Dedichiamo ai "Piccioccus de Crobi" la piazza davanti al loro caro Asilo Marina e Stampace

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.


Ultimamente a Cagliari sono stati dedicati spazi pubblici, nuovi o finora senza nome, a tante persone celebri e non, persone che hanno scritto la storia di Cagliari come anche persone che con Cagliari hanno avuto poco a che vedere. C'è un luogo, a Cagliari, ancora privo di un nome: è un semplice slargo triangolare all'incrocio tra via Baylle e via Savoia, eppure è un luogo dove è stata scritta una delle pagine più toccanti e significative della storia cittadina: qui infatti sorgono l'Oratorio di N.S. d'Itria e l'attiguo Asilo Marina e Stampace dove la Beata Suor Giuseppina Nicoli e Suor Maria Teresa Tambelli (le cui spoglie sono state recentemente traslate dal Cimitero di Bonaria proprio all'interno dell'Oratorio di N.S. d'Itria, dove ora riposano accanto a quelle di Suor Nicoli) accudirono i "Piccioccus De Crobi", i poverissimi bambini cagliaritani che per cercare di sopravvivere nella loro situazione di indigenza vivevano faticando tutto il giorno nel trasportare sul capo le grandi ceste (in Sardo, appunto, "is Crobus"), cariche delle spese fatte dalle signore cagliaritane, dal vicino Mercato Civico fino alle case delle persone che commissionavano loro il trasporto. La notte molti di loro, orfani, non avendo una casa erano costretti a dormire all'addiaccio, in strada, vicino al mercato o nei pressi del porto. L'opera delle due Madri della Marina, Suor Nicoli e Suor Tambelli, salvò tantissimi di questi bambini da una vita di povertà, di miseria, e di ignoranza: li sfamarono, li vestirono, li istruirono. In parole povere, li accudirono come Madri vere e proprie. Per Donne come loro, la beatificazione è il maggior riconoscimento che sia stato conferito, giustamente. Ma ai Piccioccus De Crobi spetta un riconoscimento che possa, in qualche modo, risarcirli della loro infanzia negata, della povertà in cui vissero e soprattutto dell'indifferenza nella quale spesso erano relegati e da cui solo l'opera delle due Madri li redense. Per questo sarebbe un gesto nobile e importante dedicare loro proprio la piazzetta da cui accedevano alla Casa che li accolse con tanto amore: uno spazio che li renda nuovamente vicini alle loro Madri d'adozione.
La speranza è che questa richiesta venga accolta. E chissà, magari un giorno un qualche artista vorrà donare una scultura che rappresenti uno di questi "monelli" nel'atto di ammirare il suo Asilo, il suo accogliente nido... Facciamo qualcosa di importante per ricordare questi bambini: facciamo conoscere questa richiesta e partecipiamo con una firma. Per Loro, e per noi.