Stop agli spot ingannevoli in televisione

Il problema

Da luglio le reti Mediaset trasmettono uno spot che invita i telespettatori a rispondere ad alcune domande molto facili, facendo loro credere di partecipare solo a un’estrazione, ma in realtà abbonandoli a un servizio che ha un costo mensile. Chiediamo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di agire contro la pubblicità ingannevole come la legge prevede, facendo ritirare gli spot e multando l’azienda responsabile.

Ecco come funziona. Negli spot alcuni testimonial invitano i telespettatori a partecipare a un’estrazione che mette in palio un iPad, un iPhone e 500 euro di ricarica. Per aderire basta mandare un SMS al 4.81.82 con la risposta a una domanda molto semplice. Esempio: «Chi è il miglior amico dell’uomo? Il cane o il gatto?». Il problema è che la facilità della domanda spinge i telespettatori “più ingenui” a partecipare senza capire esattamente a cosa vanno incontro, dato che le condizioni del servizio sono scritte molto in piccolo su un lato dello schermo. Cosa c’è scritto? Che mandando l’SMS non si partecipa solo all’estrazione, ma si attiva in automatico un abbonamento per ricevere suonerie e sfondi per il cellulare al prezzo di 24 euro al mese.

Molte persone sono già cadute in trappola e per qualche mese hanno dovuto pagare questa cifra prima di decidere, con fatica e vergogna, di farsi aiutare da qualcuno per disdire l’abbonamento.

Lo spot è chiaramente ingannevole e sfrutta l’ingenuità di alcuni telespettatori per fare facili guadagni, con la complicità delle rete televisive che lo trasmettono.

Per questo chiediamo all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di ordinare l'immediato ritiro di questi spot, di multare la società responsabile, e di vigilare perché in futuro spot del genere non possano andare nuovamente in onda.

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Giovanna CosenzaPromotore della petizioneSono professore associato in Filosofia e Teoria dei linguaggi all'Università di Bologna. I miei interessi di ricerca sono soprattutto nell'ambito dei nuovi media e della comunicaizone politica. Dall'inizio del 2008 scrivo un blog sulla comunicazione in cui divulgo i risultati dell mio lavoro: www.giovannacosenza.it
Vittoria confermata
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Il problema

Da luglio le reti Mediaset trasmettono uno spot che invita i telespettatori a rispondere ad alcune domande molto facili, facendo loro credere di partecipare solo a un’estrazione, ma in realtà abbonandoli a un servizio che ha un costo mensile. Chiediamo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di agire contro la pubblicità ingannevole come la legge prevede, facendo ritirare gli spot e multando l’azienda responsabile.

Ecco come funziona. Negli spot alcuni testimonial invitano i telespettatori a partecipare a un’estrazione che mette in palio un iPad, un iPhone e 500 euro di ricarica. Per aderire basta mandare un SMS al 4.81.82 con la risposta a una domanda molto semplice. Esempio: «Chi è il miglior amico dell’uomo? Il cane o il gatto?». Il problema è che la facilità della domanda spinge i telespettatori “più ingenui” a partecipare senza capire esattamente a cosa vanno incontro, dato che le condizioni del servizio sono scritte molto in piccolo su un lato dello schermo. Cosa c’è scritto? Che mandando l’SMS non si partecipa solo all’estrazione, ma si attiva in automatico un abbonamento per ricevere suonerie e sfondi per il cellulare al prezzo di 24 euro al mese.

Molte persone sono già cadute in trappola e per qualche mese hanno dovuto pagare questa cifra prima di decidere, con fatica e vergogna, di farsi aiutare da qualcuno per disdire l’abbonamento.

Lo spot è chiaramente ingannevole e sfrutta l’ingenuità di alcuni telespettatori per fare facili guadagni, con la complicità delle rete televisive che lo trasmettono.

Per questo chiediamo all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di ordinare l'immediato ritiro di questi spot, di multare la società responsabile, e di vigilare perché in futuro spot del genere non possano andare nuovamente in onda.

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Giovanna CosenzaPromotore della petizioneSono professore associato in Filosofia e Teoria dei linguaggi all'Università di Bologna. I miei interessi di ricerca sono soprattutto nell'ambito dei nuovi media e della comunicaizone politica. Dall'inizio del 2008 scrivo un blog sulla comunicazione in cui divulgo i risultati dell mio lavoro: www.giovannacosenza.it

I decisori

AGCM
AGCM

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Petizione creata in data 22 agosto 2012