
da [autismo-biologia]:
Il 3 giugno scorso scrivevo:
Una mamma presidente di un’associazione ANGSA provinciale scrive “io posso dire di avere un sostegno Sociale, ma dalla Sanità ho prestazioni inefficaci e pretestuose”.
La mamma di un trentenne con gravi comportamenti dirompenti scrive “Ho chiesto allo psichiatra …. se poteva ricoverarlo per tarare la terapia farmacologica e mi ha risposto: " mi dispiace, purtroppo i reparti psichiatrici non sono adatti” e le ha indicato un centro lontanissimo che notoriamente accetta solo utenti della sua regione.
Ad un adulto con disturbo dello spettro autistico ed epilessia è stato prescritto un farmaco che era efficace per l’epilessia, ma che dava un’insonnia gravissima che teneva sveglia tutta la famiglia. Il neurologo, edotto della cosa, ha detto di continuare. Evidentemente l’insonnia non la considerava di sua competenza.
”Quello che dice lo psichiatra alla mamma del trentenne" mi dispiace, purtroppo i reparti psichiatrici non sono adatti” è vero. Ma i reparti adatti dove sono? Fino a qualche anno fa non esistevano. Gli adulti con autismo, anche quelli con gravi psicopatologie coesistenti, erano figli di nessuno. Gli psicofarmaci erano l’unico rimedio che veniva profuso, talvolta a piene mani, spesso con effetto paradosso.
Ancora oggi in molte regioni italiane gli adulti con autismo non trovano risposte adeguate nei servizi e sono abbandonati alle famiglie. Non così nell’AUSL di Bologna dove, nel 2017, è stato istituito il “Programma Integrato Disabilità e Salute”. E’ partito con: una psichiatra, la Dottoressa Rita Di Sarro, e una educatrice, la Dottoressa Ingrid Bonsi, più un’assistente sociale a mezzo servizio. Ora il gruppo è stato potenziato con la presenza di psicologi e analisti del comportamento.
La constatazione dell’esistenza di gravi comportamenti problema in molti adulti con autismo ha portato gli operatori a intessere rapporti internazionali, in particolare con l’équipe del Kennedy Krieger Institute di Baltimora, e ad istituire servizi a ciò dedicati: la Residenza comportamentale San Martino e l’ambulatorio comportamentale Paolo Testa.
I comportamenti problema vengono inquadrati sempre in tandem: dall’analista del comportamento e dal medico. Gli psicofarmaci, quando somministrati, lo sono nell’ambito di un inquadramento psicopatologico mirato, come si evince dai due esempi riportati nelle slide che la Dottoressa Di Sarro ha portato al convegno del 28 febbraio scorso
Quanto scritto in modo esaustivo sui comportamenti problema nella linea guida pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso ottobre
è stato oggetto di riflessione prima e di presa in carico poi molto prima della pubblicazione del documento. Questo da parte delle AUSL di Cuneo e di Bologna, come è stato ben descritto al convegno dal Dottor Arduino e dalla Dottoressa Di Sarro. Ora che i problemi degli adulti con autismo stanno finalmente emergendo, le buone pratiche già esistenti non devono più restare isolate. Esse devono diventare prassi comuni in tutte le AUSL d’Italia. Non deve più succedere che uno psichiatra dica a una mamma disperata “i reparti psichiatrici non sono adatti” senza dare nessuna indicazione su quali reparti sono adatti per un figlio trentenne che quotidianamente sbatte la testa contro il muro.
La relazione della Dottoressa Rita Di Sarro si puo’ ascoltare integralmente nell’ambito del video del convegno del 28 febbraio al link
https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1Spf0ol6c6WxkP5SAuIg4eOHmAmCF6dOb
a partire da 4:28:13
Buon ascolto
Daniela Mariani Cerati
Associazione per la ricerca sull'autismo Cimadori - APRI ODV ETS
____________________________________________________________________
Condividi la nostra petizione con i tuoi contatti di WhatsApp cliccando su questo link
____________________________________________________________________
DESTINA AD APRI IL TUO 5x1000 A te non costa nulla ma per noi vale molto
92027220372 è il nostro codice fiscale
Il legislatore ha previsto una serie di “riconoscimenti fiscali” per premiare chi finanzia le attività di meritevole interesse generale, pertanto, ogni erogazione liberale in nostro favore, secondo quanto contenuto nel D.lgs. 117/2017 agli art. 83 e 104 comma 1, è
● per le persone fisiche:
- detraibile dall’imposta lorda ai fini IRPEF per un importo pari al 35% dell’erogazione liberale effettuata, sino ad un tetto massimo di Euro 30.000,00 all’anno;
- deducibile dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato senza alcun limite fisso.
● per le imprese:
- deducibile dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato senza più alcun limite fisso.
Ccb n. 000002759634 UNICREDIT, Piazza Aldrovandi 12/a, Bologna IBAN IT22N0200802457000002759634
Conto corrente postale n.606400