La salute prima di tutto. Basta tagli e sottofinanziamenti.

Il problema

La pandemia ha dimostrato, ancora una volta, che il sistema sanitario nazionale è la prima infrastruttura per la tenuta sociale del nostro Paese.

Non pare, però, che il Governo la pensi allo stesso modo. 

Il livello di spesa sulla salute scende dal 7% del PIL, con il Ministro Speranza, al al 6,7% nel 2023, al 6,3% nel 2024, al 6,2% nel 2025 e 2026 (dati fondazione GIMBE), con il Governo Meloni. Si tratta di livelli comunque inferiori al prepandemia (nel 2019 era 6,4%). 

Con la revisione del PNRR, poi, il Governo taglia il 30% delle case di comunità, ospedali di comunità e altri interventi previsti dal PNRR su cui la Toscana sta portando avanti il lavoro nei tempi stabiliti. Cambiano le carte in tavola creando incertezza e scaricando la realizzazione di queste strutture sui fondi destinati agli interventi sugli ospedali. 

È chiaro che il sistema sanitario pubblico, con scelte di questo tipo, non può reggere.

Per questo chiediamo al Governo Meloni e al Parlamento:

  • di intervenire subito con una variazione di bilancio e riportare la quota di finanziamento della sanità ai livelli del 2022, ovvero almeno al 7% del PIL;
  • di introdurre una norma che preveda che il finanziamento del fondo sanitario nazionale non possa mai scendere sotto il 7,5% del PIL;
  • di fermare subito il taglio del 30% degli interventi previsti dal PNRR sulla sanità territoriale (Case della Comunità, ospedali di comunità e di una rete di telemedicina su tutto il territorio) e di stanziare le risorse per il personale pubblico necessario a farle funzionare;
  • di fermare il progetto di autonomia differenziata del Ministro Calderoli che riguarda anche la sanità, perché non possiamo aumentare le disparità tra cittadini ma dobbiamo semmai ridurle;
  • di togliere il tetto alle assunzioni del personale sanitario che continua a paralizzare dal 2010 il sistema sanitario;
  • di mettere in campo un intervento straordinario per sostenere i Pronto Soccorso e contrastare la fuga del personale da essi;
  • di introdurre meccanismi realmente incentivanti per il personale sanitario che opera nelle aree interne e montane;
  • di rivedere e innovare i percorsi formativi che riguardano il personale sanitario;
  • di introdurre un piano straordinario per il rafforzamento dei servizi dedicati alla salute mentale nel sistema sanitario e per la cura delle persone con problemi di non autosufficienza e dei caregiver. 

Salviamo il sistema sanitario pubblico: dobbiamo andare avanti, non tornare indietro.  

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Regionale PD ToscanaPromotore della petizione

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Il problema

La pandemia ha dimostrato, ancora una volta, che il sistema sanitario nazionale è la prima infrastruttura per la tenuta sociale del nostro Paese.

Non pare, però, che il Governo la pensi allo stesso modo. 

Il livello di spesa sulla salute scende dal 7% del PIL, con il Ministro Speranza, al al 6,7% nel 2023, al 6,3% nel 2024, al 6,2% nel 2025 e 2026 (dati fondazione GIMBE), con il Governo Meloni. Si tratta di livelli comunque inferiori al prepandemia (nel 2019 era 6,4%). 

Con la revisione del PNRR, poi, il Governo taglia il 30% delle case di comunità, ospedali di comunità e altri interventi previsti dal PNRR su cui la Toscana sta portando avanti il lavoro nei tempi stabiliti. Cambiano le carte in tavola creando incertezza e scaricando la realizzazione di queste strutture sui fondi destinati agli interventi sugli ospedali. 

È chiaro che il sistema sanitario pubblico, con scelte di questo tipo, non può reggere.

Per questo chiediamo al Governo Meloni e al Parlamento:

  • di intervenire subito con una variazione di bilancio e riportare la quota di finanziamento della sanità ai livelli del 2022, ovvero almeno al 7% del PIL;
  • di introdurre una norma che preveda che il finanziamento del fondo sanitario nazionale non possa mai scendere sotto il 7,5% del PIL;
  • di fermare subito il taglio del 30% degli interventi previsti dal PNRR sulla sanità territoriale (Case della Comunità, ospedali di comunità e di una rete di telemedicina su tutto il territorio) e di stanziare le risorse per il personale pubblico necessario a farle funzionare;
  • di fermare il progetto di autonomia differenziata del Ministro Calderoli che riguarda anche la sanità, perché non possiamo aumentare le disparità tra cittadini ma dobbiamo semmai ridurle;
  • di togliere il tetto alle assunzioni del personale sanitario che continua a paralizzare dal 2010 il sistema sanitario;
  • di mettere in campo un intervento straordinario per sostenere i Pronto Soccorso e contrastare la fuga del personale da essi;
  • di introdurre meccanismi realmente incentivanti per il personale sanitario che opera nelle aree interne e montane;
  • di rivedere e innovare i percorsi formativi che riguardano il personale sanitario;
  • di introdurre un piano straordinario per il rafforzamento dei servizi dedicati alla salute mentale nel sistema sanitario e per la cura delle persone con problemi di non autosufficienza e dei caregiver. 

Salviamo il sistema sanitario pubblico: dobbiamo andare avanti, non tornare indietro.  

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Petizione creata in data 2 agosto 2023