliazione vita -lavoro è già lasciata ampiamente sulle spalle delle famiglie.
L’ordinanza è stata pubblicata all’albo il 30 settembre per produrre effetti già dal 2 ottobre.
Per molti genitori questo significa dover riorganizzare in meno di due giorni lavoro, ferie, permessi, congedi o soluzioni alternative di cura (non sempre disponibili). Per le famiglie con bambini più piccoli il problema è ancora più evidente, specie per coloro che non possono già in via ordinaria contare su una rete familiare o assistenziale alternativa.
3. Il costo della chiusura non può essere trasferito sulle famiglie
Provvedimenti di questo tipo possono incidere in modo particolarmente significativo su chi svolge responsabilità di cura (nella maggior parte dei casi le madri).
Una decisione amministrativa apparentemente neutra può quindi produrre conseguenze concrete sulle lavoratrici e sulle loro possibilità di organizzare l’attività professionale.
La chiusura delle scuole adottata con un preavviso estremamente ridotto può comportare per i genitori danni economicamente valutabili: perdita di giornate lavorative, necessità di utilizzare ferie o permessi, ricorso a servizi di assistenza o baby-sitting, rinuncia ad attività professionali e ulteriori costi sostenuti per garantire la cura dei figli minori.
Tali conseguenze non possono essere considerate un effetto irrilevante della decisione amministrativa. È necessario interrogarsi anche su chi sopporta concretamente il costo della misura e sull’impatto differenziato che essa può produrre sulle lavoratrici e sui lavoratori gravati da responsabilità di cura.
Per questa ragione si chiede espressamente alla Consigliera regionale di Parità di verificare, nell’ambito delle proprie competenze, l’esistenza di eventuali profili discriminatori e, qualora ne ricorrano i presupposti, di valutare ogni iniziativa consentita dall’ordinamento, anche ai fini della tutela risarcitoria dei danni concretamente subiti.
Chiediamo al Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia, alla Consigliera regionale di Parità della Puglia e al Presidente della Regione Puglia, nell’ambito delle rispettive competenze:
1. di valutare la vicenda relativa alla chiusura delle scuole di Altamura, in particolare per la giornata del 2 ottobre 2026;
2. di verificare se tale chiusura sia effettivamente sostenuta da esigenze concrete, attuali e specificamente documentate;
3. di richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare il diritto allo studio dei minori mediante provvedimenti proporzionati;
4. di considerare espressamente gli effetti che decisioni di questo tipo producono sulla vita familiare e sulla conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura;
5. alla Consigliera regionale di Parità della Puglia, di valutare se le conseguenze della chiusura improvvisa delle scuole, incidendo sulle esigenze di conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità di cura, possano determinare o aggravare situazioni di discriminazione, anche indiretta, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori con responsabilità genitoriali e, ove ne ricorrano i presupposti, di valutare l’esercizio delle prerogative attribuitele dalla legge, comprese le iniziative giudiziarie esperibili per la rimozione degli effetti discriminatori e per la tutela, anche risarcitoria, dei soggetti che abbiano subito un concreto pregiudizio;
6. di promuovere per il futuro una programmazione anticipata tra amministrazione comunale, istituzioni scolastiche e soggetti coinvolti, affinché eventi programmati da tempo non determinino chiusure scolastiche decise a ridosso delle date interessate;
7. di favorire, quando possibile, soluzioni alternative alla chiusura completa delle scuole.

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Petizione creata in data 1 ottobre 2026