Fabrizio Saccomanni - Ministro dell'Economia e delle Finanze : Imporre il reintegro dei fondi sottratti al 5x1000 (e stabilizzarlo)

Il problema

Per moltissime ragioni:

1. Perchè è vergognoso che "di fatto, senza consultare i cittadini, arbitrariamente ed ovviamente senza trasparenza" il Dipartimento della Ragioneria dello Stato abbia trasformato il 5x1000 (come ancora riportano i moduli IRPEF) in 4x1000.

2. Perchè fino ad oggi (e solo da pochi anni) il 5x1000 è stato l'unico strumento serio di sostegno volontario agli enti no-profit e a distanza di altrettanti anni ancora continua a restare "regolato" ed "appeso" solo ad una norma provvisoria, mentre per pensare e approvare il finanziamento del 2x1000 da destinare ai partiti politici è bastato un pomeriggio!

3. Perchè il 29 maggio scorso l'onorevole Luigi Bobba (membro della commissione Bilancio) aveva presentato la seguente interrogazione:

"La legge finanziaria 2010 ha previsto la possibilità di destinare il cinque per mille delle proprie imposte a associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, comuni e associazioni sportive dilettantistiche, apportando un tetto massimo di 400 milioni di euro che lo Stato devolverà secondo le scelte fatte dai contribuenti;
in particolare, i dati relativi alla raccolta delle adesioni dei cittadini sulla destinazione del proprio cinque per mille sono positivi al punto di superare il tetto stabilito:
nel 2009, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2008, l’importo finale destinato è stato di circa 420 milioni di euro, attestando una partecipazione alla scelta di 15,4 milioni di cittadini;
nel 2010, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2009, l’importo è salito a 463 milioni di euro con un’adesione di 16,1 cittadini".

"Ad oggi non è dato di sapere", prosegue Bobba, "qualora il tetto di spesa venga superato come nei casi precedenti, come venga ricalcolato il coefficiente per la devoluzione di fondi agli enti beneficiari scelti dai cittadini".
Il deputato chiede dunque di sapere: se non si ritenga doveroso e urgente esplicitare le modalità di calcolo relative ai casi di cui in premessa poiché nel 2011, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2010, i cittadini aderenti all’istituto del cinque per mille sono stati 16,7 milioni e l’ importo totale risulta pari a 391 milioni di euro, se questa sia la cifra totale raccolta, oppure l’importo ricalcolato, in quanto eventualmente superiore al tetto di spesa previsto, e secondo quali modalità sia stato ricalcolato il coefficiente".

E solo il 19 Giugno in Parlamento Stefano Fassina, vice ministro dell’Economia e delle finanze, ha risposto:

--> dalla legge Finanziaria del 2006 il 5 per mille rimane “una misura sperimentale che non è pervenuta a una stabilizzazione legislativa”

--> con una ricostruzione meticolosa delle tante norme provvisorie emanate di anno in anno e citando l’art. 2, comma 1, del decreto legge del 29/12/10 n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 2/2/11 n. 10 si ricorda quanto scritto: «Si applicano all’esercizio finanziario 2011…le risorse complessive destinate alla liquidazione della quota 5 per mille nell’anno 2011 sono quantificate nell’importo di 400.000.000 di euro”. Da ultimo, ricorda Fassina, che l’art. 23 del decreto legge 6/7/12 n. 95 convertito in legge il 7/812 legge n. 135 proroga le stesse disposizioni anche per l’esercizio finanziario 2012 e ribadisce lo stesso tetto di 400mln.

--> “nel caso in cui le somme complessive delle scelte operate dai contribuenti risultino superiori agli stanziamenti previsti, su richiesta del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, l’Agenzia deve provvedere a rimodulare la ripartizione degli importi spettanti sulla base delle effettive disponibilità”.

--> “Relativamente all’esercizio finanziario 2011, l’Agenzia fa presente che l’importo totale ottenuto in base alle scelte operate dai contribuenti corrisponde a 487.850.599,97 euro.

--> “in data 30 gennaio 2013, il Dipartimento della Ragioneria dello Stato ha comunicato all’Agenzia che le risorse disponibili ) in bilancio sull’apposito capitolo 3094 corrispondevano a 395.012.422 di euro”.

In conclusione ci sentiamo presi in giro come cittadini e rappresentanti degli enti no-profit perchè il 5x1000 non è ancora una certezza, continua ad essere una riserva di denaro "non autorizzata" dai cittadini stessi che l'hanno destinata e come ultima beffa è stato superato anche dal surrogato del finanziamento ai partiti: il 2x1000!

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Il problema

Per moltissime ragioni:

1. Perchè è vergognoso che "di fatto, senza consultare i cittadini, arbitrariamente ed ovviamente senza trasparenza" il Dipartimento della Ragioneria dello Stato abbia trasformato il 5x1000 (come ancora riportano i moduli IRPEF) in 4x1000.

2. Perchè fino ad oggi (e solo da pochi anni) il 5x1000 è stato l'unico strumento serio di sostegno volontario agli enti no-profit e a distanza di altrettanti anni ancora continua a restare "regolato" ed "appeso" solo ad una norma provvisoria, mentre per pensare e approvare il finanziamento del 2x1000 da destinare ai partiti politici è bastato un pomeriggio!

3. Perchè il 29 maggio scorso l'onorevole Luigi Bobba (membro della commissione Bilancio) aveva presentato la seguente interrogazione:

"La legge finanziaria 2010 ha previsto la possibilità di destinare il cinque per mille delle proprie imposte a associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, comuni e associazioni sportive dilettantistiche, apportando un tetto massimo di 400 milioni di euro che lo Stato devolverà secondo le scelte fatte dai contribuenti;
in particolare, i dati relativi alla raccolta delle adesioni dei cittadini sulla destinazione del proprio cinque per mille sono positivi al punto di superare il tetto stabilito:
nel 2009, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2008, l’importo finale destinato è stato di circa 420 milioni di euro, attestando una partecipazione alla scelta di 15,4 milioni di cittadini;
nel 2010, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2009, l’importo è salito a 463 milioni di euro con un’adesione di 16,1 cittadini".

"Ad oggi non è dato di sapere", prosegue Bobba, "qualora il tetto di spesa venga superato come nei casi precedenti, come venga ricalcolato il coefficiente per la devoluzione di fondi agli enti beneficiari scelti dai cittadini".
Il deputato chiede dunque di sapere: se non si ritenga doveroso e urgente esplicitare le modalità di calcolo relative ai casi di cui in premessa poiché nel 2011, relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2010, i cittadini aderenti all’istituto del cinque per mille sono stati 16,7 milioni e l’ importo totale risulta pari a 391 milioni di euro, se questa sia la cifra totale raccolta, oppure l’importo ricalcolato, in quanto eventualmente superiore al tetto di spesa previsto, e secondo quali modalità sia stato ricalcolato il coefficiente".

E solo il 19 Giugno in Parlamento Stefano Fassina, vice ministro dell’Economia e delle finanze, ha risposto:

--> dalla legge Finanziaria del 2006 il 5 per mille rimane “una misura sperimentale che non è pervenuta a una stabilizzazione legislativa”

--> con una ricostruzione meticolosa delle tante norme provvisorie emanate di anno in anno e citando l’art. 2, comma 1, del decreto legge del 29/12/10 n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 2/2/11 n. 10 si ricorda quanto scritto: «Si applicano all’esercizio finanziario 2011…le risorse complessive destinate alla liquidazione della quota 5 per mille nell’anno 2011 sono quantificate nell’importo di 400.000.000 di euro”. Da ultimo, ricorda Fassina, che l’art. 23 del decreto legge 6/7/12 n. 95 convertito in legge il 7/812 legge n. 135 proroga le stesse disposizioni anche per l’esercizio finanziario 2012 e ribadisce lo stesso tetto di 400mln.

--> “nel caso in cui le somme complessive delle scelte operate dai contribuenti risultino superiori agli stanziamenti previsti, su richiesta del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, l’Agenzia deve provvedere a rimodulare la ripartizione degli importi spettanti sulla base delle effettive disponibilità”.

--> “Relativamente all’esercizio finanziario 2011, l’Agenzia fa presente che l’importo totale ottenuto in base alle scelte operate dai contribuenti corrisponde a 487.850.599,97 euro.

--> “in data 30 gennaio 2013, il Dipartimento della Ragioneria dello Stato ha comunicato all’Agenzia che le risorse disponibili ) in bilancio sull’apposito capitolo 3094 corrispondevano a 395.012.422 di euro”.

In conclusione ci sentiamo presi in giro come cittadini e rappresentanti degli enti no-profit perchè il 5x1000 non è ancora una certezza, continua ad essere una riserva di denaro "non autorizzata" dai cittadini stessi che l'hanno destinata e come ultima beffa è stato superato anche dal surrogato del finanziamento ai partiti: il 2x1000!

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