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Petitioning Presidente della Commissione di vigilanza RAI

Corretta informazione religiosa alla radio e in TV sia garantita a tutti

I promotori del Convegno “Islamofobia in Italia?”, svoltosi a Firenze il 25 ottobre 2015 nell’ambito del progetto denominato “Disabilita il pregiudizio”, rivolgono un

Appello al presidente della Commissione di vigilanza RAI affinché una corretta informazione religiosa alla radio e in TV sia garantita a tutti

 

Nell’art. 3 del Testo unico della radiotelevisione (rubricato “Principi generali in materia di informazione e di ulteriori compiti di pubblico servizio nel settore radiotelevisivo”),   si legge:

 “Sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, la tutela della libertà di espressione di ogni individuo, inclusa la libertà di opinione e quella di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza limiti di frontiere, l'obiettività, la completezza, la lealtà e l'imparzialità dell'informazione, l'apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose.

Ai sensi dell’art. 7 del Testo unico della radiotelevisione “L'attività di informazione radiotelevisiva, da qualsiasi emittente o fornitore di contenuti esercitata, costituisce un servizio di interesse generale ed è svolta nel rispetto dei principi di cui al presente capo”.

L’atto di indirizzo sul pluralismo informativo adottato dalla Commissione parlamentare di vigilanza nel 1997 ed ancora in vigore, sotto la voce “Pluralismo etnico e religioso”, dispone che: “La presenza nel nostro Paese di etnie e di fedi diverse, sia autoctone che proprie di consistenti comunità extraeuropee rende ancor più importante l'impegno del servizio pubblico contro ogni forma di razzismo e a favore di atteggiamenti positivi. Va potenziato lo sforzo comunicativo teso a riconoscere e a valorizzare le diverse tradizioni religiose presenti nel nostro Paese e a favorire la reciproca conoscenza delle diverse culture.”

Ma la realtà è ben diversa, come è ben documentato nel  IV Rapporto sulle confessioni religiose e tv, pubblicato nel maggio scorso dal trimestrale Critica liberale. Questo rapporto presenta i dati relativi agli spazi concessi dalle reti Rai, Mediaset e La7 nel periodo compreso tra settembre 2013 e agosto 2014. Enzo Marzo (direttore di Critica liberale) ha dichiarato: “Ai non cattolici spazi da ‘prefisso telefonico'. Si tratta di dati elaborati dalla stessa società, la Geca Italia, che usa Agcom, quindi, al di sopra di ogni sospetto di manipolazione".  Infatti, a fronte di una presenza cattolica (tra rubriche religiose, eventi religiosi, spettacoli e informazione) pari a 291 ore e 27 minuti , si è riscontrata una presenza protestante di 42 ore e 6 minuti, ebraica di 36 ore e 9 minuti, musulmana di soli 7 minuti e 39 secondi (per una sintesi ampia del rapporto si veda anche l'articolo su Il fatto quotidiano di Eleonora Bianchini del 25 maggio 2015).

Ma il dato più sconfortante è che l'Islam è spesso citato nel contesto di situazioni di guerra e di violenza, senza che ci sia lo sforzo - particolarmente grave nel caso del servizio pubblico - di bilanciare tale prospettiva di disperazione, povertà e violenza con uno sguardo più completo e bilanciato sulla presenza dell'Islam nel mondo e in Italia in particolare.

Consapevoli che per abbattere i pregiudizi, è importante che i mezzi di comunicazione di massa offrano una visione più completa ed equilibrata delle fedi religiose, crediamo che soprattutto la RAI, come servizio pubblico, debba adoperarsi per meglio rappresentare il pluralismo religioso ormai radicato nel nostro Paese. In particolare, dal momento che ormai si considera l'Islam la seconda religione nel nostro Paese  (si calcola che siano almeno 1.650.000 i musulmani in Italia), è fondamentale offrire un'immagine di questa religione in maniera più completa, sistematica ed equilibrata rispetto a quanto (non) si è fatto finora nei palinsesti radiotelevisivi della RAI. Ciò è indispensabile per una più serena convivenza nel nostro Paese di fedi e culture diverse, un impegno che dobbiamo innanzitutto alle future generazioni di italiani, che dobbiamo strappare alla logica della paura e del sospetto verso il "diverso". 

Gli Enti promotori:

Radio Voce della Speranza
Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa 
Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno
Facoltà Avventista di teologia

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  • Presidente della Commissione di vigilanza RAI

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