Dopo le uova, #oratoccaaipolli. Chiediamo l’etichettatura secondo il metodo di allevamento


Dopo le uova, #oratoccaaipolli. Chiediamo l’etichettatura secondo il metodo di allevamento
Il problema
L’etichettatura secondo il metodo di produzione fornisce ai consumatori le informazioni necessarie per capire come sono stati allevati gli animali, ovvero che tipo di vita hanno vissuto. Liberi o prigionieri in gabbie, al coperto o all’aperto. Solo questo tipo di etichettatura fornisce ai consumatori la possibilità di privilegiare prodotti in cui gli animali sono stati allevati in sistemi più rispettosi del loro benessere.
Così è stato per le uova. Da quando sono state obbligatoriamente etichettate secondo le quattro tipologie di allevamento (biologico, all’aperto, a terra, in gabbia), le vendite di quelle derivanti da galline NON allevate in gabbia sono cresciute in tutta Europa.
Questo è il miglior esempio per dimostrare che quando i consumatori sono informati su quale sistema sia stato utilizzato per produrre il loro cibo, molti di loro scelgono prodotti più rispettosi del benessere animale.
Unisciti a noi e chiedi l’estensione dell’etichettatura secondo il metodo di allevamento a tutto il pollame venduto in Europa.
Non è così difficile. L’etichettatura volontaria della carne di pollame esiste già e quindi basterebbe che la Commissione Europea rendesse questo tipo di etichettatura obbligatoria.
Ma sono gli Stati Membri che possono persuadere la Commissione ad agire in questo senso.
Sottoscrivi la lettera indirizzata al Ministro dell’Agricoltura italiano, Maurizio Martina e ai suoi colleghi. Chiedi loro di intervenire presso la Commissione Europea affinché il sistema volontario di etichettatura del pollame diventi obbligatorio. In questo modo, tutti i prodotti a base di pollo, inclusi quelli derivanti da animali allevati in sistemi intensivi, riporteranno chiaramente in etichetta il metodo di allevamento e i consumatori potranno contribuire al miglioramento delle vite di questi animali scegliendo prodotti da sistemi più rispettosi del loro benessere.
Una semplice etichetta può cambiare le vite di milioni di polli: chiediamola insieme!
Per info, visita il nostro sito ciwf.it e cercaci su facebook e twitter

Il problema
L’etichettatura secondo il metodo di produzione fornisce ai consumatori le informazioni necessarie per capire come sono stati allevati gli animali, ovvero che tipo di vita hanno vissuto. Liberi o prigionieri in gabbie, al coperto o all’aperto. Solo questo tipo di etichettatura fornisce ai consumatori la possibilità di privilegiare prodotti in cui gli animali sono stati allevati in sistemi più rispettosi del loro benessere.
Così è stato per le uova. Da quando sono state obbligatoriamente etichettate secondo le quattro tipologie di allevamento (biologico, all’aperto, a terra, in gabbia), le vendite di quelle derivanti da galline NON allevate in gabbia sono cresciute in tutta Europa.
Questo è il miglior esempio per dimostrare che quando i consumatori sono informati su quale sistema sia stato utilizzato per produrre il loro cibo, molti di loro scelgono prodotti più rispettosi del benessere animale.
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Non è così difficile. L’etichettatura volontaria della carne di pollame esiste già e quindi basterebbe che la Commissione Europea rendesse questo tipo di etichettatura obbligatoria.
Ma sono gli Stati Membri che possono persuadere la Commissione ad agire in questo senso.
Sottoscrivi la lettera indirizzata al Ministro dell’Agricoltura italiano, Maurizio Martina e ai suoi colleghi. Chiedi loro di intervenire presso la Commissione Europea affinché il sistema volontario di etichettatura del pollame diventi obbligatorio. In questo modo, tutti i prodotti a base di pollo, inclusi quelli derivanti da animali allevati in sistemi intensivi, riporteranno chiaramente in etichetta il metodo di allevamento e i consumatori potranno contribuire al miglioramento delle vite di questi animali scegliendo prodotti da sistemi più rispettosi del loro benessere.
Una semplice etichetta può cambiare le vite di milioni di polli: chiediamola insieme!
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PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 5 maggio 2014