Si sollecita una più efficace applicazione: artt.9 (tutela patrimonio storico e artistico) e 118 (princ. sussidiarietà) della Costituzione; art.639 cod. pen. (deturpamento e imbrattamento); lg n.94 del 15/7/2009 (divieto vendita bombolette ai minori).
Si sollecita una più efficace applicazione: artt.9 (tutela patrimonio storico e artistico) e 118 (princ. sussidiarietà) della Costituzione; art.639 cod. pen. (deturpamento e imbrattamento); lg n.94 del 15/7/2009 (divieto vendita bombolette ai minori).
Il problema
Le Associazioni di Cittadini di diverse città italiane, formatesi negli ultimi anni per la difesa della bellezza del patrimonio pubblico e privato, sollecitano immediate leggi e norme che, allineandosi con il resto dei paesi d’Europa, assicurino un importante deterrente al vandalismo.
Una devastante realtà vede gran parte del patrimonio architettonico delle maggiori città d’arte italiane e di ogni luogo del paese “gravemente deturpato” da un sempre più ampio diffondersi dell’attività aggressiva dei WRITERS, che si accaniscono con tag e scritte vandaliche, indifferentemente su edifici storici, religiosi, scuole, monumenti, antichi lapidei, facciate e portoni, sia di edifici pubblici , sia privati, su mezzi di trasporto, insegne commerciali e segnali stradali, panchine, centraline e raccoglitori vari, ecc.
- Questo produce un immenso e spesso irreversibile danno, determina un abbattimento della nostra complessiva qualità della vita, rappresenta un attacco alla nostro patrimonio culturale, nuoce ad un settore economico decisivo per la ripresa del nostro Paese come il Turismo.
- La “percezione di mancato controllo del territorio” inevitabilmente alimenta il “senso di pericolo percepito”, fenomeno ben noto agli studiosi di sociologia.
- Importanti risorse pubbliche sono costantemente distratte per rimediare ai danni subiti. Al tempo stesso la rinuncia al decoro impostaci da un manipolo di vandali impuniti di fatto limita i nostri diritti democratici di cittadini Italiani e ferisce la sensibilità di tutti coloro che, da ogni parte del mondo, arrivano in Italia per ammirarne la bellezza e i tesori.
CIÒ NON È CONCILIABILE CON IL “RISPETTO DEL BENE COMUNE” E CON LA PROTEZIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO DA COLORO CHE LO ATTACCANO E LO OFFENDONO”, DOVERE DI FATTO OGGI IN GRAN PARTE DISATTESO DALLE ISTITUZIONI.
Il problema
Le Associazioni di Cittadini di diverse città italiane, formatesi negli ultimi anni per la difesa della bellezza del patrimonio pubblico e privato, sollecitano immediate leggi e norme che, allineandosi con il resto dei paesi d’Europa, assicurino un importante deterrente al vandalismo.
Una devastante realtà vede gran parte del patrimonio architettonico delle maggiori città d’arte italiane e di ogni luogo del paese “gravemente deturpato” da un sempre più ampio diffondersi dell’attività aggressiva dei WRITERS, che si accaniscono con tag e scritte vandaliche, indifferentemente su edifici storici, religiosi, scuole, monumenti, antichi lapidei, facciate e portoni, sia di edifici pubblici , sia privati, su mezzi di trasporto, insegne commerciali e segnali stradali, panchine, centraline e raccoglitori vari, ecc.
- Questo produce un immenso e spesso irreversibile danno, determina un abbattimento della nostra complessiva qualità della vita, rappresenta un attacco alla nostro patrimonio culturale, nuoce ad un settore economico decisivo per la ripresa del nostro Paese come il Turismo.
- La “percezione di mancato controllo del territorio” inevitabilmente alimenta il “senso di pericolo percepito”, fenomeno ben noto agli studiosi di sociologia.
- Importanti risorse pubbliche sono costantemente distratte per rimediare ai danni subiti. Al tempo stesso la rinuncia al decoro impostaci da un manipolo di vandali impuniti di fatto limita i nostri diritti democratici di cittadini Italiani e ferisce la sensibilità di tutti coloro che, da ogni parte del mondo, arrivano in Italia per ammirarne la bellezza e i tesori.
CIÒ NON È CONCILIABILE CON IL “RISPETTO DEL BENE COMUNE” E CON LA PROTEZIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO DA COLORO CHE LO ATTACCANO E LO OFFENDONO”, DOVERE DI FATTO OGGI IN GRAN PARTE DISATTESO DALLE ISTITUZIONI.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori


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Petizione creata in data 14 novembre 2014