Quasi 1.000 firme per una proposta che appartiene a tutti. Il percorso continua.

Siamo ormai alla soglia delle 1.000 firme. Un risultato importante, soprattutto se si considera che questa petizione è nata e si è sviluppata in piena autonomia, grazie al sostegno e alla partecipazione di tutti coloro che hanno scelto di sottoscriverla e condividerla, dando voce a un problema che riguarda tanti italiani all'estero.
Tra circa un mese, le firme raccolte saranno trasmesse agli organi competenti, con particolare riferimento al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), accompagnate da una proposta concreta di miglioramento delle modalità di accesso ai servizi consolari.
La proposta che accompagnerà le firme rappresenta un punto di partenza, non una soluzione rigida o definitiva. Siamo consapevoli che gli organi competenti potranno valutarla, modificarla, integrarla o individuare strumenti ancora più efficaci per raggiungere l'obiettivo comune. Ciò che riteniamo fondamentale è il principio da cui nasce questa iniziativa: garantire maggiore equità nelle modalità di prenotazione e nell'accesso ai servizi consolari, affinché ogni cittadino abbia la possibilità di usufruirne secondo criteri trasparenti e ragionevoli, senza che qualcuno venga inevitabilmente penalizzato o lasciato indietro.
Riteniamo tuttavia che sia importante che a questa iniziativa seguano tempi di attenzione e intervento adeguati. Le difficoltà nell'accesso ai servizi consolari non rappresentano una problematica nuova e continuano a incidere concretamente sulla vita di tanti connazionali. Per questo auspichiamo che la proposta possa essere presa in esame in tempi ragionevoli e che si possa avviare quanto prima un percorso concreto di miglioramento, senza ulteriori rinvii. Le esigenze dei cittadini richiedono risposte e non possono essere lasciate ancora a lungo in attesa.
La consegna delle firme, tuttavia, non coinciderà con la chiusura della petizione. Questa resterà aperta e continuerà a raccogliere adesioni. Sarà inoltre il principale strumento attraverso il quale mantenere aggiornati i sottoscrittori sugli sviluppi della proposta e sui passi successivi.
Da semplici cittadini, utilizzando gli strumenti a disposizione, abbiamo voluto segnalare ancora una volta i disservizi che da troppo tempo condizionano la vita di tanti connazionali. Ora, insieme alla proposta migliorativa, intendiamo idealmente consegnare il testimone al nuovo Comites che si insedierà nei prossimi mesi.
Il Comites, quale organismo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le istituzioni, potrà svolgere un ruolo importante nel seguire l'iter della proposta, sostenerla e contribuire a renderla una concreta opportunità di miglioramento del servizio.
Non si tratta di intestarsi una battaglia o di rivendicare un risultato a nome di qualcuno. L'interesse è comune e va oltre qualsiasi appartenenza, ideologia o dinamica politica.
Proprio per questo, durante una fase delicata come quella della campagna elettorale per il rinnovo del Comites, abbiamo voluto preservare con fermezza l'autonomia e la neutralità della petizione, nel rispetto di ogni singolo sottoscrittore. Questa iniziativa non appartiene a una lista, a un gruppo o a una corrente: appartiene a tutti coloro che l'hanno sostenuta.
A questo proposito, cogliamo l'occasione per invitare tutti a partecipare attivamente alle prossime elezioni del Comites, esprimendo la propria preferenza. Sappiamo che non tutti conoscono a fondo questo organismo, i suoi compiti e le sue possibilità di intervento. Altri, magari, guardano a queste elezioni con distacco o disinteresse.
Eppure il Comites è uno strumento di rappresentanza dei cittadini italiani all'estero. È attraverso la partecipazione che possiamo contribuire a renderlo più vicino alle nostre esigenze e più attento alle problematiche della comunità.
Le quasi 1.000 firme dimostrano che, quando si individua un problema comune, è possibile superare distanze e differenze per costruire qualcosa insieme.
Il percorso non finisce qui. La proposta è stata avviata, ora è importante che continui a camminare, con il contributo di tutti.