Chiudiamo il Museo Lombroso

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Meridionali come esseri biologicamente inferiori, semibarbari o barbari incompleti, con uno sviluppo cranico diverso dagli altri popoli, che li porta a delinquere. Descritti così nei libri di Cesare Lombroso, lo pseudo-scienziato che “teorizzò” l’inferiorità dei meridionali. E i crani con le famose “fossette occipitali mediane” a supporto delle sue teorie in bella mostra in un museo a lui dedicato, a Torino. 

Nonostante però le sue teorie basate sulla fisiognomica, siano ormai da tempo riconosciute come false e senza fondamenti scientifici, quel museo, un simbolo di vergogna è ancora aperto e mostra al suo interno centinaia di crani, diversi scheletri e ricostruzioni di volti in cera, molti dei quali trafugati illegalmente da Lombroso e dai suoi seguaci, e che l’Università di Torino deve restituire ai diversi comuni di appartenenza perché ottengano finalmente una giusta e dignitosa sepoltura.

Tante nel tempo le campagne per chiederne la chiusura, alcune nate contemporaneamente alla sua apertura, alle quali hanno aderito  centinaia di città ed anche esponenti dell’amministrazione comunale torinese. Ma il museo è ancora lì. Napoli, oggetto di continui attacchi razzisti mediatici e non è stanca. I meridionali, tutti, sono stanchi. Non possiamo più aspettare, ora è tempo di chiuderlo. Gridiamolo ancora una volta, ancora più forte.