Petition updateLibertà di stampa a rischio: le false rivendicazioni copyright contro Rumore Popolare.

RUMORE POPOLARE - CONFERENZA STAMPA 7 OTTOBRE 2026

Stefano …Italy
Oct 12, 2026

La nostra conferenza stampa: smascheriamo il copyright warfare.
LINK AL VIDEO:  https://youtu.be/3-tL4O-gsSk?si=Y8niLNEoEFjqRZfz

Il 7 ottobre 2026, presso il Circolo GAP (ARCI) di via dei Sabelli 23, a Roma, abbiamo tenuto una conferenza stampa per raccontare pubblicamente ciò che stiamo subendo da mesi: un attacco coordinato e sistematico per mettere a tacere la nostra voce e cancellare il nostro lavoro.

In questo video trovi l'intervento completo. Abbiamo spiegato cos'è il copyright warfare, come funziona, chi lo pratica e perché riguarda tutti noi. Abbiamo risposto alle domande dei giornalisti presenti e abbiamo illustrato il nostro piano d'azione per il futuro.

🔍 Cos'è il copyright warfare?

È l'uso strumentale e fraudolento del diritto d'autore per censurare contenuti scomodi. Non è una disputa legale: è una tecnica di censura privata che sfrutta le falle dei sistemi di moderazione automatica delle piattaforme digitali.

Ecco come funziona:

• Notifiche false: Si inviano segnalazioni di violazione del copyright basate su codici di registrazione inventati, opere inesistenti, identità fittizie e email usa-e-getta.
• Automazione: Le notifiche sono generate da script e bot, non da esseri umani. Arrivano a raffica, spesso di notte, per saturare la capacità di risposta della vittima.
• Asimmetria: Le piattaforme rimuovono i contenuti in modo automatico, senza verificare la fondatezza della segnalazione. L'onere della prova ricade interamente su chi subisce la rimozione.
• Effetto dissuasivo: L'obiettivo non è solo cancellare un video, ma spaventare, intimidire e spingere all'autocensura.

📌 Il nostro caso

"Rumore Popolare" è un piccolo canale d'inchiesta indipendente: due persone, un giornalista e un videomaker, meno di 5.000 follower in totale. Eppure, tra il 1° agosto e il 1° ottobre 2026, abbiamo subito 9 rimozioni video per presunte violazioni del copyright. Tre strike in meno di 24 ore. Rischio concreto di chiusura del canale.

Tutte le notifiche erano false:
• Stessi codici di registrazione inventati (registro US Copyright, codici ISWC, UPC) riciclati per video completamente diversi.
• Email gratuite Outlook, non domini aziendali.
• Formato grafico identico, generato da template automatici.

È la prova che non siamo davanti a un contenzioso legale, ma ad un attacco automatizzato.

🌍 Non è un caso isolato

La stessa tecnica è stata usata contro:
• Investigate Europe: oltre 60 DMCA false per de-indicizzare l'inchiesta "Shady Bets" dai risultati di Google in tutta Europa. La vicenda è finita in un'interrogazione parlamentare europea (P-002235/2025).
• Monitori (Georgia): canale YouTube cancellato da 3 reclami fittizi. Un intermediario indiano ha ammesso di averlo fatto per 3.000-5.000 dollari.
• Meydan TV (Azerbaigian), Netra News (Bangladesh), Radio Azattyq (Kazakistan): account sospesi, archivi distrutti, inchieste cancellate.
• Attivisti in Albania e Tanzania: campagne coordinate di segnalazioni false per sospendere profili durante le proteste.

💰 Il mercato nero della censura

Esiste un mercato clandestino del takedown:
• Fino a 5.000 dollari per la cancellazione completa di un canale YouTube.
• 80-1.800 dollari per la rimozione di singoli post o articoli.
• Manovalanza reclutata su Fiverr e Upwork a 40-50 dollari per reclamo.

La censura è diventata un servizio commerciale, accessibile a chiunque abbia soldi e voglia di far sparire una voce scomoda.

⚖️ Perché riguarda tutti

Il copyright non è più uno strumento di tutela della creatività: è diventato un'arma di censura. E nessuno è immune:
• Giornalisti e creator indipendenti.
• Attivisti e organizzazioni della società civile.
• Esponenti politici e organi di partito.
• Sindacati, associazioni, comitati civici.

Se succede a un canale con meno di 5.000 follower, può succedere a chiunque.

📢 Cosa chiediamo

• A YouTube: annullamento degli strike e ripristino dei video; status di protezione rafforzata per testate e giornalisti verificati; tracciabilità dei reclamanti; perseguimento degli abusivi.
• Ad AGCOM: procedimenti sanzionatori per abuso dei sistemi automatici di rimozione.
• Al Parlamento Italiano ed Europeo: riforma anti-SLAPP estesa ai procedimenti nazionali; sanzioni per le Big Tech che applicano rimozioni arbitrarie.
• All'Ordine dei Giornalisti e alla società civile: sostegno formale e attenzione sul caso.

✊ Come puoi aiutarci

Conitnua a far condividere la petizione: https://www.change.org/rumorepopolare
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Se sei un giornalista, un politico, un attivista o semplicemente una persona che crede nella libertà di stampa, unisciti a noi.
La libertà di stampa non è un privilegio: è il diritto di tutti noi a sapere.

🔗 Link utili:
• Petizione: https://www.change.org/rumorepopolare
• Sito: https://www.rumorepopolare.it
• Email: pressrelease@rumorepopolare.it

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