Mantenere il diritto di asilo degli Eritrei in Svizzera!

0 a signé. Allez jusqu'à 15 000 !


> Français

> Deutsch

> English

PER IL DIRITTO D’ASILO DEGLI ERITREI !

 

Gentile signora Consigliera federale,

 

siamo sconvolti dal cambiamento di atteggiamento della Svizzera nei confronti degli Eritrei: dall’estate 2016, infatti, la Svizzera ha deciso di rifiutare le richieste di asilo di numerosi richiedenti eritrei, anche se la situazione nel loro paese non è per nulla migliorata. Secondo noi, il Parlamento si accanisce contro i rifugiati di questo paese, tanto che nel 2013 è stata varata una «lex eritrea» molto ingiusta: «Non sono rifugiati le persone che sono esposte a seri pregiudizi o hanno fondato timore di esservi esposte per aver rifiutato di prestare servizio militare o per aver disertato» (art 3 cpv. 3 LAsi).

François Crépeau, relatore speciale dell’ONU sui diritti dei migranti, ha criticato l’inasprimento in atto in Svizzera, affermando che «non c’è nessuna ragione valida che giustifichi questo cambiamento di atteggiamento» (Le Temps, 17.02.2017).

 

Secondo i rapporti dell’ONU, gli Eritrei e le Eritree continuano a subire le seguenti violazioni dei diritti dell’uomo: servizio militare di durata indefinita con lavori forzati; arresti di massa di uomini, donne e bambini giudicati idonei a prestare servizio; esecuzione immediata dei ricalcitranti; stupri di donne da parte di ufficiali e soldati dell’esercito; arresti e detenzioni arbitrari, compresa la detenzione in isolamento; torture; condizioni carcerarie disumane; violazione della libertà di movimento, di espressione, di opinione, di riunione, di associazione e di religione.

Il governo eritreo, che controlla tutti i media nazionali, è accusato di crimini contro l’umanità.

 

Nel rifiutare l’asilo ai richiedenti eritrei, spesso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha addotto le seguenti ragioni: i racconti dei rifugiati non erano coerenti, soprattutto riguardo alla data della chiamata alle armi o al numero di mesi o di anni di servizio prestati nell’esercito. In Eritrea, però, le persone non hanno la nostra stessa relazione con il tempo, basti pensare che numerose persone non sanno nemmeno il giorno, il mese e l’anno in cui sono nate. Ai richiedenti l’asilo eritrei è stato inoltre rimprovera di non aver fornito dettagli sufficienti sulla loro chiamata alle armi o sulla loro incarcerazione. Ma qui tocchiamo uno dei punti centrali dell’arbitrarietà delle audizioni: moltissimi di questi migranti sono particolarmente stressati e traumatizzati, e perdono la calma e il controllo soprattutto quando devono ricordare delle date. Molti richiedenti hanno riferito a persone di loro fiducia che per loro alcuni avvenimenti sono talmente dolorosi da non riuscire a parlarne con degli sconosciuti durante le audizioni. Inoltre, hanno affermato di aver avuto talmente tanta paura della polizia svizzera durante la prima audizione che non hanno osato parlare del loro arresto e della loro prigionia nel loro paese.

 

È triste costatare che nel valutare i racconti dei richiedenti l’asilo non si tenga assolutamente conto delle numerose ricerche condotte recentemente nell’ambito delle neuroscienze sulla trasformazione naturale dei ricordi e sugli effetti dei traumi sul comportamento umano e sulla memoria.

 

Le persone cui è stato rifiutato l’asilo in Svizzera possono “scegliere” se tornare in Eritrea, cosa che sicuramente non rischiano, o se accettare l’aiuto urgente della Svizzera che, in base allo statuto di assistiti, permette loro di sopravvivere con 10 franchi al giorno ma vieta loro di lavorare. Oltre a causare costi ingenti, questo statuto è più che mai dannoso visto che gran parte dei richiedenti l’asilo sono giovani e motivati a imparare professioni per le quali in Svizzera manca spesso manodopera.

 

I rischi che gli Eritrei corrono rientrando nel loro paese sono stati descritti da Sheila B. Keetharuth, relatrice speciale dell’ONU sui diritti dell’uomo in Eritrea: «I richiedenti l’asilo respinti e coloro che vengono rimpatriati in Eritrea, compresi i disertori, rischiano di essere torturati, incarcerati o deportati. È dunque fondamentale rescindere gli accordi bilaterali e altre convenzioni tra l’Eritrea e i paesi terzi che mettono in pericolo la vita dei richiedenti l’asilo».

 

Il tenore dell’articolo 3 capoverso 1 della Convenzione contro la tortura è chiaro: «Nessuno Stato Parte espelle, respinge né estrada una persona verso un altro Stato qualora vi siano serie ragioni di credere che in tale Stato essa rischia di essere sottoposta a tortura».

 

Alla luce di tutto ciò, chiediamo che le audizioni dei migranti siano condotte secondo criteri che rispettano la tradizione umanitaria della Svizzera, e che, con effetto immediato e retroattivo, la Svizzera accordi l’asilo a ogni richiedente eritreo minacciato di maltrattamento nel suo paese.

 

 

La ringraziamo per l’attenzione e, in attesa di un Suo riscontro, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

 

 

Cittadini per una politica d’asilo dignitosa in Svizzera :

 

Groupe d’Appui aux Réfugiés (GAR), Bex ; Groupe d’accueil des Migrants d’Epalinges (GAMEP) ; Groupe Accueil Migrants de la Vallée de Joux (GAMVJ ) ; Coordination Asile et Migration Nord Vaudois (CAMINV) ; Association Ste-Agnès, Leysin ; Versoix accueille ; Stopexclusion, Genève ; elisa-asile, Genève ; Solidaritätsnetz Bern ; Give a Hand, Bern.

 

Comitato di sostegno:

· Veronica Almedom, membre de la Commission fédérale des migrations, co-directrice d’IFE (Information Forum for Eritrea)

· Associazione DaRe-Diritto a Restare, Ticino

· Centre social protestant (CSP) Vaud

· Collectif R, Vaud

· Communauté S. Egidio, Lausanne

· Coordination asile.ge

· Robert Cramer, conseiller aux États, GE, Les Verts

· Jean-Michel Dolivo, député au Grand Conseil, VD, Solidarités

· Droit de rester, Vaud

· Eglise évangélique réformée du canton de Vaud (EERV)

· Balthasar Glättli, conseiller national, ZH, Les Verts

· Ada Marra, conseillère nationale, VD, PS

· Lisa Mazzone, conseillère nationale, GE, Les Verts

· Maurice Mischler, syndic, Epalinges, député au Grand Conseil, VD, Les Verts

· Luc Recordon, ancien conseiller aux États, municipal, Jouxtens-Mézery (VD), Les Verts

· Claude Ruey, ancien conseiller d’État et ancien conseiller national, VD, PLR

· Secrétariat romand de l’Entraide Protestante Suisse (EPER)

· SOS Asile Vaud

· Adèle Thorens, conseillère nationale, VD, Les Verts



N compte sur vous aujourd'hui

N A a besoin de votre aide pour sa pétition “Consigliera Federale - Simonetta Sommaruga: Mantenere il diritto di asilo degli Eritrei in Svizzera!”. Rejoignez N et 13 406 signataires.