Nessy e Aisha: riportiamo in Italia mamma e figlia!
Nessy Guerra, giovane madre di Sanremo, e sua figlia Aisha sono cittadine italiane bloccate in Egitto. Dopo la separazione dall'ex marito, un italiano di origine egiziana, i giudici hanno imposto su sua richiesta un divieto di espatrio alla bambina, oggi al centro di una causa per l'affidamento. Lui ha denunciato Nessy per adulterio, reato in Egitto ma non più in Italia: il 19 febbraio 2026 è stata condannata in primo grado e il 28 aprile la condanna a sei mesi di carcere è stata confermata in appello.

“Ogni nuova firma e ogni condivisione tengono accesi i riflettori e ricordano alle istituzioni che non abbiamo dimenticato Nessy e Aisha.”
Roberta Rei, promotore della petizioneIl 20 gennaio 2026 Roberta Rei, giornalista delle Iene che aveva raccontato la loro storia in tv, lancia una petizione su Change.org per chiedere alle istituzioni italiane di riportarle a casa. In tre giorni supera le 6.000 firme, a fine aprile sfiora le 50.000. Il 26 maggio la petizione arriva alla Camera, in una conferenza stampa con cinque gruppi politici che accompagna l'interrogazione della deputata Stefania Ascari al ministro degli Esteri. La Farnesina segue il caso con l'ambasciata al Cairo, il ministro Tajani ne parla con l'omologo egiziano e a luglio l'Italia consegna alle autorità egiziane una richiesta formale di grazia presidenziale. Oggi le firme sono quasi 56.000.
Il 1° luglio Nessy viene portata in una stazione di polizia e rilasciata dopo l'intervento del governo italiano; da allora, riferisce la sua difesa, non può lasciare casa. Il ricorso contro la condanna è pendente davanti alla Cassazione egiziana e non ha ancora una data. A settembre l'ex marito le fa recapitare un documento in cui le propone di risposarlo e, in caso di rifiuto, chiede che venga incarcerata e che Aisha sia consegnata alla nonna paterna. Il 7 ottobre è fissata la nuova udienza sull'affidamento della bambina.
Dai un'occhiata alla petizione per scoprire perché ha avuto così tanto successo.