Decreto editoria lavoro: Il governo salva i grandi giornali e abbandona i poligrafici di tutta Italia al loro destino. 120 milioni di euro regalati agli editori per farci licenziare.

Il problema

A Giuliano Poletti - Min. Lavoro, Luca Lotti e Teresa Bellanova - Sottosegretari Editoria, Cesare Damiano - Pres. Commiss. Lavoro, Segretari Nazionali Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni, Segretari nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom - Massimo Cestaro, Walter Pilato, Antonio Vitale, Fabio  Benigni 

Signor Ministro, Signori Sottosegretari, Signor presidente della Commissione Lavoro della Camera, Signori segretari dei sindacati

120 milioni di sostegno dal governo ai grossi editori, i quali stanno cacciando via i poligrafici per sostituirli con delocalizzazioni, appalti esterni e precarizzati.

La crisi dell'editoria, già in corso ormai da diversi anni, ha raggiunto dimensioni che adesso non è più sufficiente definire soltanto "drammatiche".

Dieci anni fa abbiamo dovuto subire la concorrenza del "Free Press"; quindi c'é stata l'esplosione di internet, dei blog e dei social network. A seguire, sono venute le ultime tecnologie che consentono la fruizione delle notizie sui cellulari, tablet e Ipad, mentre le piattaforme internet dell'informazione si andavano sviluppando massicciamente verso il web 2.0, diventando sempre più interattive e social. In qualche caso abbiamo addirittura visto il fenomeno delle web Tv e di canali della Tv digitale terrestre legati alle diverse testate.

Tutto ciò ha portato ad una trasformazione radicale dei modi di costruire l'informazione quotidiana e di proporla al pubblico, mentre i contratti e gli inquadramenti professionali delle maestranze rimanevano bloccati, o quasi, a cinquant'anni fa.

Oggi, abbiamo visto Governo e sindacati aprirsi finalmente alla sfida delle nuove tecnologie e affrontare il problema dell'occupazione giovanile nel settore dei quotidiani (emergenza non più procrastinabile, anche in altri settori del lavoro nel nostro paese).

Infatti il governo ha stanziato 120 milioni di euro in quattro anni agli editori, ma a precise condizioni: fare investimenti, assumere nuovo personale di giovane età a tempo indeterminato, riconvertire e aggiornare il personale alle nuove tecnologie, finanziare la cassa integrazione e incoraggiare il pensionamento anticipato del personale, al fine di favorire il ricambio.

Tuttavia questo rinnovamento ha visto protagonisti solo e soltanto altri soggetti che lavorano nei quotidiani, i quali vengono tutelati con uno stanziamento colossale in termini di fondi, finalizzato al prepensionamento di personale non poligrafico appunto, e a nuove assunzioni sempre di altri settori.

Ma non è tutto. Gli editori sembrano voler incassare questi fondi e non far niente di tutto ciò per cui questi stessi finanziamenti sono destinati, e inoltre il Ministro e il sottosegretario all'editoria si sono forse dimenticati che nei quotidiani vi lavora anche la categoria dei poligrafici, categoria che ora rischia l'estinzione. Secondo gli editori infatti, i poligrafici non hanno alcun diritto alle tutele previste dal piano di aiuto all’editoria. 

Una dimenticanza da parte Ministro e il sottosegretario all'editoria e una esclusione da parte degli editori, che lascia senza alcuna tutela una fascia di lavoratori con una popolazione che varia tra chi è al di sotto dei trent'anni, e chi raggiunge o è vicino ai cinquanta: tutta gente che non vede alcuna alternativa alla futura e assai probabile disoccupazione.

I recenti contratti di lavoro e piani di riorganizzazione del lavoro, di fatto consegnano l'intera produzione dei quotidiani (dal cartaceo ai nuovi media) esclusivamente o quasi, a personale non poligrafico, cioè a società esterne o a personale con diversa competenza, non concedendo alcuno spazio ai poligrafici dei quotidiani (soprattutto quelli giovani. E ce ne sono!). Non esiste, per quella che ormai può definirsi una Cenerentola delle categorie di lavoratori della stampa (e del lavoro in generale), nessun possibile progetto di riconversione agli impieghi professionali richiesti dalle nuove tecnologie.

MA LA COSA DAVVERO SCONVOLGENTE E' CHE IL GOVERNO HA CONSEGNATO NELLE MANI DEGLI EDITORI, 120 MILIONI DI EURO CHE ESSI UTILIZZERANNO COME PIU' RITENGONO OPPORTUNO, MA NON NE VERSERANNO NEANCHE UN CENTESIMO PER IL SOSTEGNO AL LAVORO DEI POLIGRAFICI, I QUALI SONO OGGETTO DI PIANI DI ESUBERO E MOBILITA'

Oltre a tutto ciò, non viene certo ad aiutarci un contratto di categoria - quello dei poligrafici dei quotidiani appunto - fermo al 2008; il quale non contempla in alcun modo per i poligrafici, l'accesso alle innovazioni tecnologiche.

Vista la mancanza normativa in questo senso, ecco che gli editori non si sentono obbligati a riconvertire la popolazione poligrafica per impiegarla nella gestione dei nuovi media - come è avvenuto in passato - vedendosi aperta di fatto la strada per dichiarare nuovi esuberi e operare nuovi licenziamenti in massa .

Signor Ministro, Signori Sottosegretari, Signor presidente della Commissione Lavoro della Camera, Signori segretari dei sindacati.

E' importante riconoscere l'esistenza e il diritto al lavoro e alla sopravvivenza anche ai poligrafici dei quotidiani, non soltanto ad altre categorie che vi lavorano. E occorre che tutto ciò venga espressamente dichiarato agli editori, sia dal Ministro del Lavoro che dai suoi sottosegretari, rispettivamente all'editoria e, ancora, al lavoro. Così come è necessario tutelare anche i giovani poligrafici nel loro complesso, i quali non sono "lavoratori di serie B".

Il Governo deve dunque comprendere nel piano straordinario per gli aiuti e lo sviluppo dell'editoria anche i poligrafici, riconoscendo loro gli stessi identici diritti di altre categorie. Dobbiamo quindi vederci garantita la stessa possibilità data a queste ultime, di accedere alle forme di pensionamento, così da garantire il lavoro dei nostri giovani, e sempre a questi, riservare lo stesso accesso alle nuove tecnologie riconoscito al personale che ha ad oggi, possiede ben altre competenze..

Era previsto un importante incontro tra il sottosegretario e i sindacati, per risolvere alcune di queste problematiche. Ma questo appuntamento - per noi di importanza vitale, visto che aspettiamo possibili soluzioni da oltre tre anni - viene procrastinato continuamente.

Tra poco nelle aziende presso cui lavoriamo, scadono gli accordi di cassa integrazione, e alcuni lavoratori usciti grazie ad accordi di prepensionamento - firmati ma non più garantiti - ora di fatto hanno finito per infittire la popolazione dei lavoratori esodati. Sono tutti senza stipendio e senza pensione. E non si sa fino a quando.

 E' chiaro che se le cose rimangono in questi termini, gli esodati rimarranno tali e i cassaintegrati verranno licenziati, perché non più riconvertibili in un mondo dell'editoria dove le società esterne o altri soggetti fanno tutto (e dunque senza garanzie di offrire un'adeguata professionalità su tutto), mentre i poligrafici vengono messi alla porta.

SIGNOR MINISTRO, SIGNORI SOTTOSEGRETARI, SIGNOR PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA, SIGNORI SEGRETARI DEI SINDACATI. SERVE UN INCONTRO URGENTE, SERVE UN INCONTRO IMMEDIATO, O LA POPOLAZIONE DEI DISOCCUPATI E DEI DISPERATI CONTINUERA' A CRESCERE.

Vi ringraziamo della vostra attenzione.

Contro i licenziamenti nell'editoria

 

Evitare i licenziamenti dei poligrafici nel settore dell'editoria

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Contro i licenziamenti nell'editoriaPromotore della petizione
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Il problema

A Giuliano Poletti - Min. Lavoro, Luca Lotti e Teresa Bellanova - Sottosegretari Editoria, Cesare Damiano - Pres. Commiss. Lavoro, Segretari Nazionali Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni, Segretari nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom - Massimo Cestaro, Walter Pilato, Antonio Vitale, Fabio  Benigni 

Signor Ministro, Signori Sottosegretari, Signor presidente della Commissione Lavoro della Camera, Signori segretari dei sindacati

120 milioni di sostegno dal governo ai grossi editori, i quali stanno cacciando via i poligrafici per sostituirli con delocalizzazioni, appalti esterni e precarizzati.

La crisi dell'editoria, già in corso ormai da diversi anni, ha raggiunto dimensioni che adesso non è più sufficiente definire soltanto "drammatiche".

Dieci anni fa abbiamo dovuto subire la concorrenza del "Free Press"; quindi c'é stata l'esplosione di internet, dei blog e dei social network. A seguire, sono venute le ultime tecnologie che consentono la fruizione delle notizie sui cellulari, tablet e Ipad, mentre le piattaforme internet dell'informazione si andavano sviluppando massicciamente verso il web 2.0, diventando sempre più interattive e social. In qualche caso abbiamo addirittura visto il fenomeno delle web Tv e di canali della Tv digitale terrestre legati alle diverse testate.

Tutto ciò ha portato ad una trasformazione radicale dei modi di costruire l'informazione quotidiana e di proporla al pubblico, mentre i contratti e gli inquadramenti professionali delle maestranze rimanevano bloccati, o quasi, a cinquant'anni fa.

Oggi, abbiamo visto Governo e sindacati aprirsi finalmente alla sfida delle nuove tecnologie e affrontare il problema dell'occupazione giovanile nel settore dei quotidiani (emergenza non più procrastinabile, anche in altri settori del lavoro nel nostro paese).

Infatti il governo ha stanziato 120 milioni di euro in quattro anni agli editori, ma a precise condizioni: fare investimenti, assumere nuovo personale di giovane età a tempo indeterminato, riconvertire e aggiornare il personale alle nuove tecnologie, finanziare la cassa integrazione e incoraggiare il pensionamento anticipato del personale, al fine di favorire il ricambio.

Tuttavia questo rinnovamento ha visto protagonisti solo e soltanto altri soggetti che lavorano nei quotidiani, i quali vengono tutelati con uno stanziamento colossale in termini di fondi, finalizzato al prepensionamento di personale non poligrafico appunto, e a nuove assunzioni sempre di altri settori.

Ma non è tutto. Gli editori sembrano voler incassare questi fondi e non far niente di tutto ciò per cui questi stessi finanziamenti sono destinati, e inoltre il Ministro e il sottosegretario all'editoria si sono forse dimenticati che nei quotidiani vi lavora anche la categoria dei poligrafici, categoria che ora rischia l'estinzione. Secondo gli editori infatti, i poligrafici non hanno alcun diritto alle tutele previste dal piano di aiuto all’editoria. 

Una dimenticanza da parte Ministro e il sottosegretario all'editoria e una esclusione da parte degli editori, che lascia senza alcuna tutela una fascia di lavoratori con una popolazione che varia tra chi è al di sotto dei trent'anni, e chi raggiunge o è vicino ai cinquanta: tutta gente che non vede alcuna alternativa alla futura e assai probabile disoccupazione.

I recenti contratti di lavoro e piani di riorganizzazione del lavoro, di fatto consegnano l'intera produzione dei quotidiani (dal cartaceo ai nuovi media) esclusivamente o quasi, a personale non poligrafico, cioè a società esterne o a personale con diversa competenza, non concedendo alcuno spazio ai poligrafici dei quotidiani (soprattutto quelli giovani. E ce ne sono!). Non esiste, per quella che ormai può definirsi una Cenerentola delle categorie di lavoratori della stampa (e del lavoro in generale), nessun possibile progetto di riconversione agli impieghi professionali richiesti dalle nuove tecnologie.

MA LA COSA DAVVERO SCONVOLGENTE E' CHE IL GOVERNO HA CONSEGNATO NELLE MANI DEGLI EDITORI, 120 MILIONI DI EURO CHE ESSI UTILIZZERANNO COME PIU' RITENGONO OPPORTUNO, MA NON NE VERSERANNO NEANCHE UN CENTESIMO PER IL SOSTEGNO AL LAVORO DEI POLIGRAFICI, I QUALI SONO OGGETTO DI PIANI DI ESUBERO E MOBILITA'

Oltre a tutto ciò, non viene certo ad aiutarci un contratto di categoria - quello dei poligrafici dei quotidiani appunto - fermo al 2008; il quale non contempla in alcun modo per i poligrafici, l'accesso alle innovazioni tecnologiche.

Vista la mancanza normativa in questo senso, ecco che gli editori non si sentono obbligati a riconvertire la popolazione poligrafica per impiegarla nella gestione dei nuovi media - come è avvenuto in passato - vedendosi aperta di fatto la strada per dichiarare nuovi esuberi e operare nuovi licenziamenti in massa .

Signor Ministro, Signori Sottosegretari, Signor presidente della Commissione Lavoro della Camera, Signori segretari dei sindacati.

E' importante riconoscere l'esistenza e il diritto al lavoro e alla sopravvivenza anche ai poligrafici dei quotidiani, non soltanto ad altre categorie che vi lavorano. E occorre che tutto ciò venga espressamente dichiarato agli editori, sia dal Ministro del Lavoro che dai suoi sottosegretari, rispettivamente all'editoria e, ancora, al lavoro. Così come è necessario tutelare anche i giovani poligrafici nel loro complesso, i quali non sono "lavoratori di serie B".

Il Governo deve dunque comprendere nel piano straordinario per gli aiuti e lo sviluppo dell'editoria anche i poligrafici, riconoscendo loro gli stessi identici diritti di altre categorie. Dobbiamo quindi vederci garantita la stessa possibilità data a queste ultime, di accedere alle forme di pensionamento, così da garantire il lavoro dei nostri giovani, e sempre a questi, riservare lo stesso accesso alle nuove tecnologie riconoscito al personale che ha ad oggi, possiede ben altre competenze..

Era previsto un importante incontro tra il sottosegretario e i sindacati, per risolvere alcune di queste problematiche. Ma questo appuntamento - per noi di importanza vitale, visto che aspettiamo possibili soluzioni da oltre tre anni - viene procrastinato continuamente.

Tra poco nelle aziende presso cui lavoriamo, scadono gli accordi di cassa integrazione, e alcuni lavoratori usciti grazie ad accordi di prepensionamento - firmati ma non più garantiti - ora di fatto hanno finito per infittire la popolazione dei lavoratori esodati. Sono tutti senza stipendio e senza pensione. E non si sa fino a quando.

 E' chiaro che se le cose rimangono in questi termini, gli esodati rimarranno tali e i cassaintegrati verranno licenziati, perché non più riconvertibili in un mondo dell'editoria dove le società esterne o altri soggetti fanno tutto (e dunque senza garanzie di offrire un'adeguata professionalità su tutto), mentre i poligrafici vengono messi alla porta.

SIGNOR MINISTRO, SIGNORI SOTTOSEGRETARI, SIGNOR PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA, SIGNORI SEGRETARI DEI SINDACATI. SERVE UN INCONTRO URGENTE, SERVE UN INCONTRO IMMEDIATO, O LA POPOLAZIONE DEI DISOCCUPATI E DEI DISPERATI CONTINUERA' A CRESCERE.

Vi ringraziamo della vostra attenzione.

Contro i licenziamenti nell'editoria

 

Evitare i licenziamenti dei poligrafici nel settore dell'editoria

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Contro i licenziamenti nell'editoriaPromotore della petizione

I decisori

Giuliano Poletti
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Cesare Damiano
Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati
Stefano Patuanelli
Ministro delle Politiche Agricole
Erminia Moreschini
Erminia Moreschini
Capo Segreteria del Ministro Ministero del lavoro
Luigi Caso
Luigi Caso
Ufficio di Gabinetto Ministero del Lavoro

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