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Terapia per una bambina autistica: deve pagare l’Asp. La battaglia vinta dai genitori

APRI
Oct 12, 2026

Terapia per una bambina autistica: deve pagare l’Asp. La battaglia vinta dai genitori

Per anni sono stati costretti a pagare di tasca propria ma ora il tribunale ha dato loro ragione

Per sei anni hanno pagato di tasca propria le terapie ABA (Analisi comportamentale applicata) per la figlia: 600 euro al mese. Poi un anno di battaglia legale contro l'Asp di Palermo, avvisi e ricorsi. Pochi giorni fa è arrivata la decisione tanto attesa: il giudice ha accolto il ricorso dei genitori di una bambina di otto anni della città, autistica di livello 3 e non verbale, riconoscendo il suo diritto a un percorso terapeutico specifico. A seguire la famiglia è stata l’avvocata Giorgia Rulli, esperta nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e già impegnata in cause analoghe in diverse regioni italiane.

La piccola si sottopone alla terapia ABA da quando aveva circa due anni. Le sedute si svolgono nel pomeriggio poiché frequenta la scuola ogni giorno per cinque ore, con un insegnante di sostegno, un supporto all'autonomia e alla comunicazione, e personale per l’assistenza igienico sanitaria. La qualità della frequenza scolastica è stata uno dei punti chiave della disputa. Infatti, l'Asp aveva proposto soluzioni terapeutiche da praticare durante l'orario scolastico, ma i genitori non hanno accettato. “La scuola è importante, nostra figlia la frequenta volentieri e non volevamo essere costretti a scegliere tra il diritto all'istruzione e il diritto alle terapie", spiegano.

Il giudice, sulla base dell’istruttoria e della consulenza tecnica, ha disposto che l’Asp predisponga un piano comprendente trattamento comportamentale ABA, logopedia integrata nel framework ABA e parent training strutturato. Il percorso prevede dieci ore settimanali di ABA. La pronuncia interviene anche sulle spese già sostenute. L’Asp, ricevuta la documentazione, dovrà proporre entro trenta giorni il pagamento delle fatture relative ai trattamenti effettuati prima della pubblicazione della sentenza.

Dopo l’accettazione, dovrà pagare entro venti giorni, oltre a interessi e rivalutazione. L'ABA è una tecnica utilizzata anche nell'autismo, poiché aiuta una persona a sviluppare comunicazione, autonomie e abilità utili nella vita quotidiana. Gli interventi per chi ha disturbi dello spettro autistico rientrano nell'assistenza che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire nell'ambito dei LEA (Livelli essenziali di assistenza), ma in pratica l'accesso non è uniforme e alcune famiglie devono ricorrere ai tribunali. Questa è la prima pronuncia locale del genere sull’ABA.

Adesso la speranza è che questa battaglia possa essere utile anche ad altri genitori. “Vorremmo che altre famiglie sapessero che possono far valere i diritti dei propri figli. Non dovrebbe essere la disponibilità economica dei genitori, né il luogo in cui una persona vive, a decidere quali possibilità terapeutiche possa avere”. Infatti, in Sicilia, per esempio a Trapani e Siracusa vengono segnalati percorsi nei quali il trattamento ABA è sostenuto dal servizio sanitario, mentre a Palermo questi genitori hanno dovuto intraprendere un contenzioso. Una vicenda partita dalla battaglia di una sola famiglia che pone una questione più ampia che abbiamo spesso denunciato: non si dovrebbe essere obbligati a rivolgersi a un giudice per rendere effettivo il diritto all’assistenza sanitaria.

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Associazione per la ricerca sull'autismo Cimadori - APRI ODV ETS

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