memoria Matteo coveri 12092026


secondo sabato del Memoria Matteo Coveri torneo per i ragazzi giovani 12/09/2026 finali e premiazione ! con il sindaco , Universita' di Firenze ecc.
una prima giornata spumeggiante piena di Patos e di divertimento e' un torneo che fa iniziare i ragazzi a giorcare a 11 come si dice il primo torneo di passaggio dai 9 giocatori agli 11 con una terna arbitrale ecc. inizio di un percorso diverso e servono questi stimoli ai giovani di oggi vi racconto la storia di Matteo ma non il mio Matteo che voleva guarire gli amici ma : di un'altro Matteo
Tifa Holland, dribbla la disabilità. Matteo e il calcio dei più fragili. La scommessa dell’Olmoponte
Holland nel cuore, sulla maglietta, nel gesto di esultanza dopo il gol. Matteo "sente" il campo, la palla, la rete. Il calcio è un pezzo fondamentale del suo mondo, un universo difficile nel quale la sindrome di down è rinchiusa in un cassetto. Sul campo di gioco, Matteo e i suoi compagni di squadra sono soltanto il Calcio Champagne dell’Olmoponte Arezzo. Malattie, disturbi, disagi: tutto roba in fuorigioco. In questo rettangolo ci sono solo ragazzi che giocano al calcio, tutti con la stessa passione, ognuno con la sua storia. Ecco quella di Matteo, 15 anni, un fratello più piccolo, una sorella più grande, genitori attenti, pronto a sedere sui banchi del liceo psico pedagogico di Arezzo.
"Il calcio mi è sempre piaciuto. Lo guardavo in tv e fin da piccolo giocavo con mio fratello Francesco". Malattia contagiosa: tifoso il padre, tifoso il nonno. "Loro sono per il Milan ma io per la Juventus". Un elenco dettagliato di giocatori preferiti: "Vlahovic, Danilo ma soprattutto Holland".
Il passaggio dai calci al pallone sotto casa a una squadra vera e propria, si verifica grazie a due amici che lo introducono all’Olmoponte di Arezzo e quindi al progetto Calcio Champagne. Cosa sia lo spiega il suo ideatore Gianluca Livi: "Nel 2022 lo proposi alla Società: la domanda dei genitori e delle famiglie era forte. Oggi abbiamo due squadre: una per gli over 16 (Calcio Champagne) e l’altra per i ragazzini fino a questa età (Dream Team). I giovani calciatori, una decina nei primi mesi del 2022, sono oggi più di 50: fragili, svantaggiati, con disabilità". Matteo fa anche nuoto ma il calcio è la sua vera passione. "Quando sono arrivato qui volevo imparare tutto: dribbling, palleggi, tiro in porta. Non ho ancora un ruolo definito anche se la difesa è la zona dove meno mi piace giocare. Mi alleno duegiorni alla settimana, un’ora alla volta".
Mamma Annamaria provvede ai trasferimenti dalla casa nel comune di Monte San Savino al campo di Arezzo. E’ abituata a fare i conti con il calcio, passione del marito ma anche dell’altro figlio, Francesco, che gioca nel Sansovino da 6 anni. "In questo ambiente – commenta - non ci sono gli eccessi che vediamo ad altri livelli del calcio. Qui c’è spirito di squadra, i ragazzi imparano a collaborare, capiscono il significato profondo dello sport".
Matteo afferma che accetta volentieri le sconfitte sul campo: "L’mportante è giocare e partecipare". Il suo allenatore fa un atto di fede e gli crede. Il calcio è per Matteo un’esperienza che non esclude nulla: lo vede in tv e lo gioca sul campo nonché sul videogame, ha un posto in tribuna per vedere l’Arezzo, ha i suoi giocatori di riferimento e di loro conosce ogni gesto o, meglio, quello che gli addetti ai lavori chiamano esultanza. Al primo posto quello di Holland. Ha un’infinità di magliette con i nomi dei suoi idoli e in questo segue le orme del padre che ha conservato quelle di Italia 90. Ha il video gioco della FIFA che condivide con il fratello: "Tra poco dovrebbe uscire l’edizione che ha anche l’Arezzo, passata quest’anno in serie B". Matteo e i suoi compegni di squadra continuano ad allenarsi e a fare partite. Il sogno è quello che delinea l’allenatore Livi: "Vorremmo un regolare campionato riconosciuto dalla Figc. In questo modo non faremmo più solo testimonianza".
Mamma Annamaria guarda il figlio con il pallone e la maglia di Holland: non è un bambino diverso, è un piccolo calciatore. Un passo avanti non solo per lui ma per tutta la società. Le prossime sfide saranno più difficili: le superiori, l’università, il lavoro. Il sorriso assume una sfumatura di preoccupazione.