Subito legge antiomofobia e per il riconoscimento delle coppie gay


Subito legge antiomofobia e per il riconoscimento delle coppie gay
Il problema
il 17 maggio per la comunità lesbica, gay e trans è una data importante perché a livello nazionale e internazionale si ricorda quanto sia importante lottare contro l'omofobia.
Però le ricorrenze servono anche a fare il punto sull'avanzamento delle politiche che riguardano i diritti e i diritti civili. Se guardiamo all'Italia ogni anno ci troviamo di fronte ad una statistica che vede queste politiche ferme mentre l'Europa cammina su una strada di maggiore progresso. Sicuramente ci sono iniziative che vedono coinvolti dipartimenti e uffici (come l'Unar) che propongono campagne e progetti. L'opera delle associazioni però supplisce spesso all'assenza di interventi più decisi in particolare nell'ambito delle politiche giovanili e del mondo della scuola. Ma una grande assente è l'approvazione di leggi.
Ancora non ci sono norme che sanzionino direttamente i reati di omofobia e di transfobia. Ancora non ci sono leggi in Italia che regolino le unioni e che rendano le coppie lesbiche e gay titolari di pari diritti. Questo Governo, che lei ha definito di servizio, si trova a dover fronteggiare una crisi economica e sociale importante. Ci sono priorità come il lavoro, lo sviluppo economico, la riduzione del carico fiscale, l'emergenza che riguarda le imprese, che ci vedono coinvolti. Ma di fronte alla crisi si reagisce anche promuovendo ed estendo i diritti e riformando la società adeguandola alle sfide che ha di fronte.
Abbiamo più volte detto che anche gli omosessuali pagano le tasse e sono cittadini uguali nei doveri a tutti gli altri. Nei diritti invece siamo ancora diversi. Siamo considerati inferiori. Le nostre famiglie, in molti casi i nostri figli sono considerati cittadini di serie b. Ecco perché proprio in occasione di questa ricorrenza vogliamo usare la rete per rivolgerle un appello.
Si dia subito attuazione all'estensione della legge Mancino sui reati d'odio omofobico e transfobico, dando così uno strumento efficace di lotta alle discriminazioni e alle violenze. Si avvii subito un dibattito parlamentare e una politica volta ad approvare una legge per il pieno riconoscimento delle coppie lesbiche e gay.
La parola matrimonio e il suo istituto spaventa molti politici come se approvandolo per le coppie gay si avverasse una diminuzione di diritti per le famiglie etero. E' questa una tesi insostenibile. I diritti non tolgono, aggiungono. Se vogliamo essere pienamente europei dobbiamo saper guardare anche oltre l'Europa economica. Il 17 maggio sia non solo una giornata di celebrazioni ma un punto di partenza per una politica nuova. Lo chiede la società, lo chiedono alcune istituzioni, lo richiede la storia del diritto in Italia.

Il problema
il 17 maggio per la comunità lesbica, gay e trans è una data importante perché a livello nazionale e internazionale si ricorda quanto sia importante lottare contro l'omofobia.
Però le ricorrenze servono anche a fare il punto sull'avanzamento delle politiche che riguardano i diritti e i diritti civili. Se guardiamo all'Italia ogni anno ci troviamo di fronte ad una statistica che vede queste politiche ferme mentre l'Europa cammina su una strada di maggiore progresso. Sicuramente ci sono iniziative che vedono coinvolti dipartimenti e uffici (come l'Unar) che propongono campagne e progetti. L'opera delle associazioni però supplisce spesso all'assenza di interventi più decisi in particolare nell'ambito delle politiche giovanili e del mondo della scuola. Ma una grande assente è l'approvazione di leggi.
Ancora non ci sono norme che sanzionino direttamente i reati di omofobia e di transfobia. Ancora non ci sono leggi in Italia che regolino le unioni e che rendano le coppie lesbiche e gay titolari di pari diritti. Questo Governo, che lei ha definito di servizio, si trova a dover fronteggiare una crisi economica e sociale importante. Ci sono priorità come il lavoro, lo sviluppo economico, la riduzione del carico fiscale, l'emergenza che riguarda le imprese, che ci vedono coinvolti. Ma di fronte alla crisi si reagisce anche promuovendo ed estendo i diritti e riformando la società adeguandola alle sfide che ha di fronte.
Abbiamo più volte detto che anche gli omosessuali pagano le tasse e sono cittadini uguali nei doveri a tutti gli altri. Nei diritti invece siamo ancora diversi. Siamo considerati inferiori. Le nostre famiglie, in molti casi i nostri figli sono considerati cittadini di serie b. Ecco perché proprio in occasione di questa ricorrenza vogliamo usare la rete per rivolgerle un appello.
Si dia subito attuazione all'estensione della legge Mancino sui reati d'odio omofobico e transfobico, dando così uno strumento efficace di lotta alle discriminazioni e alle violenze. Si avvii subito un dibattito parlamentare e una politica volta ad approvare una legge per il pieno riconoscimento delle coppie lesbiche e gay.
La parola matrimonio e il suo istituto spaventa molti politici come se approvandolo per le coppie gay si avverasse una diminuzione di diritti per le famiglie etero. E' questa una tesi insostenibile. I diritti non tolgono, aggiungono. Se vogliamo essere pienamente europei dobbiamo saper guardare anche oltre l'Europa economica. Il 17 maggio sia non solo una giornata di celebrazioni ma un punto di partenza per una politica nuova. Lo chiede la società, lo chiedono alcune istituzioni, lo richiede la storia del diritto in Italia.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 17 maggio 2013