Puoi contribuire a far conoscere i sette impegni a più persone possibile


Ciao,
in Italia milioni di persone continuano a vivere senza un accesso adeguato alle cure. Lo conferma l'ultima relazione di Agenas: nei primi nove mesi del 2026, 3,2 milioni di prime visite ed esami diagnostici sono andati oltre i tempi massimi previsti. Tre milioni e duecentomila volte in cui qualcuno ha aspettato più di quanto la legge gli garantisce. E già nel 2024, 5,8 milioni di persone avevano rinunciato a una visita o a un esame di cui avevano bisogno, per il costo o per le liste d'attesa.
Chi non è più autosufficiente, e chi se ne prende cura in famiglia, resta in gran parte solo: la Prestazione universale, l'unica misura nazionale, ha raggiunto poco più di duemila persone in tutta Italia, e il 31 dicembre scade.
La spesa sanitaria pubblica è ferma attorno al 6,4 per cento del PIL, e il governo l'ha programmata così fino al 2029. Nello stesso tempo la spesa militare, secondo l'Osservatorio Mil€x, sfiora i 34 miliardi di euro. Nel bilancio dello Stato le armi sono un investimento; la cura delle persone è una voce di costo.
Insieme ai comitati e alle associazioni che hanno aderito, tra cui il Comitato 16 Novembre, la Fondazione Spazio Legalità e il Tavolo No Autonomia Differenziata, non abbiamo mai smesso di lavorare perché questa scelta venga rovesciata.
Per questo abbiamo raccolto le nostre richieste in «La cura non è un costo. È un diritto!», una petizione che chiede a parlamentari, consiglieri regionali e a chi si candiderà alle prossime elezioni di impegnarsi pubblicamente a:
Istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza, pubblico e universale
Garantire assistenza piena nella disabilità grave e gravissima, anche a domicilio
Rifinanziare il Servizio Sanitario Nazionale, fino al 7,5 per cento del PIL entro il 2030
Riconoscere per legge il caregiver familiare
Assumere personale e retribuire in modo giusto chi lavora nella cura
Garantire la vita indipendente: nessuno deve finire in un istituto per mancanza di alternative
Fermare l'autonomia differenziata in sanità
Se hai già firmato, hai scelto di non restare in silenzio e di schierarti per la difesa di un diritto che la Costituzione riconosce a tutte e tutti. Se non l'hai ancora fatto, puoi farlo adesso.
Ora puoi fare un passo in più: aiutarci a diffondere le nostre richieste.
Condividi la petizione con altre persone: più persone sapranno che la cura non è una spesa da tagliare, più peso avranno le nostre richieste. Il 3 dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, inizieremo a consegnare le firme ai destinatari, perché è in quelle settimane che il Parlamento approva la legge di bilancio. La raccolta però resta aperta fino al 31 gennaio 2027, e ogni firma che arriverà dopo andrà ad aggiungersi alle altre.
DIFFONDI LA CAMPAGNA
https://c.org/N8rPmcjshB
Il video della campagna, 90 secondi
https://mariosommella.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/10/la-cura-non-e-un-costo-filmato-16.mp4
I sette impegni, il documento integrale
https://mariosommella.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/10/la_cura_non_e_un_costo_sette_impegni.pdf
Il libro-inchiesta «La cura negata. Anatomia dell'abbandono», scaricabile gratis
https://mariosommella.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/la-cura-negata.pdf
P.S. Nei prossimi mesi continueremo a raccontarti le iniziative della campagna, le occasioni per mobilitarti e le risposte, e i silenzi, di chi ha ricevuto i sette impegni.
Mario Sommella