

Dipingere il mondo con un arcobaleno: Jessica Park
Se di Donald possiamo ricostruire l’intera vita, durata 89 anni,
http://autismo33.it/.../autismo.../2023-June/004975.html
di Jessica Park, che ora ha 65 anni, possiamo ricostruire i primi anni di vita e parte della vita adulta, raccontate in due libri dalla madre Clara Claiborne Park:
L’assedio
https://www.ibs.it/assedio-primi-cinque.../e/9788834007297
e Via dal Nirvana
https://www.ibs.it/via-dal-nirvana-vita.../e/9788834013618
I due libri sono molto utili in quanto l’educazione che Clara ha impartito a Jessica è esemplare e ha molto da insegnare a chi si trova in situazioni simili.
Jessica ha una disabilità della comunicazione sociale molto profonda, ma ha anche grandi doti nel campo dell’arte
https://www.ilnostrodomani.org/.../jessica-park-quando.../
https://folkart.org/mag/jessica-park
La madre però non ha voluto che Jessica si desse alla pittura a tempo pieno, ma ha trovato per lei un lavoro come impiegata in un ufficio postale, ritenendo, al pari dei genitori di Donald, che un lavoro a fianco di altre persone, con orari e ritmi prestabiliti, fosse utile per la qualità di vita della sua Jessica.
La madre descrive i grandi progressi di Jessica, ma anche le caratteristiche dell’autismo che permangono anche in età adulta e coesistono con le doti e che devono essere contrastate per non rischiare di ritrovarsi con l’antica Jessy che passava ore e ore a dondolarsi senza creatività e senza socialità
Copiamo da “L’assedio, pag. 241”
23 anni
Ma alla fine le cose da fare si esauriscono, e se nessuno è
disponibile per introdurla a qualche nuova attività e per condividerla
con lei, ci accorgiamo che l’antica Jessy è sempre là: se ne sta a
faccia sotto sul suo letto, ma con gli occhi spalancati, a metà del
pomeriggio, oppure oscilla sulla sua sedia a dondolo (l’unico posto dove
è consentito dondolarsi), troppo forte se non la fermiamo, oppure al
buio. In questi momenti la prospettiva di quello che avrebbe potuto
essere di lei, di ciò che ancora potrebbe essere se il mondo la
abbandonasse, diventa tremendamente reale.
Progressi enormi ma permane il rischio di regressione alla primitiva condizione.
Il rischio è ben noto alla madre, che sa come prevenirlo tenendola sempre occupata perché non si abbandoni alle stereotipie.
• Donald fa il cassiere in banca
• Jessy lavora in un ufficio postale
Le due famiglie, colte e ricche, hanno optato per un inserimento lavorativo in ambienti di lavoro normali anche se i figli potevano vivere di rendita Il lavoro ha tante valenze positive: la soddisfazione di vedere il risultato del proprio lavoro, qualunque esso sia, l’incontro con altre persone con le quali possono nascere belle amicizie, un fattore che dà un ritmo alla giornata e aumenta l’autostima, un valido motivo per
alzarsi alla mattina, oltre naturalmente alla soddisfazione dello stipendio alla fine del mese.
Se questo è valido per tutti, lo è molto di più per chi ha poche risorse. Chi infatti ha cultura, interessi, amici, fantasia e soldi, sa benissimo come passare piacevolmente il tempo anche senza lavorare, ma questo non vale per chi non ha queste fortunate caratteristiche.
Quello che Donald e Jessica hanno ottenuto grazie all’intelligenza e alle possibilità delle due rispettive famiglie, dovrebbe essere realizzato per tutte le persone con autismo dalle pubbliche Istituzioni
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