38.294 firme

Paolo arriva a Sanremo: il suo messaggio di perdono sull'Ariston

Nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2024, tra Alassio e Albenga, Paolo Sarullo sta tornando a casa con un amico quando un gruppo di giovani, tra cui un minorenne, gli porta via il monopattino. Quando va a riprenderlo, un pugno lo fa cadere all'indietro e batte la testa sull'asfalto. Seguono un'emorragia cerebrale, tre mesi di coma e una diagnosi di tetraplegia. Paolo sceglie di perdonare chi lo ha aggredito e attorno alla sua storia nasce la Fondazione Uniti per Paolo, impegnata contro la violenza giovanile.

“Un traguardo immenso perché il messaggio di Paolo, un messaggio di perdono, di non violenza, di speranza, arriverà davanti a milioni di persone. E questo è stato possibile grazie a voi.”

rossella lamarra, promotore della petizione

Il suo desiderio è portare quel messaggio dove lo ascolta l'Italia intera. Il 2 gennaio 2026 Rossella Lamarra lancia una petizione per chiedere al Festival di Sanremo di dargli quello spazio: non un premio personale, ma un palco per parlare di perdono, di non violenza e di programmi educativi nelle scuole. Firmano oltre 38.000 persone.

Il 26 febbraio 2026, nella terza serata del Festival, Paolo interviene in diretta dal Centro Santa Maria dei Poveri della Fondazione Don Gnocchi di La Spezia, dove segue la riabilitazione. Carlo Conti gli chiede se ha perdonato i suoi aggressori: un lungo applauso accompagna il suo «Sì». «Vorrei dire loro che non deve più accadere a nessuno», aggiunge. In quei giorni, secondo il centro che lo segue, Paolo respira in autonomia, parla, mangia da solo e cammina per brevi tratti con un deambulatore. La promotrice riferisce anche l'impegno di Carlo Conti a fare il possibile perché il prossimo anno Paolo possa salire su quel palco di persona.

Dai un'occhiata alla petizione per scoprire perché ha avuto così tanto successo.

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