Supporto in uomini e mezzi alle popolazioni di Serbia e Bosnia colpite da inondazioni di proporzioni bibliche


Supporto in uomini e mezzi alle popolazioni di Serbia e Bosnia colpite da inondazioni di proporzioni bibliche
Il problema
Le inondazioni che hanno sconvolto i Balcani, soprattutto a Serbia e Bosnia, sono le peggiori da 120 anni, cioè da quando esistono serie statistiche di dati: in appena 72 ore si è abbattuta una pioggia che normalmente cade nell'arco di quasi 4 mesi. Inevitabilmente fiumi, torrenti e laghi non hanno retto, invadendo con inondazioni assolutamente devastanti città, campagne e villaggi. Il bilancio è pesante, le vittime accertate sarebbero più di 20, ma si tratta purtroppo di una conta destinata a crescere.
La situazione è ancora di gravissima emergenza: gli argini che hanno ceduto in varie zone della Serbia e della Bosnia e nel contempo migliaia e migliaia di persone sono state tratte in salvo (si parla di più di 20.000 evacuati), ma molte si trovano ancora intrappolate in posti tuttora irraggiungibili per l'acqua ed il fango e purtroppo altre esondazioni sono previste a partire da stasera. E quando l’acqua si ritirerà il bilancio sarà ben peggiore.
La solidarietà e l’entusiasmo delle decine di migliaia di volontari venuti da tutte le parti della regione (si sono visti lavorare fianco a fianco serbi, croati, macedoni, montenegrini, sloveni assieme ai russi, bulgari, tedeschi, francesi) mostrano ancora una volta che la disgrazia fa affiorare la profonda umanità dalle persone, legittima la loro fatica e comune impegno per salvare le vite umane. Lo sforzo sovrumano mostrato dai volontari serbi nella difesa della cittadina di Sabac hanno premiato con la tenuta degli argini e la salvezza della cittadina.
Si sta muovendo nel frattempo la Comunità Internazionale, per spedire soccorsi ed aiuti alle popolazioni colpite. Aiuti sono giunti dall'estero, in particolare dalla Russia, che ha inviato finora tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali. Numerosi altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado, tra gli altri Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele, Francia, Germania, Estonia, Lettonia. Anche la commissione Ue a Bruxelles si è mobilitata per inviare aiuti.
L’Italia è il primo partner commerciale della Serbia. Nel nome della tradizionale solidarietà del popolo italiano verso i vicini balcanici chiediamo che l’Italia, che ha subito questi fenomeni naturali anche di recente, dia un degno contributo. Chiediamo pertanto al Governo italiano l’invio urgente di aiuti in uomini e mezzi nei due martoriati paesi balcanici uniti in una disgrazia di proporzioni bibliche.

Il problema
Le inondazioni che hanno sconvolto i Balcani, soprattutto a Serbia e Bosnia, sono le peggiori da 120 anni, cioè da quando esistono serie statistiche di dati: in appena 72 ore si è abbattuta una pioggia che normalmente cade nell'arco di quasi 4 mesi. Inevitabilmente fiumi, torrenti e laghi non hanno retto, invadendo con inondazioni assolutamente devastanti città, campagne e villaggi. Il bilancio è pesante, le vittime accertate sarebbero più di 20, ma si tratta purtroppo di una conta destinata a crescere.
La situazione è ancora di gravissima emergenza: gli argini che hanno ceduto in varie zone della Serbia e della Bosnia e nel contempo migliaia e migliaia di persone sono state tratte in salvo (si parla di più di 20.000 evacuati), ma molte si trovano ancora intrappolate in posti tuttora irraggiungibili per l'acqua ed il fango e purtroppo altre esondazioni sono previste a partire da stasera. E quando l’acqua si ritirerà il bilancio sarà ben peggiore.
La solidarietà e l’entusiasmo delle decine di migliaia di volontari venuti da tutte le parti della regione (si sono visti lavorare fianco a fianco serbi, croati, macedoni, montenegrini, sloveni assieme ai russi, bulgari, tedeschi, francesi) mostrano ancora una volta che la disgrazia fa affiorare la profonda umanità dalle persone, legittima la loro fatica e comune impegno per salvare le vite umane. Lo sforzo sovrumano mostrato dai volontari serbi nella difesa della cittadina di Sabac hanno premiato con la tenuta degli argini e la salvezza della cittadina.
Si sta muovendo nel frattempo la Comunità Internazionale, per spedire soccorsi ed aiuti alle popolazioni colpite. Aiuti sono giunti dall'estero, in particolare dalla Russia, che ha inviato finora tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali. Numerosi altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado, tra gli altri Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele, Francia, Germania, Estonia, Lettonia. Anche la commissione Ue a Bruxelles si è mobilitata per inviare aiuti.
L’Italia è il primo partner commerciale della Serbia. Nel nome della tradizionale solidarietà del popolo italiano verso i vicini balcanici chiediamo che l’Italia, che ha subito questi fenomeni naturali anche di recente, dia un degno contributo. Chiediamo pertanto al Governo italiano l’invio urgente di aiuti in uomini e mezzi nei due martoriati paesi balcanici uniti in una disgrazia di proporzioni bibliche.

PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 18 maggio 2014