FIRMA CONTRO ESPANSIONE ZONE VOCATE VIVAISMO A PISTOIA

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La politica toscana ha bocciato la mozione del consigliere regionale Fattori dove si chiedeva su DICHIARAZIONI ARPAT di regolamentare il settore vivaistico per la necessità di diminuire l'inquinamento causato da questa lavorazione, la separazione dei circuiti idrogeologici nella realizzazione dei pozzi, la regolamentazione delle ‘zone di protezione’ e una disciplina cogente delle “zone di tutela assoluta” e delle ‘zone di rispetto’, garantendo le distanze minime fra le aree trattate e quelle dove le persone vivono. Il tutto potenziando il controllo sull'uso dei fitofarmaci nei vivai, indirizzando gli operatori verso l’uso di prodotti sempre meno impattanti e agro-ecologici, e aumentando i controlli per la verifica della regolarità dei prodotti utilizzati e delle procedure lavorative.
Quasi tutto il consiglio regionale toscano  ha detto NO, la politica ha deciso così che la salute della popolazione e dell'ambiente in cui viviamo vengono dopo l'economia; Il Comitato San Rocco ha sempre sostenuto che l'attività vivaistica è importante per la nostra città ma lo sarebbe ancora di più se fosse una agricoltura sostenibile con meno chimica e più biologico .
Infatti un anno dopo questa decisione, nel 2018, la Provincia di Pistoia ha individuato nuovi e consistenti ettari di terreno da destinare al settore vivaistico. Sono le ultime zone pedecollinari della città di Pistoia  ancora molto belle,   designate a interesse paesaggistico  dove insistono tuttora  tre proposte di vincoli della Soprintendenza. Dopo l' approvazione  della variante da parte della  Provincia pistoiese la,  popolazione si troverà  a dover convivere  ancor di più a stretto contatto con industrie che fanno un uso massiccio di pesticidi  circa 47 kg per ettaro, fonte Asl  senza norme e  quindi anche senza controlli.

PERCHÉ DIRE DI NO ALLE ZONE VOCATE

  • in molte delle aree individuate gli impianti a vasetteria non erano previsti,
  • le aree del nuovo insediamento sono fragili dal punto di vista idrogeologico,
  • avremo un ulteriore inquinamento di aria, acqua e suolo,
  • le falde acquifere sarebbero depauperate vista la necessità di grandi quantità d'acqua,
  • i terreni sottoposti a queste coltivazioni sono sarebbero più riconvertibili all'agricoltura tradizionale,
  • le zone interessate dall'espansione sono tipiche del paesaggio toscano con oliveti, viti, ville bellissime... devono essere preservati,
  • queste zone rurali hanno infrastrutture e vie di comunicazione inadeguate per sostenere l'espansione di industrie intensive,
  • svalutazione immobiliare.

Riflettiamo insieme e agiamo per lasciare alle generazioni future una città migliore ricordandoci che IL PRIMO CITTADINO è responsabile della salute della popolazione e che una società che riduce a profitto qualsiasi cosa, compreso salute, beni comuni, e ambiente potrà generare solo una realtà malata, avida, e certamente non a dimensione del uomo, ma soprattutto, dove la politica si appropria decisioni che non le competono, molto probabilmente causerà per i cittadini pesanti conseguenze.

 



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